martedì, Ottobre 26

Strage di Dacca, le salme arrivano a Roma

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E’ giunto a Roma l’aereo di Stato con a bordo le salme delle nove vittime italiane dell’attacco terroristico di Dacca, in Bangladesh. Il volo è atterrato in serata a Ciampino, dove ad attendere i feretri c’erano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di rientro dal Messico, e il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Dopo l’omaggio delle autorità, i cadaveri saranno portati nell’istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli per il riconoscimento da parte dei parenti e per le autopsie. Continuano nel frattempo le indagini sulla vicenda di Dacca. La polizia bengalese ha arrestato il padre ed il fratello di Shafiqul Islam Uzzal, uno dei terroristi dell’attentato, mentre domenica era stata la volta dei genitori di un altro membro del commando ucciso dalle forze speciali, Khairul Islam. Mentre la rete britannica ‘SkyNews‘, citando la polizia bengalese, ha rivelato nuovi particolari sul blitz nel locale di Dacca: gli agenti che hanno fatto irruzione nel ristorante potrebbero avere ucciso uno degli ostaggi scambiandolo erroneamente per un terrorista.

Si fa sempre più serrata in Gran Bretagna la lotta per la successione in casa Tory di David Cameron. Se fino a ieri la favorita era Theresa May, ora a soffiarle la prima piazza è la sottosegretaria all’Energia Andrea Leadsom. Secondo ConservativeHome la 53enne sarebbe al 38% contro il 37 della ministra dell’Interno. Lontani gli altri contendenti, con il ministro della Giustizia, Michael Gove, sotto il 20%, e quello del Lavoro, Stephen Crabb e l’ex ministro della Difesa, Liam Fox, ancor più staccati. Mentre il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker torna a scagliarsi contro chi ha voluto l’uscita dall’Europa del Paese britannico: «I radiosi eroi della Brexit di ieri, oggi sono eroi tristi. Chi ha fatto sì che si arrivasse a questo punto sta lasciando uno dopo l’altro il palcoscenico. Sono retro-nazionalisti, non patrioti. I veri patrioti non lasciano la nave in difficoltà», ha detto durante la Plenaria di Strasburgo. «Non si può avere il mercato unico senza assicurare le quattro libertà, tra cui quella di movimento. Crescita e occupazione erano già le nostre priorità dall’epoca del mio insediamento. Le priorità non vanno riviste. Mi rifiuto di rivedere tutto. Non è il momento di rivedere i Trattati ma di applicare quanto deciso, accelerare le riforme, non cambiarne contenuto». Ma la Gran Bretagna, dopo la Brexit, è alle prese anche con la questione sanità. Diversi gli scioperi dei giovani medici previsti nei prossimi giorni a causa del nuovo contratto nazionale di lavoro, ritenuto comunque favorevole dai sindacati. Il 58% dei Junior doctors (coloro che esercitano da meno di 10 anni) ha infatti votato contro: la motivazione è che li penalizzerebbe nei turni domenicali.

Negli Usa a far parlare è ancora il caso Emailgate che ha visto coinvolta Hillary Clinton, ai tempi Segretario di Stato. Secondo l’FBI diverse cose non andavano fatte e la Clinton ha dimostrato ‘estrema negligenza’ nell’utilizzo della sua posta elettronica privata, ha confermato il direttore James Comey. Proprio sabato scorso l’ex first lady era stata interrogata in merito e nonostante la sua difesa non era riuscita a dissolvere tutte le ombre sul caso. Sotto accusa, ricordiamo, 110 email inviate o ricevute dai server di Hillary Clinton che contenevano informazioni classificate. L’indagine era partita quando l’ispettore generale per le agenzie di intelligence aveva inviato una nota al Dipartimento di Giustizia, sostenendo di aver trovato informazioni classificate in un piccolo campione di email che la candidata democratica aveva inviato e ricevuto senza seguire le regole del Dipartimento di Stato. Immediato il commento del rivale Donald Trump: «Sono stupefatto, il sistema è truccato. Il direttore dell’Fbi dice che la corrotta Hillary ha compromesso la sicurezza nazionale. Nessuna incriminazione. Wow». E il caso Emailgate potrebbe nuocere gravemente alla Clinton in vista della Corsa alla Casa Bianca. Secondo nuovi sondaggi di ‘Usa Today‘ e Suffolk University, l’ex first lady avrebbe un vantaggio di soli 5 punti (45% contro 40%) nei confronti di Trump, mentre solo due mesi fa era avanti di 11 punti.

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