mercoledì, 1 Febbraio
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Streeteat: app della ristorazione

Come nasce il progetto Streeteat?
Come spesso accade, tutto è partito da un incontro casuale e da una chiacchierata. Da diverso tempo frequento un ristorante che si trova a pochi metri da casa mia e, una sera, dopo cena, parlando con lo chef, siamo arrivati a discutere dell’argomento Expo e food in generale. A questo punto, conoscendo anche il mio interesse verso i nuovi modelli imprenditoriali, mi ha proposto un incontro con un gruppo di imprenditori che stavano pensando di sviluppare un progetto legato al food truck. Una volta conosciute queste persone, ho pensato da subito alla realizzazione di un progetto che avrebbe potuto supportarli nella creazione della loro attività e, analizzando il mercato, mi stavo rendendo conto sempre di più che stavo operando in un settore in rapida crescita. Mi stavo accorgendo, inoltre, che mancavano una serie di strumenti e di iniziative collegate a queste realtà, come ad esempio una mappatura di queste attività. “Perché non geolocalizzare e aggregare in un’unica app tutti i truck italiani?”. La domanda è arrivata di conseguenza e non potevo lasciarla in sospeso. Prendendo come esempio ciò che succede negli Stati Uniti, ho deciso di dare vita a Streeteat, con Daniele Carettoni, mio socio e imprenditore che investe nel food, il quale ha sposato da subito l’iniziativa. Oggi siamo una società strutturata che vede un team di 10 persone, tra collaboratori interni ed esterni, e ognuno di noi ha una specializzazione (marketing, social, ufficio stampa), per consentire all’azienda di svilupparsi in modo equilibrato. Mi occupo personalmente della parte di gestione e coordinamento delle attività, focalizzandomi sullo sviluppo del business, avendo già vissuto precedentemente esperienze imprenditoriali in prima persona.
Quali sono i benefici per l’economia derivanti dalla Streeteat?
Streeteat, per il settore professionale ed economico dei truck, rappresenta un nuovo canale di vendita innovativo. La nostra società si occupa di sviluppare il bacino di utenti di queste realtà, attraverso un’affiliazione che permette di entrare nei contenuti dell’applicazione. La presenza all’interno dell’app, però, si inserisce in un contesto più ampio, che vede Streeteat come un progetto che accompagna in ogni passo i nuovi imprenditori di questo settore. Molto importante è la consulenza che forniamo a chi desidera intraprendere un percorso imprenditoriale in questo campo. Le partnership con alcuni tra i migliori allestitori e designer di interni specializzati sui truck, permettono di dare un ulteriore contributo allo sviluppo del business di queste attività.
Le nuove opportunità economiche del XXI secolo da valorizzare?
Credo che le nuove opportunità economiche siano rappresentate dai nuovi modelli di business che possono essere adottati e che fino a qualche anno fa potevano essere impensabili. Il digitale, oggi, riveste un ruolo fondamentale poiché è uno strumento che può essere abbracciato per cogliere queste opportunità. Pensiamo, ad esempio, ai modelli di business di colossi mondiali del web: da AirBnb a Facebook fino ad arrivare a Uber. Siamo di fronte a una serie di opportunità economiche (e professionali) infinite.
Il ruolo della tecnologia nell’economia italiana?
La tecnologia è un acceleratore e uno strumento che permette di inserirsi in tutti i settori industriali, aiutandoli a sviluppare i propri processi e dinamiche. E, inoltre, può essere l’elemento che apre la strada alla scoperta e all’applicazione di nuovi modelli di business e a collaborazioni tra diverse realtà aziendali, che operano magari in settori differenti. Non si può evitare di prendere in considerazione il legame forte che intercorre con l’internazionalizzazione: senza dubbio, la tecnologia accelera questo meccanismo e lo rende possibile a qualsiasi forma e dimensione di impresa.
Gli altri Paesi europei sono più organizzati?
Probabilmente molti Paesi Europei come l’Inghilterra sono più veloci ad accogliere e a creare cambiamenti in cui la tecnologia è protagonista. Questo è certamente dovuto anche a un insieme di fattori, tra cui una burocrazia più snella, veloce e con tempistiche nettamente inferiori. Quindi sì, parlerei di organizzazione in questo caso. Per essere pronti a recepire ed esportare modelli in cui la tecnologia gioca un ruolo chiave bisogna essere, prima di tutto, organizzati in modo tale da creare un terreno fertile per determinate dinamiche. Per quanto riguarda il business dei food truck, l’Italia si sta dimostrando molto più organizzata rispetto agli altri Paesi europei e questo viene fatto notare spesso.
L’innovativa idea come può incidere positivamente sull’economia italiana?
Noi da un lato siamo qui come consulenti per chi si sta avvicinando all’attività di food trucker, dall’altro mettiamo a disposizione di questi imprenditori uno strumento e una vetrina innovativa che rappresentano un nuovo canale di vendita. Siamo qui anche per raccontare le storie dei trucker, con l’obiettivo di offrire anche degli esempi utili e concreti di questo modello economico. Raccontiamo storie di persone che si sono reinventate e hanno abbracciato questa attività dopo aver lasciato o perso un lavoro precedente, e raccontiamo come sono arrivate a questo punto. Questi tre fattori rappresentano tre elementi positivi che possono incidere sul settore dei truck, e di conseguenza su una fetta dell’economia italiana e della nuova imprenditoria.
Qual è l’andamento economico dei food truck?
Credo che qui in Italia il mondo dei food truck stia vivendo il suo momento di accelerazione e quindi, probabilmente, è ancora troppo presto per poter fare delle stime a livello di andamento economico, ma è utile sicuramente indicare che la crescita negli ultimi mesi è stata rapida e si è passati da poche decine di food truck a 300 in tutta Italia. Dal punto di vista economico, per chi sogna di avviare un’attività nel campo della ristorazione, l’impiego di risorse economiche è sicuramente meno pesante rispetto a quello che servirebbe per avviare un ristorante tradizionale. Questo sicuramente gioca a vantaggio di questo settore. Se guardiamo agli Stati Uniti, invece, vediamo 20mila food truck che continuano a crescere e quindi si è davanti a un fenomeno, anche dal punto di vista economico, che non si può sottovalutare.
Il settore economico dei food truck come si sviluppa nei Paesi europei?
Il settore dei food truck è in crescita anche in Europa e l’occhio è sempre puntato verso gli Stati Uniti, dove il sistema è sicuramente più sviluppato e vede più attori coinvolti (anche il concetto di food truck è nato negli Stati Uniti, più precisamente in California). Guardando il panorama della nostra Penisola, ad esempio, nei prossimi mesi è prevista un’ulteriore crescita. Questo significa che sicuramente c’è molto strada da fare, ma che questo modello di impresa è arrivato anche qui e si sta facendo conoscere.

 

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