martedì, Ottobre 19

Spicer nella bufera per il parallelo Hitler-Assad

0

«Non abbiamo usato armi chimiche durante la Seconda Guerra Mondiale. Neanche una persona spregevole come Hitler è caduto al livello di usare le armi chimiche». E’ stata questa la quantomai infelice uscita del portavoce della Casa Bianca Sean Spicer e che ha scatenato un vespaio di polemiche negli Usa. La frase è stata pronunciata durante una intervista alla ‘CNN‘ e ovviamente ha fatto infuriare non solo la comunità ebraica americana ma anche l’opposizione. Infatti Spicer si è dimenticato che milioni di ebrei sono morti nelle camere a gas dei campi di sterminio nazisti.

A rimanere interdetta anche la giornalista, che ha chiesto chiarimenti. E Spicer ha tentato di correggere il tiro, ma senza successo, anzi: «Hitler non ha usato gas sulla sua gente nello stesso modo in cui lo fa Assad. Portava la gente nei centri dell’Olocausto».

Ovviamente apriti cielo ed ecco poi arrivare le scuse: «Mi sono sbagliato a dare un riferimento inappropriato ed insensibile all’Olocausto per il quale, francamente, non ci sono paragoni».  «E per questo io mi scuso, ho fatto uno sbaglio», ha aggiunto Spicer rispondendo alle domande del famoso anchorman della ‘CNNWolf Blitzer, che è figlio di sopravvissuti all’Olocausto. «È stato un errore, sarei dovuto rimanere sull’argomento, rimanere concentrato sulle azioni di Assad e le orribili atrocità che ha commesso contro il proprio popolo».

Proteste, ed anche le richieste di dimissioni di Spicer, sono arrivate non solo da media e democratici, ma anche da gruppi ebraici americani ed internazionali. Una gaffe che è arrivata nel giorno in cui «le famiglie di fede ebraica di tutta l’America celebravano la Pasqua ebraica. Sean Spicer deve essere licenziato, e il presidente deve sconfessarlo» ha detto la leader della minoranza democratica, Nancy Pelosi. Ma dalla Casa Bianca tutto tace, anche perché ci sono temi molto più importanti in ballo ora. Basteranno le scuse?

(video tratto dal canale Youtube di RT e Fox News)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->