venerdì, Maggio 14

Stiamo ‘creando’ la vita. Aiuto!

0

«Sì: adesso, Dio c’è» annuncia la voce del medesimo, appena creatosi dopo il collegamento simultaneo, ultima autonoma opera dell’uomo, di tutti i computer dell’Universo. Suggellando così il fulminante (letteralmente) racconto di Fredric Brown, ‘La risposta’. Nella dissennata corsa a ‘creare la vita’, tra biologia e tecnologia, tra entità biologica ed intelligenza artificiale, è annunciata un’altra tappa. Così di fronte alla clamorosa notizia che Craig Venter e Clyde Hutchinson con il loro staff abbiano (diciamo prudentemente avrebbero) creato in laboratorio con ‘Syn 3.0’ il primo batterio sintetico con il Dna essenziale della vita si rimane attoniti. Il tutto suggellato dalla descrizione, certificazione e pubblicazione sull’autorevole rivista ‘Science’. Si tratta per ora di una base essenzialissima, un codice genetico ridotto al minimo, 473 geni tutti fondamentali per la sopravvivenza. Dunque Venter che dal 1995 segue questa strada, in oltre vent’anni starebbe velocemente progredendo verso il raggiungimento del suo scopo. ‘Creare’ la vita, mica bruscolini. Poi l’uomo. Infine, probabilmente, lo stesso Dio. In fondo, l’unica giustificazione del Dio attualmente in carica sarebbe quella di non esistere, o del caso «se esiste, spero abbia una buona scusa» come dice Woody Allen. O, ancor più radicalmente «se dio esiste dovrà chiedermi perdono» come qualcun altro, probabilmente anche lui ebreo, aveva drammaticamente graffito su un muro del lager di Auschwitz. Come il Golem della tradizione ebraica dunque la materia immota inizia a prendere vita dall’uomo: quello poi all’uomo si ribellava con tragiche conseguenze, quanto ai nostri ‘esperimenti senza rete’…

In realtà se questa fantomatica creazione della vita da parte dell’uomo sia davvero vicina o no è questione controversa. Da un lato secondo il genetista Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università di Tor Vergata a Roma questa nuova ‘ideazione’ «ci aiuta a capire meglio come funziona la vita e contribuisce alla comprensione del linguaggio del Dna». Anche se «la creazione della vita artificiale è da film di fantascienza. La vita è infatti qualcosa di molto complicato per pensare di poterla ricreare in laboratorio a nostro piacimento. Quello che invece possiamo fare è comprenderla: in questo caso si è intanto capito quale sia il numero minimo di geni che si devono trovare in una cellula perché sia in grado di vivere e riprodursi. La cosa più interessante è che il 31 per cento delle funzioni di questi geni sia ancora da definire, però c’è ancora molta strada da fare». Dall’altro lato bisogna tenere conto di posizioni più problematiche, come quella di un accreditato genetista come Bruno Dalla Piccola, Direttore scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma: «Siamo lontanissimi dalla creazione di una vita artificiale così come molti la immaginano. Tuttavia, considerata la velocità con cui la scienza va avanti, dovremmo accelerare la ricerca di risposte sulle possibili implicazioni etiche ed eventualmente porre dei paletti». Solo apparentemente distante dunque, perché seppur spostandone indefinitamente in avanti i termini temporali indica come quel punto di arrivo sia realmente possibile: «Nel caso specifico i ricercatori non hanno creato vita dal nulla, hanno utilizzato l’involucro di un batterio per capire quanti geni sono necessari per creare e mantenere in vita una cellula. Stiamo quindi parlando di una forma di vita che non si avvicina neanche lontanamente a quella di un essere umano». Ma comunque sulla strada della sperimentazione dell’’inosabile’ si procede speditamente, il che rappresenta in ogni caso quantomeno un ulteriore passo in avanti verso la possibile realizzazione della vita stessa da parte nostra.

Fra le tante brutte notizie che di questi tempi si e ci rincorrono, in prospettiva questa potrebbe essere la peggiore. «L’uomo è davvero insensato: non saprebbe fare un pidocchio e fabbrica dèi a dozzine» sferzava già nel ‘500 Michel de Montaigne. E considerando i danni sinora causati dalle nostre ‘invenzioni divine’, vien paura a pensare cosa potremmo fare dopo avere realmente ‘inventato’ (si fa per dire) noi la vita. Avviandoci dai nostri devastati strapaesi delle meraviglie verso un mondo tutto nuovo, e chissà se davvero delle meraviglie. Senza neanche la soddisfazione di poter dare la colpa a qualcun altro. O a Qualcun Altro.

 

E, dunque, in questo Marzo 2016

da Lunedì 21 a Venerdì 25

Lunedì 21

Martedì 22

Belgio. Ennesima, annunciata, distruzione della vita da parte dell’uomo.

Mercoledì 23

Giovedì 24

Stati Uniti. Annunciata la sintetizzazione della vita da parte dell’uomo. Forse.

Venerdì 25

E poi

Sabato 26 e Domenica 27

Prima Sabato e poi Domenica di Pasqua. Di resurrezione. Si fa per dire…

 

E la prossima settimana

da Lunedì 28 Marzo a Domenica 3 Aprile

Arriva il Primo Aprile. Vedi un po’. Il resto, prima e dopo, si suppone di conseguenza.

 

E va, e va Marzo. Purtroppo o per fortuna che sia, comunque va a concludersi.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->