sabato, Maggio 15

Sud Sudan: Salva Kiir non rispetta gli accordi, è guerra

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Kampala – Gli imprevedibili scontri verificatisi nella capitale Juba tra gli eserciti delle due fazioni rivali alla vigilia del Indipendence Day, l’8 luglio 2016, sono stati abilmente sfruttati dall’ex Presidente del Sud Sudan, il Generale Salva Kiir, leader del SPLA-IG, per eliminare l’avversario, il Generale Rieck Machar, leader del SPLA-IO. Gli accordi di pace firmati nell’agosto 2015 prevedevano il reinserimento del Generale Machar nella compagine governativa come Vice Presidente. Carica ricoperta fino al luglio 2014 quando fu illegalmente rimosso da Salva Kiir (all’epoca legale presidente del Sud Sudan). Il Generale Kiir, che occupa illegalmente la presidenza dal 2015 avendo cancellato le elezioni, dopo aver ripreso il controllo dei suoi soldati, ha approfittato del caos militare e politico per attuare un piano teso ad indebolire il rivale, distruggendo l’unione della ribellione SPLA-IO e lanciando un’offensiva militare su zone strategiche del Paese.

Lunedì 25 luglio il Generale Kiir ha firmato un decreto che solleva il Generale Machar dalla carica di Primo Vice Presidente, nominando al suo posto Taban Deng Gai. Il colpo di mano teoricamente ha rispettato la condivisione del potere essendo Deng Gai un importante  leader dell’opposizione SPLA-IO che fino a pochi mesi fa occupava il posto di rappresentante dell’opposizione armata durante i negoziati di pace. Di fatto ha distrutto gli accordi di pace. La sostituzione di Machar con Deng Gai sarebbe stata pensata lo scorso febbraio ma attuata solo dopo i recenti scontri di Juba. L’ex presidente Kiir ha giocato d’astuzia in quanto Taban Deng Gai era stato nominato dallo stesso Machar a rappresentarlo presso la capitale Juba prima della decisione di rifugiarsi in una località segreta all’interno del Paese. Il Generale Kiir ha convinto Deng Gai ad abbandonare l’incarico di rappresentante SPLA-IO e divenire Primo Vice Presidente.

Come primo atto politico Taban Deng Gai ha dichiarato sul quotidiano Sudan Tribune il suo impegno per rafforzare la pace, uscire dalla crisi economica e politica e favorire il ritorno alle proprie abitazioni dei civili sfollati o rifugiati nei vicini Paesi. «Per ottenere la pace la comunità internazionale deve collaborare e rispettare le decisioni prese dal governo di coalizione del Sud Sudan». Una dichiarazione interpretata dall’opposizione armata con un tradimento e un chiaro sostegno al nemico Salva Kiir.

I dubbi di una collaborazione politica tra Deng Gai e Kiir sono stati rafforzati dall’appello lanciato dal nuovo Primo Vice Presidente all’opposizione a integrare le proprie forze armate nell’esercito regolare in un processo che dovrebbe durate 18 mesi e supportato da una strutturale ma non ben specificata riforma delle forze armate del Sud Sudan.

«Il decreto firmato dal presidente Salva Kiir che dimette dalla carica di Primo Vice Presidente il Dr. Rieck Machar, leader politico e comandante in campo del SPLA-IO, è da considerarsi illegale in quanto viola gli accordi di pace firmati nell’agosto 2015 e rientra in una cospirazione premeditata tesa a fra riprendere gli scontri nel Paese» dichiara al quotidiano ‘Sudan Tribune‘, il portavoce della ribellione James Gatdet Dak. Ora il SPLA-IO sta conoscendo una conflittualità interna tra la fazione rimasta fedele al Generale Machar e quella che sta supportando Taban Deng Gai. Una conflittualità destinata a indebolire politicamente l’opposizione che rimane però intatta sul piano militare in quanto Deng Gai non ha alcun ruolo di comando all’interno dell’esercito ribelle composto prevalentemente da soldati della etnia Nuer. Il portavoce dell’opposizione assicura che il 95% dei soldati ribelli supporta il Generale Machar. Affermazione confermata dal Generale Maguek e dal governatore Ruai Kuol dello Stato del Unity sotto totale controllo della ribellione. «Tutti i soldati e gli ufficiali del SPLA-IO supportano il Dr. Rieck Machar”, afferma Maguek. “Taban Deng Gai sostiene di avere il supporto delle forze SPLA-IO. Questo non corrisponde al vero. É solo un tentativo di questo individuo di creare ulteriori divisioni all’interno dell’opposizione. Deng Gai non ha alcun controllo sulle forze armate SPLA-IO» afferma il governatore Kuol. Il tradimento di Deng Gai viene spiegato dai quadri militari e politici dell’opposizione come una vendetta dinnanzi al rifiuto del Generale Machar di nominarlo Ministro del Petrolio.

Martedì 26 luglio si sono registrati significativi movimenti di truppe dell’esercito regolare all’interno del Paese dove si pensa sia nascosto il Generale Machar dopo la sua fuga dalla capitale avvenuta pochi giorni dopo gli scontri del 8 luglio. Scontri tra i due eserciti e bombardamenti governativi effettuati da elicotteri da combattimento si sono verificati nelle zone interessate. Entrambi i contendenti hanno preferito occultare i dettagli di questa offensiva comprese le località esatte teatro degli scontri e il suo esito.

Il Generale Machar dichiara di non riconosce la validità del decreto, considerandosi ancora Primo Vice Presidente e dichiarando che l’attuale complotto ideato dal suo rivale Salva Kiir ha distrutto le premesse degli accordi di pace. Il Generale Machar ha minacciato di ritornare nella capitale con la forza. La ripresa degli scontri ha allarmato l’Unione Africana che, durante il ventisettesimo summit tenutosi a Kigali, Rwanda, ha votato per l’invio di un contingente militare africano nel Sud Sudan per proteggere i civili e garantire il rispetto degli accordi di pace firmati. Una decisione a cui l’ex presidente Salva Kiir ha pubblicamente dichiarato la sua opposizione, chiarendo che in caso di invio di truppe africane esse saranno considerate esercito invasore e combattute con determinazione.

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