mercoledì, Giugno 23

Strasburgo condanna l'Italia sulle Unioni Civili field_506ffbaa4a8d4

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Enrico Oliari 45 anni, presidente di Gaylib, l’associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra, ha fatto ricorso a Strasburgo nel 2009 contro l’impossibilità di vedersi riconoscere in Patria l’unione. La battaglia era iniziata dieci anni fa con la richiesta di procedere alle pubblicazioni relative alle sue nozze nel comune di Trento. Ricorrevano anche due coppie del milanese. “La proposta Cirinnà sta andando avanti però il Ncd sta mettendo dei paletti, ecco perché è importante la sentenza di oggi. Già ventuno anni fa l’Europa ha chiesto agli Stati membri di rimuovere le differenze tra le coppie dello stesso sesso e quello di sesso opposto. In questi anni gli altri Paesi hanno riconosciuto le coppie gay, mentre in Italia ci siamo fermati, perché c’è sempre qualcosa di più importante da fare. Anche nel 2010 c’è stata la sentenza della Corte Costituzionale che ha invitato il Parlamento a legiferare in  materia. Sono passati altri cinque anni, ecco perché non mi faccio troppe illusioni sulla Cirinnà”.

In effetti anche la Boldrini ha fatto segno di stringere: «Sulle unioni civili il tempo è scaduto. Il Parlamento non può tralasciare» questo tema «o metterlo in secondo piano». Sulla stessa linea Maria Elena Boschi. La gestione della parte pensionistica familiare e le adozioni sono tra i punti caldi. Ma il punto dolente rimane il riconoscimento come atto. “Ad esempio una coppia omosessuale spagnola in Italia non ha gli stessi riconoscimenti – dichiara Oliari – Siamo stati a vedere una politica cieca e sorda. La Cirinnà non è la prima legge, ce ne sono state almeno una quindicina. Venivano da destra e sinistra, ma poi non si è mai arrivati a nulla”.

Il più delle volte si parla di numeri, ma come ci fa notare i numeri ci sarebbero, in teoria. “Un’asse trasversale tra Pd, Sel, M5S. Non è vero che non ci sono i numeri. C’erano. E’ chiaro che poi entrano in gioco le logiche politiche”.

L’Italia ha paura di riconoscere le uguaglianze”. Ma la cosa buffa è che il centro destra è l’area politica più intransigente. La stessa in cui si riconosce Enrico Olieri e la sua associazione. Forse dovrebbero ascoltarli. “Con la Carfagna abbia un ottimo rapporto”. Però la grande maggioranza è ostile a questa legge “in effetti si – continua Olieri – però ci sono elementi liberali che sono favorevoli e poi ci sono altri come Gasparri, con contrarietà piuttosto evidenti. Ha fatto finta di non vedere che una parte dell’elettorato è gay”.

 

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