lunedì, Luglio 26

Sri Lanka, quella strana rielezione del controverso ex Premier Golpe istituzionale del presidente Maithripala Sirisena, depone il Premier eletto Ranil Wickremesinghe, bypassa il Parlamento e rielegge il contestato premier precedente Mahinda Rajapaksa. E’ caos in Parlamento e nella società

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Non c’è pace in Sri Lanka. La culla del Buddhismo Theravada, luogo di incantevoli bellezze naturali e storiche è nuovamente nel caos sociale, politico, interno. Nel Mondo, per lungo tempo, quella che è comunemente stata definita la ‘Perla dell’Oceano Indiano’ è stata connotata da una sanguinosa lotta condotta dalle Tigri Tamil, il fronte paramilitare delle frange estremiste e separatiste cingalesi, contro il Governo Centrale di Colombo. Tutto si è concluso con la mano pesante dell’Esercito dello Sri Lanka che ha sferrato un attacco frontale e nefasto contro tutto e contro tutti pur di debellare definitivamente le Tigri Tamil nei loro santuari e nei loro nascondigli dai quali hanno fatto partire spesso attacchi odiosi contro la popolazione cingalese soprattutto civili inermi.

Una guerra contro i ribelli secessionisti di ispirazione socialista che è iniziata nel 1983 e si è conclusa nel 2009, quando era Presidente Mahinda Rajapaksa, una specie di ‘Cartago delenda est’ che si concluse in un bagno di sangue. I metodi brutali dell’allora presidente furono fortemente criticati dal generale Sarath Fonseka, il quale divenne via via uno dei suoi puoi forti critici militanti, in quanto aveva assistito in prima persona alla mano dura scatenata da Mahinda Rajapaksa contro le Tigri Tamil, a costo di mietere anche vittime innocenti sul proprio cammino, pur di conseguire lo scopo finale di debellare per sempre i ribelli separatisti che si erano arroccati nel Nord e nell’Est dell’Isola Stato. La scena politica successiva alla fine della guerra contro i separatisti del Nord e Nord-Est è stata lungamente caratterizzata proprio dallo scontro tra i due uomini diventati avversari politici ostici l’un verso l’altro.

Raggiunto il potere presidenziale Rajapaksa limitò sempre più Sarath Fonseka fino alla campagna di calunnie ed all’arresto per togliere di mezzo il suo principale oppositore in Patria. L’endorsement politico de facto da parte dell’ex generale Fonseka a favore del Presidente Maithripala Sirisena ha subito ieri l’altro un secondo tradimento, in quanto proprio il Presidente in carica ha defenestrato il Primo Ministro eletto Ranil Wickremesinghe ed ha proditoriamente nominato -ripescandolo dal recente passato nazionale, proprio Mahinda Rajapaksa, con quello che in molti ormai, e non solo nello Sri Lanka, ritengono sia un vero e proprio colpo di stato istituzionale condotto in solitaria dal Presidente Sirisena ed a favore di una più macroscopica restaurazione. Un brutto pasticcio politico di difficile interpretazione. Le ore si fanno sempre più concitate, si ha notizia di sommosse e persino di morti o feriti.

Di fatto, lo Sri Lanka è piombato in una scura crisi politica. Il Presidente Maithripala Sirisena, nella giornata di ieri, ha sospeso il Parlamento, poche ore dopo aver licenziato lo stesso Premier eletto Ranil Wickremesinghe ed averlo prontamente sostituito con Mahinda Rajapaksa, un personaggio politico che sposta un grande bacino di voti ma che certamente non riscuote il rispetto o la simpatia della restante metà politica del Paese. Un uomo che aveva già mostrato il suo vero volto tra gli anni 2004 e 2005 quando era stato Primo Ministro e Presidente negli anni dal 2005 al 2015.

Ranil Wickremesinghe ritiene di avere con sé ancora la maggioranza dei voti e che la sua dismissione per atto d’imperio da parte del Presidente Maithripala Sirisena sia un atto illegale. Aveva per questo chiesto una riunione dell’Assemblea Parlamentare per domenica 28 ottobre per un voto di fiducia. Maithripala Sirisena ha sospeso il Parlamento prima che potesse riunirsi. Da qui la definizione di golpe istituzionale, un golpe promulgato dal Presidente sua sponte e che ha nominato Mahinda Rajapaksa senza alcun tipo di consultazione parlamentare, di fatto bypassando il Parlamento di Colombo.

Sirisena conosce molto bene Rajapaksa, è stato Ministro della Salute nella sua Amministrazione dal 2010 al 2014. In occasione delle elezioni del 2015, però, aveva stretto alleanza con Ranil Wickremesinghe e proprio per scalzare Rajapaksa dalla scena politica cingalese. Il suo successo alle elezioni fu dovuto grazie all’appoggio del Partito Nazionale Unito (UNP) di Ranil Wickremesinghe. Il Governo che scaturì da quelle elezioni era basato sul sostegno di UNP e Alleanza della Libertà del Popolo Unito (UPFAdi Sirisena, proprio quel patto tra le due componenti politiche condusse Sirisena al successo nelle urne. Tra le promesse elettorali vi erano le riforme economiche e l’impegno di perseguire i responsabili delle grandi violenze commesse durante la guerra civile del 1983-2009, in specie durante la Presidenza Rajapaksa che aveva spinto per l’adozione di metodi spicci se non brutali. Violenze che condussero a morti indistinte, fino a 40.000 civili Tamil, come annotato anche da numerose ONG internazionali che si occupano di Diritti Civili per non dire poi delle gravi accuse di corruzione verso il Governo Rajapaksa e certi omicidi perpetrati ai danni di avversari politici.

Poi, si sa, la Politica è territorio tutto da analizzare, capire, bisogna anche cercare di verificare come certi leader riescano a parlare al ventre della società e non certo alla testa. I vertici dell’UNP e dell’UPFA entrarono in battibecchi e critiche reciproche, le relazioni con la propria base elettorale si andarono deteriorando e nelle elezioni amministrative il Partito della Libertà dello Sri Lanka di Rajapaksa ha ripreso quota.

Nell’anno in corso Sirisena ha ritrattato la sua promessa di non ricandidarsi nel ruolo di Presidente, sconfessando se stesso ed alimentando ancor più i suoi dissidi con Wickremesinghe, il quale vorrebbe candidarsi in prima persona per quella posizione. Screzi, furberie, accuse più o meno velenose e reciproche. E non sono mancati anche i litigi in pubblico. Pare che la scorsa settimana, proprio per questioni economiche ed amministrative, temi sui quali i due litigavano spesso, durante una seduta del Consiglio dei Ministri, siano arrivati praticamente ai ferri corti. Il tema del contendere pare sia stato l’affitto di un grande terminal per container da affittare all’India.

A ciel sereno – ma nemmeno tanto, sulla base di quanto appena evidenziato- giunge il licenziamento di Wickremesinghe. Il Ministro per le Finanze Mangala Samaraweera ha gridato a gran voce che l’elezione di Rajapaksa per decisione autonoma e solitaria del Presidente Sirisena è atto apertamente anticostituzionale e su Twitter, non a caso ha scritto: «Questo è un colpo di stato antidemocratico».

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