mercoledì, Ottobre 27

Spreco alimentare: in Italia costa 8,4 miliardi Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare: costi e provvedimenti

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Oggi Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. I numeri sono formidabili anche se non perfettamente definiti. Secondo il Rapporto Waste Watcher 2015, lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari. Una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costinascostilegati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno l’Ue getta 90 milioni di tonnellate di cibo.

Un problema che riguarda in Italia l’interna filiera dove gli sprechi alimentari. Secondo Coldiretti, gli sprechi alimentari ammontavano, secondo i dati diffusi nel 2015, a 13 miliardi di euro, che sono persi per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale e per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione. Per il Rapporto Waste Watcher, lo spreco di cibo domestico -dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura- vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno, ovvero 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato.

Un tema di rilevanza mondiale ed europea tanto che è stato posto tra gli obiettivi del semestre di presidenza olandese dell’Unione Europea sotto il pressing dei diversi Paesi. Nei Paesi UE il 50% del cibo commestibile viene sprecato, mentre quasi 80 milioni di cittadini vivono sotto la soglia di povertà.

Gli interventi per ridurre lo spreco alimentare possono essere molteplici e su svariati fronti: dall’educazione contro lo spreco (messaggi antispreco, messaggi di persuasione, reintroduzione dell’economia domestica nelle scuole, fino alle nuove tecnologie -un’app ad hoc per spiegare il modo migliore per conservare il cibo) fino all’introduzione del reato di spreco alimentare.

Se in Italia con il progetto Sprecozero ci si è posti l`obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo nel 2016, il Parlamento francese ha approvato definitivamente, il 3 febbraio, una serie di misure contro lo spreco di cibo. In molti in Parlamento si sono messi al lavoro per produrre una nuova norma su questo tema. Nello scorso mese di giugno sono state presentate, da più parti politiche, diverse proposte di legge sul tema dello spreco alimentare. Ma già ad aprile 2015, i deputati Pd, Maria Chiara Gadda e Massimo Fiorio, hanno approntato la proposta che reca il titolo ‘Norme per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale‘, di cui Gadda è anche relatrice. Depositato in maggio, il testo, sottoscritto anche da altri 107 deputati, è stato assegnato in sede referente, per la prima lettura, alla XII Commissione Affari Sociali l’11 giugno; l’esame in Commissione è iniziato il 2 luglio 2015 e nella seduta del 9 luglio la Proposta di legge è stata abbinata alla Proposta dei deputati Mongiello del Pd e altri, sempre sul tema della riduzione dello spreco alimentare.

Gli obiettivi di questo testo sono essenzialmente due: “Fare un passo in avanti rispetto a una buona normativa che esiste, quella del 2003, la cosiddetta Legge del buon Samaritano” per il recupero delle eccedenze, afferma Gadda, “altro obiettivo è quello di cercare di avere la più larga convergenza possibile e auspico che le forze politiche non si dividano e anzi contribuiscano tutte al buon esito di questa legge. Questa legge testimonierà una sfida raccolta e concretizzata visto che a inizio legislatura il Presidente Renzi annunciò il suo impegno al riguardo, ma è anche come eredità politica di Expo che va considerata”.

 

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