sabato, Settembre 18

Spinelli: Barbara da salotto, non da emiciclo Promette di dimettersi se eletta: ma quando avviene per davvero, col piffero che lo fa!

0

 barbara-spinelli

 

Se sull’argomento, finora, sono stata zitta zitta, come una formichina, anche se, dentro di me, ve lo giuro, ribollivo, è perché volevo vedere come andasse a finire. Speravo, inconsciamente, che i fatti mi dessero torto.
Che il giudizio che, nel corso degli anni, avevo forgiato su Barbara Spinelli fosse venato da illogico pre-giudizio e da elementi allotri ai fatti.

La sua vicenda politica, così come quella di tutto il caravanserraglio di bandiere della estrema sinistra in disarmo, dilaniatesi in precedenza in critiche al curaro e in calci negli stinchi, aveva trovato un altro cappello, in un giovane leader straniero, Alexis Tsipras, che guida un movimento transnazionale di euro critica, parrebbe costruttiva.

Il poverino, proprio perché foresto, non aveva contezza di essersi volontariamente infilato in un cespuglio di rovi, finora impegnati in una cupio dissolvi che aveva avuto anche un qualche successo, perché erano spariti dalla prima fila politica, rientrando in certe catacombe per pochi iniziati. Per mimetizzare il loro ricicciarsi, avevano scelto di utilizzare lo scudo Barbara (in ticket con Paolo Flores d’Arcais, poi dissoltosi) e lei si era prestata al gioco, annunciando a destra e a manca, che, in caso di elezione, avrebbe dato le dimissioni a favore del primo dei non eletti.

La mia ‘sommessa’ (e voi sapete che questa parola non s’accoppia quasi mai col mio carattere) osservazione è che la cosa non funzionava ab ovo.

Non mi pare una cosa seria presentarsi all’elettorato autocertificandosi, più o meno, come specchietto per le allodole o acchiappa gonzi. Lo so che non c’è certezza del diritto, né quella della pena (sempre che la comminata si sconti…); ma non c’è più neanche quella dell’eletto?

Cioè, non vi sembra una colossale presa per i fondelli che una capolista depositata come tale, diffusa come un simbolo di cambiamento (o, come s’usa dire oggi, di discontinuità), si comporti come una specie di ospite d’onore o di Madonna pellegrina, esibita per fidelizzare ma poi prontamente tornata in santuario?

L’evoluzione della storia ha dimostrato che, per quanto Madama la Barbara tuoni e saetti contro i costumi italici, propri di questi pitecantropi poco evoluti che stanno 8mila metri al di sotto della sua mente eccelsa, di quel loro attaccamento alla poltrona degno di un Antonio Razzi o di un Domenico Scilipoti (tanto per ricordare un po’ di politicume poco evoluto), allorché si è realizzata la variabile considerata inizialmente troppo ottimistica del raggiungimento della soglia di sbarramento del 4% e l’elezione si è concretizzata … la Celestina V pre-elezione si è trasformata in una banalissima deputata europea.

Una figura ‘peonesca’, del tutto indegna della sua fama di intellettuale disinteressata ai riflettori e giustamente critica nei confronti degli ingenui che danno mostra di egocentrismo.

Una bella grana, quella che ha inaugurato l’esordio della lista Tsipras italiana e non so fino a che punto ciò abbia giovato alla causa di una sinistra, che in ciò appare, piuttosto, sinistrata.

Avevo promesso alla mia amica Caterina Giannaki, coordinatrice dell’Ufficio europeo del World Council for Hellenes abroad Europe, amica personale di Alexis Tsipras, che avrei esposto il mio pensiero rispetto a questo tirare per la giacchetta il poverino in beghe prettamente italiote, anzi, romanocentriche.

In realtà, un casuale incontro in bus con Alfonso Gianni, mi aveva persino convinto che ero stata troppo prevenuta nei confronti della lista, giacché lui mi aveva testimoniato la volontà di tutti i ‘veci’ di stare dietro le quinte.

Il fatto è che, nelle retrovie, hanno cominciato a scazzottarsi facendo un tal polverone da proiettarsi anche in palcoscenico e dimostrando un gattopardesco cambiar tutto perché nulla cambi.

A coronare questa schizofrenia politica, ci si è aggiunta anche la piroetta elettorale di Barbara Spinelli.

Credo che col DNA si ereditino tante cose, tratti somatici, anche tic ed espressioni del viso, ma non mi pare che la coerenza del carattere rientri nel corredo ereditario.

Mi piacerebbe fare una chiacchierata con Pier-Virgilio Dastoli, una vita al fianco di Spinelli padre, per capire che ne pensa del ‘caso’.

Io ne penso tutto il male possibile e non perché sia la cugina di Marco Furfaro, la vittima più vicina dello spergiuro barbaresco  -il candidato della lista Tsipras rimasto escluso dall’elezione all’Europarlamento dopo la decisione della giornalista di accettare il seggio in Europa.

Lui ha lavorato a tappeto per portare voti alla Lista, mentre la ieratica Barbara se ne stava a fare la mitica Lare del rassemblement, oltretutto sputando veleno sull’Italia, luogo in cui non vive più da anni, essendosi attendata a Parigi, dove Sta benissimo’, come il giorno della presentazione della Lista Tsipras a Roma, presso la Sala della Stampa estera, dichiarò in mia presenza ad una Collega giornalista televisiva in fuorionda, abbandonandosi ad apprezzamenti un po’ antipatici sul suo Paese (evvabbé, noi italiani sputiamo sempre sul nostro Paese, anche quelli che sono iperintellettuali megagalattici, anzi, con maggior gusto e le labbra atteggiate a disappunto spocchioso) che, poi, sarebbe pure quello degli elettori che l’hanno votata per andare a Bruxelles.

Anzi, lo tenga a mente il travet amministrativo brussellese che si occupa dei rimborsi forfettari per i viaggi dei parlamentari: lei ha base Parigi; dovesse pensare che, essendo un’eletta italiana, le si debba riconoscere in futuro viaggi con partenza e arrivo da Fiumicino!

Il suo disimpegno dalla campagna elettorale è stato tale che, persino quando è stata chiamata a fare il dibattito dal solito Bruno Vespa, dove è andato finanche Beppe Grillo (certo, lui è un istrione professionista, ci mancava pure che non sapesse stare in TV!), se n’è chiamata fuori, adducendo l’alibi che aveva l’angoscia da video … come una ragazzetta alle prime armi!

Io ho anche altre riserve nei suoi confronti, di ordine del tutto personale, che non vi starò qui a confidare, ma che, vi assicuro, sono assai fondate. D’altronde, ognuno di noi ha le sue esperienze ed un paio delle mie hanno incrociato l’appoltronata Barbara; in entrambe non conservo di lei un buon ricordo, anzi!

Comunque, quel che è fatto è fatto: sappia, però, la Musa della Lista Tsipras italiana, alle cui terga si sta aprendo il solito caos della fragile e litigiosa sinistra nostrana, che la terremo d’occhio, com’è giusto e lecito in ogni democrazia.
Controlleremo le sue presenze alle sessioni parlamentari e il contributo in termini di attività ‘deputatizie’ che produrrà. E se si rivelerà un’assenteista o una poco attiva, non esiteremo a denunciarne il deludente comportamento agli elettori. Una poltrona, una volta conquistata, va meritata.  

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->