giovedì, Ottobre 21

Sudafrica: ANC a rischio implosione

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Kampala – Le elezioni amministrative dell’agosto 2016 saranno ricordate nella storia del Sudafrica come le elezioni più contestate dell’ultimo ventennio. La campagna elettorale è caratterizzata da contestazioni di massa dei militanti del partito delle masse nere, l’African National Congress – ANC. Contestazioni che ruotano attorno alla scelta dei candidati per i governi locali che riflettono la lotta tra il Presidente Jacob Zuma e la base del partito. Una lotta che ha abbandonato il palazzo Luthuli House, quartiere generale del ANC, per sconfinare nelle piazze. Una lotta combattuta senza pietà. Ben Morken, esperto politologo sudafricano e attivista marxista, ci spiega il rovente clima del suo Paese facendo affiorare una imbarazzante verità: il partito preso ad esempio a livello mondiale, che evitò la guerra civile negli Anni Novanta, ossia l’ANC, sta rischiando di implodere dall’interno, corroso da lotte intestine per il potere supremo.

La campagna elettorale del ANC è iniziata con proteste di massa dei suoi iscritti che accusano la dirigenza di frodi nella composizione delle liste dei candidati alle amministrative dei governi locali. Si sono create delle lotte tra le varie correnti politiche e d’affari all’interno del partito che giungono a conseguenze estreme come assassinare i rivali”, spiega Morken. Nella provincia natale del Presidente Jacob Zuma, il Kwasulu-Natal, la tensione all’interno dell’ANC ha raggiunto livelli incontrollabili. L’ex leader Senzo Mchunu è stato rimosso dalla lista dei candidati ANC per il governo locale dalla direzione del partito e sostituito con Sihle Zikalala. Mchunu è un fedele della lobby politica creata da Cyril Rampahosa (opaco ma potente uomo d’affari appartenente alla élite del ANC). Zikalala è un uomo di Zuma. Il Presidente che sta lottando contro una magistratura da lui considerata impazzita che lo costringe ad assumere eserciti di avvocati e spendere fortune per evitare oltre sessanta processi per corruzione, ha un disperato bisogno di conservare il controllo del partito.

Il golpe attuato lo scorso maggio nel Kwasulu-Natal ha diviso tutte le sezione ANC della regione fino al punto che oltre il 50% degli iscritti ha boicottato il congresso speciale regionale. Per cinque volte la direzione regionale è stata costretta ad annullare il congresso per mancata partecipazione. Una situazione che ha frustrato la direzione atterrita dal constato che la base del ANC sosteneva la candidatura di Mchunu. Questo ha spinto la direzione ad eleggere come candidato Zikalala in una riunione segreta svoltasi di notte. Un processo antidemocratico che ha scatenato violenti scontri tra i militanti costringendo la polizia ad intervenire impegnandosi in una interminabile battaglia urbana notturna.

Il siluramento di Mchunu ha messo a rischio l’alleanza con il SACP, il partito comunità sudafricano. Il Segretario provinciale, Themba Mthembu ha criticato la decisione della direzione ANC avvertendo che dividerà sia la base del partito che gli elettori mettendo a rischio la tenuta della strategica provincia da parte della coalizione ANC-SACP. Una grave dichiarazione fatta il 24 maggio al quotidiano progressista Mail & Guardian.

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