mercoledì, Aprile 14

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spiagge grecia

L’opposizione al disegno di legge per la «limitazione della gestione e della protezione delle coste e spiagge», espressa da diverse organizzazioni scientifiche, agenzie archeologiche e ambientali che partecipano alla rete nazionale “Spiagge Ora Zero” (130 organizzazioni in tutto), ha raccolto in rete – su AVVAZ.ORG – la firma di più di 149.000 persone. La campagna contro il disegno legge prevede numerose azioni ed eventi, soprattutto durante l’estate. Si noti che anche il Mediatore ha espresso le sue riserve sul progetto di legge.

Il progetto del Ministero delle Finanze è all’attualità delle notizie in Grecia e ha scatenato un intenso dibattito dopo essere stato divulgato e aperto alla consultazione pubblica. Da un lato, il governo e la Direzione della tesoreria centrale per lo sfruttamento del settore pubblico privato assicurano che il disegno di legge ha lo scopo di definire l’area delle rive marittime su tutto il territorio, rivedendo la questione delle  costruzioni abusive e sostenendo grandi investimenti da realizzare nelle regioni turistiche di Hellinicon e Asteras; in questo modo dovrebbe contribuire alla tutela dell’ambiente sulla costa greca, eliminando l’attuale e labirintica burocrazia, fatta di tante autorizzazioni, che sostiene fenomeni dicorruzione e costruzione abusiva.

Inoltre, va osservato che il disegno di legge per la “Gestione e protezione del litorale e della spiaggia” signfica un impegno della Grecia verso i partner europei, secondo il Mnimonion. Prima delle elezioni europee, Sim Kallas, Vice-Presidente della Commissione europea e Commissario delle Finanze in Grecia dal 19 aprile, rispondendo a una domanda dell’europarlamentare di SYRIZA Nikos Hountis, candidato alle elezioni europee, ha detto che il disegno di legge sulle spiagge è obbligo del governo greco, previsto dal Mnimonion e deve essere immediatamente attuato.

I membri dell’opposizione (e anche alcuni membri del governo), organizzazioni ambientaliste e movimenti della società civile, sono contrari al disegno di legge in questione. Secondo loro, il nuovo regime legalizzerà le strutture sulla costa e sulla spiaggia in modo arbitrario e faciliterà la nascita di strutture permanenti per scopi commerciali, limitando il diritto alla libertà di pubblico accesso alla battigia, con la concessione di litorale e spiaggia ad uso esclusivo. A seguito di una consultazione pubblica, il governo ha “congelato” il controverso disegno di legge in attesa di valutare i risultati della consultazione.

Il WWF Hellas ha lanciato l’allarme sui rischi che potrebbero derivare dalla realizzazione del disegno di legge. Iasonas Kantas, capo ufficio stampa di WWF Hellas, ha spiegato perché a suo parere la normativa prevista sarà “criminale”, per l’ambiente. Secondo Iasonas Kantas, la legge per la delimitazione, gestione e tutela di coste e spiagge “legittima non solo l’uso commerciale della spiaggia, ma anche un suo uso arbitrario, senza valutare l’impatto ambientale. Consente – ha detto – uno sfruttamento commerciale delle spiagge, cancellando la natura condivisa della battigia e lasciando alla discrezione del proprietario scegliere quale area della spiaggia debba restare comune”.

Kantas ha sottolineato che il progetto non riesce a prevedere la tutela delle aree ripariali e di molti grandi laghi, che si caratterizzano come “piccoli” e la maggior parte dei quali rappresentano invece risorse ecologiche molte preziose. “Inoltre, degrada seriamente la protezione della zona di demarcazione e l’individuazione di irregolarità e abusi. Ignorare la legge per la biodiversità che richiede la designazione e la protezione delle aree costiere critiche”, ha detto Kantas all’Indro.

Ma il disegno di legge in questione fa ancora arrabbiare gli archeologi. Despoina Koutsouba, archeologo e membro del consiglio dell’Associazione degli Archeologi greci, spiega ai lettori de L’Indro perché l’applicazione di tali regole nuocerà alla ricchezza archeologica della Grecia. Koutsouba nota infatti che i reperti sommersi, per esempio di Elaphonissos e in Argolide, porti inglobati negli accessi ad aree moderne, come Lesbo, Taso, Egina e altrove, diventerebbero irraggiungibili, dato che la zona costiera e i porti passerebbero  al Tesoro, per lo sfruttamento della proprietà privata del settore pubblico, e da lì agli imprenditori.

“Siti archeologici a terra sulle spiagge, come il tempio di Apollo Zostira nell’Attica o l’antica città di Itanou, a Creta, luoghi storici, come la baia di Navarino, dove ha avuto luogo la famosa battaglia, o intere isole come Gaidouronisi, a Creta,e Alimnia nel Dodecaneso, sono caratterizzate come siti archeologici protetti, che possono diventare inaccessibili al pubblico”, ha avvisato Koutsouba.

Il Mediatore ha espresso preoccupazioni in merito al disegno di legge, rilevando che per proteggere l’ambiente e mantenere la natura condivisa (e comune) della zona costiera, il disegno di legge ha bisogno di una nuova trasformazione integrato. L’autorità indipendente ha inviato le proprie osservazioni al ministro delle Finanze, evidenziando la grande esperienza del Mediatore in merito a problemi di questo genere, ma anche il suo diritto di partecipare all’iter legislativo sulla proposta.

Per quanto riguarda l’opinione pubblica, la maggioranza si oppone al disegno di legge sulle spiagge. Una pagina creata su Facebook: “per fermare la distruzione delle spiagge greche” conta 38.475 utenti. E non è abbastanza indicativo, un numero consistente di greci intende proteggere le spiagge evitando di visitarle. Un’ultramaratona di 240 chilometri per la protezione della costa, iniziativa del famoso attore Emmanuel Agis, si è conclusa con grande successo e partecipazione, sabato 12 Luglio.

 

Traduzione di Valeria Noli  @valeria_noli

 

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