giovedì, Settembre 23

Srebrenica 21 anni dopo: Belgrado continua a negare field_506ffbaa4a8d4

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Nel video le commemorazioni del massacro di Srebrenica avvenuto l’11 luglio del 1995. Giunti al 21° anniversario, in quell’evento è stato accertato che circa 8.000 musulmani furono uccisi dopo l’occupazione della città da parte dell’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina sotto il comando di Ratko Mladic. Questi è stato giudicato colpevole di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio dal tribunale dell’Aja e arrestato nel 2011 dopo un lungo periodo di latitanza. Ma ciò, insieme agli accertamenti e alle indagini condotte dai tribunali preposti, non basta ancora oggi a riconoscere l’entità del massacro di Srebrenica da parte della Repubblica Serba di Bosnia. È bene ricordare, inoltre, che la guerra in Bosnia causò la morte di più di 100.000 persone e la fuga di milioni di profughi dalle proprie case.

La città ha accolto altre 127 salme riconducibili all’evento, che si vanno ad aggiungere alle già numerose sepolture (6.377). È stato possibile identificare le vittime grazie ai test del DNA condotti nell’ultimo anno sui resti di alcune fosse comuni. Altro dato raccapricciante è il ritrovamento dei resti completi di soli 11 scheletri. Nel giorno della commemorazione aleggiano la tristezza e, soprattutto, la rabbia, causate dalle parole del Presidente della Repubblica Serba di Bosnia (una delle due entità politiche che occupano la Bosnia ed Herzegovina), Milorad Dodik, che continua a negare che nel 1995 ci fu un genocidio. Dodik, ha dichiarato che non riconoscerà mai il massacro di Srebrenica come un atto di genocidio.

Nonostante siano passati molti anni si continuano a cercare i resti di più di mille vittime e, i 127 corpi ritrovati quest’anno, sono la triste testimonianza di un’attualità sempre disarmante di quel massacro. Nel video si alternano le immagini della commemorazione e le testimonianze dei profughi che scapparono attraverso le montagne o di quelli che persero i propri parenti e, ancora oggi, chiedono giustizia.

(video tratto dal canale Youtube di ‘Euronews’)

 

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