mercoledì, Ottobre 27

Strage di Brescia: sconfitta la destrutturazione della verità field_506ffb1d3dbe2

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Stefania-Limiti

 

Se ci fosse bisogno di una prova in più della straordinaria peculiarità del nostro Paese, lo scarno manipolo dei lettori italiani la troverebbe senz’altro nel lavoro di una giornalista d’inchiesta di serie A, di nome Stefania Limiti.

Siamo il Paese dei  misteri, delle verità indicibili, degli scenari apocalittici che tutti immaginano e nessuno davvero  conosce, tra memoria storica a brevissimo termine e rimozione collettiva, quasi da manuale di psicologia, necessaria per andare avanti tirando a campare. Ma siamo anche il Paese che non molla, che grazie alla tenacia di pochi ottiene a volte, alla lunga, risultati impensabili. 

E’ appena arrivata la notizia che i magistrati della Corte di Cassazione hanno annullato la sentenza di assoluzione emessa in Appello per i due neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, uomini di Ordine Nuovo collegati ai servizi segreti operativi negli anni settanta in Italia. Il processo è quello per l’orrenda strage di Piazza della Loggia di Brescia, dove una bomba esplose mentre la cittadinanza era riunita proprio per protestare contro la violenza stragista del terrorismo, provocando otto morti e cento feriti. Come spesso succede da noi, è stata la determinazione di alcuni parenti delle vittime, insieme alla paziente opera di giornalisti come la Limiti, a tenere accesa l’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto degli inquirenti, stimolando decisivi approfondimenti d’indagine.

Pier Paolo Pasolini dipinse la realtà occulta, la storia italiana parallela che si svolgeva molto più di tre metri sopra le nostre teste ignare, con cultura ed accenti filosofici, poetici e visionari di sublime valore. Stefania Limiti non è una poetessa, il suo lavoro è quello dei giornalisti tenaci, scrupolosi. Il suo obiettivo è raccogliere indizi, collegarli in una febbrile ma rigorosa opera di ricostruzione. E il risultato, sintetizzato in due formidabili libri editi da Chiarelettere, ‘L’anello della Repubblica’ e ‘Doppio livello’  è il puzzle, finalmente ricomposto, della nostra storia di italiani per lo più inconsapevoli  di quanto veniva ordito, davvero a nostra insaputa, dal dopoguerra a oggi sul filo di una politica pesantemente condizionata da influenze sempre rimaste nell’ombra.

 

 

Stefania, nel presentarti ho citato Pier Paolo Pasolini, mettendo in rilievo la profonda differenza di approccio, nella ricerca di una verità che possa avvicinarsi il più possibile ai fatti, a ciò che è realmente accaduto, tra un poeta e un giornalista di inchiesta. Ma l’ho fatto di proposito, perché la prima domanda che ti voglio fare è: come vive la realtà quotidiana una persona come te che, grazie al lavoro minuzioso svolto, può ben dire “Io so, e ne ho anche le prove”?
Vive come tutti i cittadini informati, magari con qualche frustrazione in più.

E’ del fine settimana la notizia che la Corte di Cassazione ha annullato le assoluzioni dei neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, nell’ambito del processo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974, 8 morti, 100 feriti). Tramonte, in particolare, viene indicato nei tuoi libri come il tramite tra Ordine Nuovo, movimento ideatore ed esecutore della strage, e i servizi segreti dell’allora SID. Significa che il grande inganno sta per essere, faticosamente, svelato agli italiani?
Significa che la destrutturazione della verità non è stata realizzata del tutto e che abbiamo nuovi spiragli di fronte. Un nuovo processo, con la consapevolezza e l’esperienza accumulata in questi anni da investigatori e inquirenti, porterà comunque a focalizzare aspetti ancora oggi rimasti oscuri, sconosciuti o solo parzialmente spiegati.

Qual è stato il ruolo dei defunti Pino Rauti e Giorgio Almirante, nel disegno che vede la Storia d’Italia dal dopoguerra in poi legata a un filo, invisibile ma indistruttibile, che la collega alla CIA e alle sue agenzie attive sul territorio, organizzazioni come la Loggia P2, Ordine Nuovo e innumerevoli altre filiazioni meno note?
Sono stati gli uomini-ponte tra organismi atlantici, forze armate e strutture clandestine finalizzate alla destabilizzazione. Un ruolo chiave che va ben al di là di quello di anime nero del fascismo italiano.

Mi sono sempre chiesto se e quanto la sinistra di ispirazione comunista fosse cosciente, nel corso degli anni, della reale situazione italiana, e come andrebbero eventualmente riletti i suoi comportamenti politici in relazione a ciò. Tu che idea ti sei fatta, al riguardo?
Se ti riferisci al Pci certamente ha peccato quantomeno di eccesso di cautela nei confronti dei poteri forti, soprattutto, rimanendo al tema della strategia della tensione, delle strutture militari e dell’intelligence. Ma la questione non può essere liquidata con una battuta, non dimentichiamo che la morsa delle strutture occulte è stata potente e si è mimetizzata molto bene.

Tornando alla strage di Brescia, l’atto della Cassazione può secondo te significare, in qualche modo, che c’è una volontà più generale di fare luce sulla stagione del terrorismo?
Sicuramente significa che la Corte Suprema riconosce che il processo d’appello ha ingiustamente assolto Maggi e Tramonte, riconoscendo che i tanti elementi raccolti meritano un giudizio più approfondito. Intanto limitiamoci a questo. Non è poco , un buon segnale, importante per tutti coloro che possono contribuire con i propri strumenti a riscrivere la storia del terrore in Italia.

 

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