giovedì, Gennaio 27

Strasburgo condanna, Bruxelles promuove

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Scattano le polemiche per la legge dei diritti civili da parte del Presidente della Cei  Angelo Bagnasco che in merito afferma: «sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia» e aggiunge: «le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà». Pronta la risposta del Partito Democratico, con il Presidente Matteo Orfini che dichiara: «Non penso che dovere della politica sia polemizzare con Bagnasco. Quello che pensiamo sull’argomento lo abbiamo dimostrato votando la legge. La legge sulle unioni civili non è contro la famiglia, ma distribuisce diritti senza toglierli a nessuno». A lui si aggiunge anche il presidente dei Senatori Pd Luigi Zanda che annuncia ai microfoni di ‘Gr1’: «L’utero in affitto è vietato dalla legge italiana e resterà vietato. Non c’è alcuna possibilità che il divieto cambi» e aggiunge: «L’istituto delle unioni civili è molto diverso dal matrimonio. Non c’è alcuna equiparazione. Così come chiede la nostra Costituzione, sono uguali i diritti delle persone, etero o omosessuali, che fanno parte della coppia» e conclude: «I vescovi  hanno il diritto e certamente il dovere di esprimere la propria opinione che io ascolto sempre con molta attenzione. Ma il Parlamento deve legiferare sulla base di una visione laica della vita e della società». In sostegno delle affermazioni del porporato arriva Giorgia Meloni, aspirante inquilina del Campidoglio che commenta: «Il presidente della Cei Bagnasco ha ragione: questa legge sulle unioni civili è il cavallo di Troia per introdurre in Italia la pratica dell’utero in affitto, una mostruosità che umilia e sfrutta il corpo delle donne. Comprare per soldi la maternità e la gestazione non è una conquista di civiltà, ma una barbarie da combattere».

 

 

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