giovedì, Dicembre 9

Sri Lanka: tornano le violenze degli estremisti buddisti contro i musulmani Il presidente ha chiuso tutti i social network e dichiarato lo stato di emergenza per 10 giorni dopo gli episodi del 4 marzo nelle aree di Digana e Teldeniya a Kandy

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Lo Sri Lanka da qualche giorno è ripiombato nell’incubo di una nuova guerra tra musulmani e maggioranza buddista cingalese. Il presidente Maithripala Sirisena ha chiuso tutti i social network e dichiarato lo stato di emergenza in tutta l’isola per 10 giorni dopo che centinaia di buddhisti il 4 marzo hanno distrutto case e attività dei musulmani nelle aree di Digana e Teldeniya a Kandy, città sacra per il celebre dente del Buddha. Martedì il ritrovamento in una casa bruciata anche del corpo di un giovane musulmano.

Uno dei primi episodi di questa nuova tensione in Sri Lanka è avvenuto a Teldeniya il 22 febbraio dopo che un buddista locale era stato gravemente ferito durante una banale lite per il traffico. Sia i cingalesi che gli anziani musulmani intervenuti sul posto avevano risolto amichevolmente la questione senza chiamare la polizia e pagando un risarcimento alla vittima. Ma quando l’uomo è morto a causa delle ferite il 3 marzo, i musulmani si sono barricati in casa mentre decine di negozi, aziende e case sono stati date alle fiamme e una moschea danneggiata.

Ora il Paese, che si era liberato delle ‘Tigri’ tamil ribelli, si ritrova a dover usare gli stessi metodi forti con altri. Per ritrovare un livello di odio e violenza analogo nel Paese bisogna tornare al 2014, quando esplosero le rivolte anti-musulmane di Aluthgama, guidate dai fondamentalisti buddisti del Bodhu Bala Sena.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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