giovedì, Ottobre 21

Stati Uniti, 'paradiso fiscale' in ascesa

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Grazie a questo livellamento verso il basso indotto dall’attività lobbistica delle grandi imprese e alla diffusione generalizzata della normativa Ocse che ha imposto ai Paesi firmatari un giro di vite sulle norme in materia di spostamento e deposito dei capitali, gli Stati Uniti hanno rapidamente scalato le posizioni del Financial Secrecy Index, la graduatoria redatta – e aggiornata ogni due anni – dall’autorevole contro studi ‘Tax Justice Network’ che classifica i Paesi in cui il segreto bancario è più forte, superando persino Isole Cayman, Lussemburgo e Singapore.

Financial Secrecy Index

Non a caso, il potente gruppo Rothschild ha creato una società a Reno, in Nevada (esentato dalle regole sulla disclosure), in cui ha cominciato a spostare i patrimoni dei suoi facoltosi clienti che fino a poco tempo fa venivano custoditi presso le Isole Bermuda, che con l’adozione della normativa Ocse sta conoscendo una progressiva contrazione della rendita da ‘porto franco’ del grande capitale. «Gli Stati Uniti sono il più grande paradiso fiscale al mondo», ha commentato Andrew Penney, managing director di Rotschild. Cisa Trust e Trident Trust, due grandi nomi della finanza elvetica, hanno emulato l’esempio dei Rotschild trasferendo ingenti quantità di denaro dalla Svizzera e dalle Isole Cayman al South Dakota. Alice Rokahr, dirigente di Trident Trust, ha rivelato che molti clienti stanno abbandonando le banche di Zurigo e Ginevra per approdare negli Stati Uniti, nella convinzione che in pochi anni la Svizzera vedrà decadere il crisma di capitale mondiale del segreto bancario che ha saputo conservare per secoli, forse in favore degli Usa.

Una recente inchiesta di ‘Global Witness’ ha fornito una pratica dimostrazione di quanto sia facile trasferire denaro di dubbia provenienza negli Stati Uniti; spacciandosi per ex funzionario di un Ministero straniero, un giornalista munito di telecamera nascosta si recato presso tredici tra i più prestigiosi studi legali di New York chiedendo delucidazioni su come trasferire in sicurezza e rimanendo nell’anonimato grosse somme di denaro ottenute tramite corruzione. Come risultato, dodici dei tredici studi legali consultati dal reporter sotto copertura hanno suggerito di utilizzare società anonime statunitensi domiciliate in Stati come il Delaware. Alcuni avvocati di grido specializzati in questioni finanziarie sono persino giunti ad indicare alcuni loro conti correnti di riferimento come canali sicuri per trasferire denaro in maniera ‘discreta’, mentre altri si sono limitati a consigliare di creare società ad hoc. Tutto in conformità alle leggi statunitensi. Il che ha portato Stefanie Ostfeld, coautrice dell’inchiesta, a concludere che «gli Stati Uniti sono divenuti da parecchio tempo uno dei ‘porti franchi’ più frequentati da politici corrotti, cartelli della droga, organizzazioni terroristiche e grandi evasori fiscali […]. Utilizzando una società anonima statunitense, qualsiasi criminale può facilmente nascondere la propria identità e la provenienza del denaro».

 

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