Sud Sudan, profughi in fuga dalla guerra field_506ffb1d3dbe2

Sud Sudan nel caos. Secondo l’ONU, che ha pubblicato un documento pochi giorni fa, nel 2015 quasi 11mila sono state le vittime e 1.300 gli stupri tra aprile e settembre. Un conflitto, iniziato nel 2013, nel quale i militari dell’esercito di Juba e le milizie alleate hanno compiuto in modo sistematico massacri e violenze sessuali, anche su adolescenti e bambine. Si tratta di accuse nei confronti del Sud Sudan documentate con testimonianze dirette. L’accusa a Salva Kiir e ai suoi ministri è quella di favorire i crimini contro la popolazione commessi da chi agisce per loro. In particolare si denuncia l’uso dello stupro come vera e propria arma di guerra, per terrorizzare i civili e punirli. E ad usare questa arma, anche se in modo inferiore, anche l’opposizione. «Quella in Sud Sudan è una delle più orrende situazioni dei diritti umani nel mondo, con un uso diffuso dello stupro come strumento per terrorizzare e come arma di guerra», dice Zeid Ra’ad al-Hussein, alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite. Dal dicembre 2013, quando cominciò lo scontro tra il presidente Kiir e il suo ex vice Riek Machar, si parla di decine di migliaia di vittime e oltre due milioni gli sfollati. E proprio questi ultimi stanno fuggendo dai campi al confine con il Sudan proprio per trasferirsi in questo Stato.

 

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)