lunedì, Ottobre 25

Stati Uniti sotto attacco?

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Dopo l’attentato in due centri militari a Chattanooga, in Tennessee, gli Stati Uniti si ritrovano ad affrontare la minaccia dei ‘lupi solitari’ all’interno del proprio territorio. Il killer, Muhammad Abdelazeez, 24 anni, nato in Kuwait, di origine giordana e cittadino USA, ieri ha aperto il fuoco contro dei militari poco prima delle 11 del mattino, giungendo nel parcheggio del primo centro militare a bordo della sua auto per poi spostarsi in una seconda installazione poco distante. Il bilancio è stato di 5 morti: 4 marines e l’attentatore.

Secondo le ultime indiscrezioni il giovane avrebbe agito da solo, ma gli inquirenti non escludono che l’uomo potesse avere legami internazionali. Il folle gesto è l’ennesima sparatoria registrata negli ultimi anni contro edifici militari statunitensi, dopo l’attentato a Fort Hood (in Texas, in cui morirono 13 persone), o quello del 2013 nel quartiere Navy Yard di Washington, il cui bilancio fu di 12 vittime. In questo caso però, a stagliarsi dietro l’attentato vi è la sinistra ombra dello Stato Islamico, pronto a raccogliere la sfida e reclutare nuovi adepti, e che tramite internet ha subito festeggiato l’uccisione dei 4 marines, postando immagini e commenti.

Stato Islamico che continua senza sosta la sua opera di istituzionalizzazione del Califfato in Iraq, dove oggi l’ISIS ha attaccato una stazione di polizia nella zona di al-Riqqa, sud ovest di Samarra, uccidendo cinque membri (tra cui un comandante) delle ‘forze del risveglio’, le milizie sunnite alleate del governo di Baghdad, dopo averli attirati in una trappola. «I miliziani jihadisti hanno sferrato un attacco contro un punto di polizia e all’arrivo dei rinforzi provenienti da Samarra i combattenti dello Stato islamico sono fuggiti in una casa nelle vicinanze. Una bomba è quindi esplosa all’ingresso delle forze di polizia e delle milizie nell’abitazione, uccidendo Majid al Samarrai, leader nel risveglio noto come Abu Farouq, quattro membri della sua scorta, e ferendo altre nove persone, tra cui diversi agenti di polizia» ha detto la fonte citata dall’Agi.

Diciotto cecchini dello Stato islamico (Isis), tra cui sei donne di origini asiatiche, sono invece stati uccisi negli scontri con le forze armate irachene a est di Ramadi, capoluogo della provincia occidentale di al Anbar. Lo ha reso noto una fonte del Comando unificato delle operazioni speciali. «I cecchini erano di diverse nazionalità asiatiche e le forze di sicurezza hanno assunto il controllo degli edifici in cui erano appostati», ha detto la fonte, precisando che le operazioni in questione hanno coinvolto l’area di Husaybah, al confine con la Siria.

Sembra cambiare invece la strategia dello Stato Islamico rispetto alla percezione del gruppo verso l’esterno, con il leader Abu Bakr al Baghdadi che avrebbe ordinato ai suoi uomini di stoppare la produzione di video che riprendono le decapitazioni delle loro vittime. Secondo quanto riferito da una fonte del gruppo jihadista al quotidiano panarabo edito a Londra ‘al Quds al Arabi’, il leader iracheno avrebbe scritto una direttiva ufficiale ai dirigenti degli uffici per la propaganda in Siria e Iraq, in cui chiede di non riprendere più quelle immagini, e di non girare più quel genere di video per «rispettare i sentimenti dei musulmani e in particolar modo dei bambini». Secondo la stessa fonte, tuttavia, la direttiva sarebbe stata contestata da gruppi di combattenti algerini e sauditi perché ritenuta un modo per assecondare l’opinione pubblica occidentale.

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