mercoledì, Aprile 14

Stati Uniti: shutdown, oggi possibile accordo Donald Trump non teme il voto contrario dei democratici

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Negli Stati Uniti, quando il Congresso, non essendosi trovato un accordo, rifiuta di approvare la legge che stabilisce le risorse per le varie attività amministrative federali, inizia lo shutdown. L’ ultimo è avvenuto nell’ottobre del 2013. Sebbene il governo tenti di continuare a garantire i servizi essenziali, non è assicurata la retribuzione di tutti i dipendenti nei diversi settori.

Oramai è il terzo giorno di shutdown. Alle 18 di oggi, ora italiana, è previsto un nuovo voto per autorizzare la spesa fino all’8 febbraio, ma non è ancora chiaro come voteranno i democratici.  Trump, però, non teme il voto contrario, anzi, sarebbe pronto a considerare approvata la spesa anche se con minoranza.

«C’è una vasta consapevolezza, da parte di tutti, che le leggi sugli immigrati irregolari arrivati da bambini e altre questioni hanno bisogno di una soluzione di compromesso. Le negoziazioni sono andate avanti per mesi. Ma non possono andare da nessuna parte fin quando i senatori democratici non si rendono conto che il sentiero estremista tracciato dal loro leader non li porta da nessuna parte» ha detto il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell.

«Gli americani sanno perché c’è questa disfunzione, è il presidente che funziona male. Quindi siamo nello shutdown di Trump. E dei leader del partito che non si muovono senza di lui. E’ lui che ha creato il caos e la paralisi in cui ci troviamo» ha dichiarato Chuck Schumer, leader democratico al Senato.

(Video tratto dal canale Youtube Euronews)

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