martedì, Agosto 3

Stage: cambiano le regole field_506ffb1d3dbe2

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Le politiche per l’occupazione giovanile non si fermano mai. L’Unione Europea a inizio dicembre ha proposto un nuovo piano di formazione all’interno del periodo dello stage che dia la possibilità alle aziende di poter mantenere la risorsa formata. La formula del tirocinio, ormai in voga da anni e spesso utilizzata nei termini più fantasiosi pur di assumere una risorsa a costa inferiore e utilizzarla senza un’adeguata formazione, secondo la nuova proposta della Commissione europea, deve essere cambiata. Le regole che propone la Commissione hanno lo scopo principale di rendere il tirocinio un periodo valido e realmente formativo per chi voglia proseguire nell’azienda che ha scelto. In generale l’Unione Europea si rivolge ai neo laureati perché la media della disoccupazione sta crescendo proprio in quella fascia, mentre sono pochi e noti i paesi nei quali la disoccupazione presenta tassi elevati e preoccupanti anche dopo i 25 anni. L’Italia è tra questi e il suo problema che ha ambedue i tipi di disoccupazione ma l’attenzione delle istituzioni comunitarie è rivolta solo a quella fino ai 25 anni d’età.

Il perché è dato dal fatto che la maggior parte dei sistemi scolastici europei prevede già diverse esperienze lavorative prima del raggiungimento della laurea e in teoria una maggior facilità a restare nel mondo del lavoro. In Italia non avviene tutto questo, di conseguenza il problema della disoccupazione giovanile nel nostro paese diventa doppio e si estende fino ai 35 anni. La proposta lanciata dalla Commissione Europea si riferisce ai 5,7 milioni di giovani al di sotto dei 25 anni in cerca di occupazione. La maggior parte ha già svolto dei tirocini che, sono stati definiti dal campione di intervistati, del tutto formativi, anzi un ottimo strumento per essere utilizzati come vere e proprie risorse a costo basso. Sembra quasi un male europeo, ma dappertutto la formazione è quasi nulla e i tirocini diventano delle vere e proprie posizioni lavorative spesso non retribuite. Ciò che afferma la Commissione è che Il quadro proposto intende «Indurre i datori di lavoro a definire in anticipo i contenuti dei tirocini offerti, specificando anche aspetti quali la retribuzione, le condizioni di lavoro e la supervisione, e obbligarli a rispettare la normativa europea su orario di lavoro e ferie retribuite. Limita inoltre la durata dei tirocini ad un massimo di 6 mesi».

Definendo una serie di norme comuni a livello dell’UE, queste nuove regole si pongono anche l’obiettivo di incoraggiare un numero maggiore di giovani a svolgere un tirocinio all’estero e scoprire anche la multiculturalità dell’Unione.

Nell’ambito della nuova visione degli stage, la youth guarantee, permette ai giovani che hanno appena concluso l’università o gli studi in generale di ricevere, iscritti o meno al centro per l’impiego, entro i quattro mesi successivi una proposta di lavoro dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione.  Come si afferma nel programma ‘Garanzia Giovani’ ‹‹L’offerta può consistere in un impiegoapprendistatotirocinio, o ulteriore corso di studi e va adeguata alla situazione e alle esigenze dell’interessato››.

Del resto, i paesi membri dell’Unione Europea hanno approvato il principio della garanzia per i giovani nell’aprile 2013, su raccomandazione del Consiglio (allora presidenza irlandese, che come già ricordato, ha posto il lavoro come uno dei temi principali del suo semestre). Il sito della Commissione afferma anche che “L’elaborazione e attivazione di un sistema di garanzia per i giovani richiede una stretta collaborazione tra tutti i principali soggetti interessati: pubbliche amministrazioni, servizi per l’impiego, centri di orientamento professionale, istituti di istruzione e formazione, servizi di sostegno ai giovani, imprese, datori di lavoro, sindacati.

Sempre per la Commissione è quindi necessario che venga assicurato «un intervento e attivazione in tempi rapidi e in molti casi le riforme, ad esempio dei sistemi di istruzione e formazione professionale. I paesi dell’UE stanno attualmente elaborando i rispettivi piani nazionali per l’attuazione della garanzia per i giovani. La Commissione europea aiuta ciascun paese a definire i propri piani e a predisporre quanto prima il sistema di garanzia per i giovani».

La Commissione incoraggia inoltre lo scambio delle migliori pratiche tra i governi, in particolare attraverso il programma di apprendimento reciproco della strategia europea per l’occupazione. Questo programma definito anche MLP (Multi Learning Programme, altro non è che un nuovo supporto, basato sulla formazione che prenderà avvio dal 2014 e che girerà in tutti e 28 i paesi membri per essere spiegato e inserito nelle politiche nazionali). Ma tutto questo è sempre su un target che va fino ai 25 anni.

Non che le regole nuove non interessino all’Italia, ma il nostro paese ha un altro problema che si chiama disoccupazione over 25. Gli ultimi dati nazionali affermano che il livello di disoccupazione tra i ragazzi al di sopra dei 25 anni è salito del 41,2%, percentuale che è di gran lunga maggiore anche del consenso che può avere un partito. Il dato è preoccupante se associato ad uno spostamento in continuo aumento verso l’estero perché in Italia trovare lavoro è diventato complicato e lo spostamento è dato anche in una mancanza di fiducia nelle istituzioni e nella classe dirigente. Infatti il rapporto Censis afferma che il 54,1 dei nuovi migranti ha meno di 35 anni e non tende ad arrestarsi.  Il piano per estendere la garanzia giovani agli over 25, è una richiesta spinta sotto l’impulso che il vero problema è il collegamento scuola lavoro che nel nostro paese è pressoché inesistente laddove l’università non orienta e il privato/pubblico non facilita l’ingresso di neo laureati. L’Italia non riesce quindi a stare al passo con l’Unione Europea per vari motivi e quello principale è non creare un modo per far entrare i giovani nel mondo del lavoro e lasciarli nell’incertezza più assoluta e senza un orientamento. Il Rapporto Censis oltre a dimostrare che l’unica vera notizia positiva è l’aumento delle donne imprenditrici nel settore della tecnologia, per il resto dipinge un quadro desolante della situazione occupazionale. Livelli sempre più alti del tasso di disoccupazione con l’aggravante che solo l’Italia, tra i membri dell’UE e i paesi PIIGS ha aumentato il tasso di disoccupazione proprio nella fascia che non è né coperta dall’attuale garanzia giovani così come prevista dalla Commissione né dalle nuove regole per stage e tirocini.

Ricapitolando, la Commissione propone nuove regole per gli stage e tirocini che dovrebbero interessare ad una fascia di popolazione che l’Italia vede ancora impegnata negli studi. Gli over 25 sono ancora lasciati in secondo piano e l’annuncio di trattative tra il governo italiano e la Commissione affinchè i fondi arrivino il prima possibile così da partire con il piano di copertura, lascia ben sperare ad un avvio di un piano dettagliato per creare nuove possibilità lavorative in un paese che, per chi scappa all’estero, sembra sempre più immobile.

 

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