lunedì, Ottobre 18

Strasburgo condanna l'Italia sulle Unioni Civili field_506ffbaa4a8d4

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Abbiamo violato i diritti umani. Ancora una volta. In particolare siamo colpevoli (in realtà lo Stato) di aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali (articolo 8 della convenzione europea dei diritti umani), che da anni vivono insieme in una relazione stabile. E per questo lo Stato dovrà a ognuno di loro 5mila euro di risarcimento per danni morali. A deciderlo all’unanimità è stata la Corte europea dei diritti umani (Cedu) di Strasburgo che ha condannato l’Italia, ritenendo che «la tutela legale attualmente disponibile» nel nostro Paese «per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di due persone impegnate in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile». Viene richiesta ‘una forma istituzionalmente definita’ per riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso. La sentenza diventerà definitiva tra 3 mesi se i ricorrenti, o il Governo, non chiederanno e otterranno un rinvio alla Grande Camera per un nuovo esame della questione.

Noi il disegno di legge lo abbiamo, il Ddl Cirinnà. Ora il problema non è tanto la legge in se, ma l’ostruzionismo di alcune forze politiche, come il Ncd che, qualche mese fa, ha provato a proporre un testo alternativo da adottare in commissione Giustizia. Il testo è rimasto quello della senatrice dem, ma sono fioccati gli emendamenti. Come se non bastasse, a spegnere gli entusiasmi ci ha pensato l’attesa del parere della Commissione Bilancio, ma soprattutto la relazione tecnica del Ministero dell’Economia sui costi che avrebbero gli assegni familiari e le pensioni di reversibilità e il loro peso sui conti pubblici. E questo ancora non arriva. «Gli oneri complessivi» per le casse dello Stato vanno dai 3,7 milioni nel 2016 ai 22,7 milioni nel 2025 tra «minor gettito Irpef per le detrazioni fiscali, maggiori prestazioni per assegni al nucleo familiare, maggiori prestazioni pensionistiche di reversibilità». Numeri che smentiscono quanto aveva preventivato Angelino Alfano, aveva parlato di costi per le pensioni di reversibilità pari a 40 miliardi di euro.

A questo punto le promesse del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi devono essere mantenute. La Rete Ledford,  e le associazioni  LGBTI in generale, chiedono «che il Governo italiano si esprima, in modo inequivocabile e coerente con gli impegni assunti dai propri esponenti nel corso di questi mesi, dichiarando di rinunciare alla impugnazione della decisione, mediante acquiescenza».

Non ci ha mai convinto il riconoscimento delle unioni civili riservato a coppie dello stesso sesso. E’ una forma di apartheid istituzionalizzata che non ci piace e non ci piace nemmeno il contenuto del testo nelle sue modifiche  ci spiega Maria Grazia Sangalli, presidente della Rete LenfordIl testo originario p stato oggetto di modifiche che son intervenute sul cuore delle legge: l’articolo 3. Originariamente faceva riferimento all’istituto matrimoniale ed è stato smembrato con una serie di parcellizzazioni, adesso ci sono i riferimenti agli istituti specifici. Questa è un’operazione molto pericolosa. Vedremo che cosa ne verrà fuori”. A fronte, però, della sentenza della Corte di Strasburgo, l’Italia deve adottare una linea decisa. Il fatto è che se il nostro Paese non legifererà in questo senso potrebbe avere delle ripercussioni economiche. “Questo è un ulteriore invito al Parlamento che deve adeguarsi alla sentenza della Cedu”. Se parliamo di sanzioni in senso stretto, “l’assemblea dei Ministri e del Consiglio d’Europa può applicare, laddove l’Italia non dovesse adeguarsi, delle sanzioni di natura politica. Non pecuniaria – sottolinea Maria Grazia Sangalli – Però le coppie che si ritenessero lese dall’inadempimento dello Stato italiano, potranno chiedere un risarcimento dei danni”.

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