mercoledì, Ottobre 20

Stadio della Roma a Tor di Valle: possibile un danno erariale La consigliera capitolina Monica Montella, ex Cinque Stelle, ha chiesto al Comune di rifarsi sulla società sportiva visto che alla fine è stata proprio lei a gettare la spugna

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La vicenda del mega stadio dell’AS Roma a Tor di Valle, quadrante sud della Capitale, è nota. Inizia con il sindaco Alemanno, prosegue con Marino e si conclude (?) con la Raggi.

Si tratta del più grande progetto dell’Europa del Sud e prevedeva non solo lo Stadio, ma un enorme consumo di cubatura per fare palazzi ed uffici a ridosso del Tevere, in un’area ben nota per il rischio idrogeologico in quanto subsidente e soggetta a pericolosi allagamenti per la confluenza di altri fiumi nelle vicinanze.

Un’area piena di criticità, anche antropiche, visto che il sistema viario, caratterizzato da piccoli ponti strettissimi, risale addirittura al periodo del fascismo e non è certo adeguato a contenere l’impatto del traffico.

L’insistenza dell’ex Presidente della Roma, James Pallotta, è stata disastrosa sia per la squadra, che in più di dieci anni non ha vinto nulla, sia per l’imprenditore che c’ha rimesso parecchi soldi. Insomma un fallimento totale.

I cittadini si sono sempre preoccupati per l’enorme impatto ambientale in un’area rigogliosa di biodiversità, ma le amministrazioni sono andate avanti senza ascoltarli troppo, compresa l’attuale che inizialmente era assai ostile al progetto.

C’è anche un processo in corso, insomma cose che purtroppo seguono un copione ben noto nel nostro Paese.

La settimana scorsa c’è stata anche una interrogazione della consigliera capitolina Monica Montella, ex Cinque Stelle, espulsa dal Movimento che ha chiesto alla sindaca Raggi e all’assessore all’Urbanistica Montuori se il Comune avesse subito un danno erariale per una eventuale procedura di esproprio.

In ogni caso –e questa è la novità- la consigliera chiede al Comune di rifarsi sulla società sportiva visto che alla fine è stata proprio lei a gettare la spugna con un comunicato stampa in cui rendeva noto la sua volontà sostanziale di ritirarsi dal progetto.

Ora si parla di altre zone su cui edificare la mega opera, zone poste in altri quadranti della città dove l’impatto sarebbe sicuramente minore.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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