mercoledì, Ottobre 27

Sud Sudan tra carestia e profughi. Arriva Papa Francesco?

0

A sei anni dall’indipendenza, il Sud Sudan è in ginocchio. Il 20 febbraio il governo di Juba ha dichiarato lo stato di carestia in varie zone del Paese, con 4,9 degli 11 milioni di abitanti che hanno bisogno di aiuti umanitari urgenti. E non è tutto: più di un milione di bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione grave.

Secondo l’Onu, la crisi del Sud Sudan è il risultato della siccità, ma soprattutto del collasso economico e della guerra civile che infuria da metà dicembre del 2013. Un confronto quello tra Salva Kiir e l’ex vicepresidente Riek Machar che ha già causato decine di migliaia di morti e spinto milioni di persone a fuggire nei campi profughi al confine con l’Uganda (solo a gennai 52mila i sudsudanesi scappati).

E la situazione non volge al meglio: è di pochi giorni fa la decisione del Giappone di mettere termine alla missione delle forze di autodifesa nel Sud Sudan dopo 5 anni. A fine maggio, secondo quanto dichiarato dal premier Shinzo Abe, i militari impegnati nelle opere di ricostruzione abbandoneranno il Paese africano, visto anche che l’instabilità geopolitica è aumentata nelle ultime settimane.

Intanto sta progettando un viaggio in Sud Sudan proprio il pontefice, Papa Francesco.  «Le Chiese giovani hanno più vitalità e anche hanno il bisogno di collaborare, un bisogno forte. Per esempio io sto studiando, i miei collaboratori stanno studiando la possibilità di un viaggio in Sud Sudan. Perché? Perché sono venuti i vescovi, l’anglicano, il presbiteriano e il cattolico, tre insieme a dirmi: “Per favore, venga in Sud Sudan, soltanto una giornata, ma non venga solo, venga con Justin Welby”, cioè con l’arcivescovo di Canterbury. Da loro, Chiesa giovane, è venuta questa creatività. E stiamo pensando se si può fare, se la situazione è troppo brutta laggiù… Ma dobbiamo fare perché loro, i tre, insieme vogliono la pace, e loro lavorano insieme per la pace», ha detto di recente. Secondo il sito anglicanews.org, il 30 luglio 2017 il primate Justin Welby sarà in Sudan per inaugurare la nuova Provincia anglicana separata da quella del Sud Sudan. E chissà che magari non possa seguirlo anche il Papa.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->