giovedì, Ottobre 21

Spreco zero, Italia prima della classe field_506ffbaa4a8d4

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In Italia, ogni anno, viene sprecata una quantità di cibo che vale circa 8 miliardi e mezzo di euro. Cibo che non viene consumato, che viene acquistato in misura maggiore del bisogno familiare o che scade nella dispensa, nel frigo e quindi viene buttato via. Ogni famiglia contribuisce a questo spreco per almeno 650 grammi di generi alimentari ogni settimana, quantificabile in circa 6,7 euro sottratti settimanalmente dal bilancio familiare.

Questo sperpero, naturalmente, è comune a tutti gli stati e a tutte le comunità. Stando alle stime della Commissione Europea, infatti, nel vecchio continente ogni anno vengono scartate circa 89 milioni di tonnellate di cibo, equivalenti a 179 chilogrammi pro capite. Dati che stridono con la crisi che investe l’economia mondiale e con la quale il nostro Paese sta facendo i conti da tempo. Un’altra indagine, presentata a Expo, sulla povertà alimentare, evidenzia che sono circa 9 milioni le persone che in Italia si trovano in stato di povertà; ben 6 milioni sono quelli in stato di povertà assoluta. Il dato è: «il 10% della popolazione in Italia è così povera da non potersi permettersi pasti regolari ed equilibrati». Ma questo non ci impedisce di sprecare.

Spinti dalla enormità dei numeri sul dispendio alimentare incrociati con quelli sulla povertà, in molti in Parlamento si sono messi al lavoro per produrre una nuova norma su questo tema. E nello scorso mese di giugno sono state presentate, da più parti politiche, diverse proposte di legge sul tema dello spreco alimentare. Ma già ad aprile di quest’anno, i deputati Pd, Maria Chiara Gadda e Massimo Fiorio, hanno approntato la proposta che reca il titolo ‘Norme per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale‘, di cui Gadda è anche relatrice. Depositato in maggio, il testo, sottoscritto anche da altri 107 deputati, è stato assegnato in sede referente, per la prima lettura, alla XII Commissione Affari Sociali l’11 giugno; l’esame in Commissione è iniziato il 2 luglio 2015 e nella seduta del 9 luglio la Proposta di legge è stata abbinata alla Proposta dei deputati Mongiello del Pd e altri, sempre sul tema della riduzione dello spreco alimentare.

E’ stato da tempo avviato un lungo ciclo di audizioni che si concluderà in XII Commissione la prossima settimana con le audizioni dei ministri Martina e Galletti”, ci dice Gadda chiarendo subito che gli obiettivi di questo testo sono essenzialmente due: “Fare un passo in avanti rispetto a una buona normativa che esiste, quella del 2003, la cosiddetta Legge del buon Samaritano ma che evidentemente non era più sufficiente; altro obiettivo è quello di cercare di avere la più larga convergenza possibile e auspico che le forze politiche non si dividano e anzi contribuiscano tutte al buon esito di questa legge. Devo dire che in Commissione fino a questo momento il clima è stato positivo, cercherò di recepire sollecitazioni e aspetti utili anche di altre proposte di legge, perché dobbiamo arrivare a un testo buono e utilizzabile da condividere all’esterno, poi, con gli attori principali del recupero e della donazione. Abbiamo ascoltato, in tutti questi mesi, tutti i soggetti che hanno a che vedere con questo tema, dal tavolo indigenti alle associazioni di volontariato, di categoria, ambientaliste, i giuristi, e così via. Dopo la prossima settimana si andrà verso l’adozione del testo unificato, arricchito di spunti, osservazioni e con le proposte abbinate di Mongiello (Pd), Sberna (Per l’Italia – Centro Democratico), Mantero (M5S), Faenzi (ex Forza Italia, iscritta al gruppo Misto), Nicchi (Sel). Questa legge testimonierà una sfida raccolta e concretizzata visto che a inizio legislatura il presidente Renzi annunciò il suo impegno al riguardo, ma è anche come eredità politica di Expo che va considerata”.

Quella di Renzi contro lo spreco è realmente una battaglia che viene da lontano, da quando, sindaco di Firenze, aderì a ‘Carta Spreco Zero‘, il decalogo di buone pratiche contro gli sprechi alimentari, idrici, energetici sottoscritto da oltre 1000 Comuni italiani. Fu in quella occasione che Renzi disse: «E’ una vergogna che il Pianeta produca cibo per 12 miliardi di persone contro i sette miliardi di abitanti e ogni giorno 20 mila persone muoiano nell’indifferenza e un miliardo e mezzo siano malnutriti. Grazie a questo progetto riusciremo a dare gambe e metodo alle nostre iniziative e a razionalizzarle, in modo da superare le singole sensibilità del sindaco o degli assessori e da ‘copiare’ da altre realtà buone pratiche e idee, dando contemporaneamente un messaggio forte ai cittadini e invitandoli a riflettere sulla cultura del cibo e delle risorse».

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