sabato, Ottobre 23

Star Wars: ma è davvero fantascienza? field_506ffbaa4a8d4

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Secondo Francesco Verso, co-vincitore del premio Urania di quest’anno nonché editore di fantascienza con Future Fiction, per essere un film per ragazzini il contenuto di violenza è troppo elevato: “Ho visto ‘Il risveglio della Forza’ insieme a mia figlia di otto anni, che appena è finito il film ha chiesto candidamente: ‘Papà, perché tanti morti?’ Me lo sono chiesto anche io. Perché un film Disney -non necessariamente per bambini- deve avere come elemento preponderante di spettacolarizzazione le morti, le uccisioni, le esplosioni?  Al di là di questo, un ottimo prodotto commerciale, ma la storia è sfilacciata e copiata in maniera sin troppo evidente dall’episodio IV, tanto che alcuni colpi di scena sono stati anticipati addirittura da mia figlia. Spero nel capitolo successivo, ma in mancanza di un maggiore sforzo nella stesura della tram, le vecchie generazioni godranno i prossimi film con la nostalgia che si riserva alla propria giovinezza, a un tempo in cui il mito si andava creando e non ricreando, uguale e identico a se stesso, per motivi economici.

Alessandro Forlani, prolifico autore di fantascienza il cui ultimo titolo uscito è ‘Fronte Alieno’, legge invece una maggiore profondità nel nuovo episodio della saga: “Temevo una cocente delusione, e invece torno a casa spettacolarmente soddisfatto. Da scrittore mi han colpito alcuni aspetti del rapporto fra personaggi che mi auguro siano stati consapevolmente sviluppati, e non riusciti per caso da parte di J.J. Abrams. Mentre l’Impero è quasi ridotto a una multinazionale/loggia massonica armata (‘Primo Ordine, guarda caso… l’Imperatore sostituito da un ‘Leader’), la Ribellione appare quasi una comunità di pervicaci sessantottini che non ammettono di essere, anch’essi, malinconicamente datati. C’è un dialogo in cui Carrie Fisher e Harrison Ford confessano di continuare a battersi perché incapaci di fare altro, e non suona eroico, ma senile. C’è l’idea di ‘Star Wars’ quale saga metaforicamente generazionale. In questa ‘nuova’ galassia si insiste in una guerra di/fra vecchi per molti aspetti svuotata di significato, in cui Figli che hanno rinnegato o non conoscono più i Padri. Credo sia la sensazione esistenziale dei figli di coloro che assistettero alla prima di Episodio IV… Ci si è lamentati dello scarso spessore di Kylo Ren: credo invece che con i suoi reiterati scatti d’ira sia la perfetta metafora dell’adolescente, destinato dai fallimenti, le cause perse dei Padri, a un ruolo di cui è solo in parte consapevole. Sono sfumature da ‘Star Wars del Disagio Post-Contemporaneo’, direi, che ho apprezzato; hanno dignitosamente e contenutisticamente colmato gli intervalli fra una battaglia fra caccia e un duello alla spada laser”.

Star wars 2

Decisamente negativo, invece, il giudizio di Piero Schiavo Campo, autore di fantascienza ad alto tasso di scientificità col romanzo ‘L’uomo a un grado Kelvin’: Il settimo episodio clona il primo in modo a mio parere esasperante. Mi sento preso in giro: noi ci spremiamo per tirare fuori idee originali e confezionarle meglio che possiamo, e Hollywood, per il solo fatto di disporre di miliardi da spendere in marketing, ci ripropone esattamente lo stesso film di quarantacinque anni fa? Inoltre rispetto all’originale viene a mancare un elemento fondamentale: l’autoironia. Il primo ‘Star Wars’ era un film sottilmente ironico, l’episodio 7 si prende molto sul serio, e il suo umorismo è involontario (come quando appare il faccione insulso del cattivo che si toglie la maschera). Se non fossero mai stati girati i primi sei episodi, avrei trovato ‘Il risveglio della forza’ un buon film, non perfetto ma interessante. Purtroppo sono stati girati, e io sono uscito dal cinema piuttosto incazzato. Se la fantascienza abdica al suo ruolo fondamentale, che a mio parere è quello di essere una palestra di idee, è spacciata. Reggerà solo fino a quando ci sarà qualcuno in grado di spendere miliardi per il marketing”.

Ancora più netto è il distacco ostentato da Tullio Avoledo, scrittore che alterna romanzi ai confini della fantascienza pubblicati da Einaudi, come ‘La ragazza di Vajont’, a opere inserite nella saga fantascientifico-videoludica di ‘Metro 2033’: “Il mio divorzio da ‘Star Wars’ si è ufficializzato quando George Bush e i suoi Master of War hanno chiamato ‘Alleanza’ la loro infame crociata illegale contro l’Iraq. Sentir parlare dei ‘Caccia dell’Alleanza’ che bombardavano Baghdad mi ha creato un vero e proprio rigetto. L’universo di Star Wars, peraltro, mi sembra lontano dalla vera fantascienza quanto il mondo di Harry Potter è lontano dalla magia. D’accordo, ci sono le astronavi, le città planetarie, ma è una fantascienza alla Isaac Asimov, che si limita a truccare il passato da futuro. In ‘Star WarsInterstellarStar Wars. Andrò a vederlo soltanto per constatare se Han Solo e Chewbacca sono invecchiati come me. Ci andrò da solo, perché mio figlio lo vedrà assieme agli amici, e mia figlia tredicenne mi ha detto che non gliene importa niente. ‘Papà, ma ti pare possibile che ogni giornale che apri ci trovi Star Wars?’ mi ha detto ieri. Al che le ho risposto: ‘Sai che hai ragione? È quasi peggio di Matteo Renzi'”.

Per chiudere in modo più positivo, ridiamo la parola a Giovanni De Matteo: “Sicuramente ‘Il risveglio della Forza‘ non ci parla del nostro futuro né del nostro presente, ma dopotutto ‘Star Wars’ non l’ha mai fatto e forse non è mai stata intenzione di George Lucas farlo. Forse nelle intenzioni del suo creatore c’era solo il proposito di raccontarci una storia avvincente, che funzionasse per le nuove generazioni come i romanzi di Daniel Defoe o Robert Louis Stevenson avevano funzionato per la sua. E questo nuovo capitolo si attiene rigorosamente alla formula segreta, dosando con accurata precisione avventura, mistero e adrenalina. Chiunque sia ancora in cerca di quella magia, che credevamo perduta per strada, è servito”.

 

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