martedì, Luglio 27

Storia o metastoria: la scelta indiana Il RSS punta a riscrivere una sua versione basata basata sui Purana

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storia india

Il tentativo da parte del gruppo radicale Hindu Rastriya Swamsevak Sangh (RSS) e dei suoi simpatizzanti di riscrivere la storia dell’India da un punto di vista ristretto, a detta loro secondo una prospettiva nazionalista, ha suscitato critiche dall’élite e dagli storici di tutto il mondo e sollevato al contempo la domanda fondamentale: se la storia sia qualcosa di alterabile, rivisitabile e ristrutturabile secondo le necessità di un governo e dei suoi sostenitori.

Dopo aver giocato un ruolo cruciale nella vittoria senza precedenti del partito Bharatiya Janata (BJ) e del suo leader Narendra Modi alle ultime elezioni generali, il RSS ha cominciato a portare avanti aggressivamente i punti del suo programma nazionalista Hindu, come reso evidente dalle affermazioni dei suoi leader negli ultimi mesi. «Servendosi dell’istruzione come strumento di indottrinamento, il RSS e diverse organizzazioni ad esso associate hanno iniziato una campagna per la ristrutturazione dei programmi scolastici e la riscrittura dei libri di testo negli stati governati dal BJ e presso il governo centrale, per dare loro un focus Hindutva», sostiene Divya Trivedi delFrontline.

Come parte dei preparativi per il centenario, ricorrente nel 2025, il RSS sta lavorando ad una versione della storia indiana basata sui Purana. Il progetto decennale è stato soprannominato “Puranantargat Itihaas” (La storia nelle sacre scritture Hindu), racconta Shyamlal Yadav dell’Indian Express, e aggiunge: «Il Sangh si propone anche di comporre la storia di ciascuno dei più di 670 distretti del Paese, più la storia delle più di 600 comunità tribali indiane».

Dinanath Batra, l’uomo che potrebbe riuscire a convincere la casa editrice Penguin a ritirare “The Hindus: An Alternative History” dell’indologa americana Wendy Doniger, è da tempo sostenitore di una ristrutturazione del framework nazionale per i curricula scolastici e di una revisione dei libri di testo. Il Times of Indiacita Batra: «I libri di testo del Consiglio Nazionale per la Ricerca e il Training per l’Istruzione verranno riscritti in accordo agli scopi ed obiettivi della nazione, in modo da inculcare un sentimento patriottico nei bambini. La modernità non è nell’occidentalizzazione. Vogliamo una modernità con radici indiane».

Mentre le organizzazioni di destra e molti dei loro leader sono a favore della riscrittura della storia a causa della convinzione che i programmi e libri di testo attuali abbiano una prospettiva di sinistra e indulgano nel marxismo, diversi storici e personaggi di spicco bollano tali tentativi come violazioni dei diritti umani e della libertà intellettuale.

A proposito dell’asserzione che i curricula e libri di testo correnti siano di sinistra, l’illustre storica Prof. Romila Thapar afferma: «Vale forse la pena di sottolineare come il tipo di storia che gli ideologi Hindutva spesso respingono in quanto marxista, non è affatto marxista, ma porta il sigillo delle scienze sociali. Sulla differenza tra le due, nonstante la sua importanza per l’interpretazione della storia, i proponenti della svolta Hindutva sorvolano del tutto. Ciò accade in larga parte perché essi hanno scarsa comprensione di cosa si intenda per ‘interpretazione marxista della storia’, e per questo motivo non la sanno riconoscere. Per loro, un marxista è semplicemente qualcuno che si opponga all’ideologia Hindutva. Di conseguenza, un’ampia schiera di storici si ritrova bollata come marxista a sorpresa».

«Quella che viene chiamata ‘zafferanizzazione dell’istruzione’ è nei fatti una de-intellettualizzazione di essa, in un modo talmente radicale che rimarrà ben poco valore accademico in ciò che verrà insegnato nei prossimi anni. Le ideologie totalitarie si costruiscono sul cinismo, e il nuovo curriculum nazionale è immensamente cinico», afferma Thapar nel suo discorso di apertura alla Consulta Nazionale sulla Comunitarizzazione dell’Istruzione Scolastica.

In un editoriale, il New York Times si chiede: «La domanda, ora, è se la riforma dell’educazione verrà usata non solo per creare una cittadinanza istruita e una forza lavoro addestrata, ma anche per promuovere un’ideologia in particolare”. “L’attacco alla storia fa parte di un attacco alla conoscenza. Non si fermerà alla storia. La storia è uno dei soggetti più facili con cui aprire una campagna simile, perché tutti pensano di conoscere la storia e che non ci sia nulla di nuovo in essa. Ma l’indebolimento della storia è anche essenzialmente indebolimento delle scienze sociali, e il pericolo non è limitato alla storia, ma si estende a tutte le scienze sociali», afferma la Professoressa Thapar.

Bollando questa tendenza come “metastoria”, il Prof. Robert C. Williams scrive sull’Historian’s Handbook: «La metastoria ha fornito le basi a due dittature mostruose nell’Europa del ventesimo secolo: la Germania nazista e la Russia dei Soviet. Anche i nazisti e i marxisti riscrissero o alterarono la storia in accordo non alla verità, ma alla linea di partito. La razza ariana e la classe operaia divennero gli eroi collettivi di un nuovo e letale genere di storia ufficiale».

Questi esempi forniscono ottime ragioni affinché l’India freni l’ingresso della metastoria nei curricula scolastici e nei libri di testo, perché, come sostiene l’Hindustan Times in uno dei suoi editoriali, «La libertà di scelta non può venire limitata quando un certo punto di vista non rientra nella cultura standardizzata che alcuni stanno cercando di imporci. L’India è un Paese pluralista, inclusivo e multiculturale. Questa è la nostra grande forza».

 

Traduzione di Elena Gallina

 

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