domenica, Maggio 9

Spedizione 364: i segreti della vita a Chicxulub

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Mexico City – Quando si arriva a Chicxulub Puerto si osserva la tranquillità di un tipico paesino della costa messicana. Case semplici, solo 1.563, secondo l’ultimo censimento del Governo. I suoi abitanti -poco più di 6 mila, secondo l’Istituto Nazionale di Geografia e Statistica- la maggior parte dediti alla pesca e ad altre attività primarie, percorrono strade bianche. Non sembra proprio l’epicentro di uno degli avvenimenti più importanti della vita sulla Terra.
Situato nello Yucatan, vicino al Golfo del Messico, Chicxulub Puerto è stata costruita al centro del cratere (ormai coperto) che si formò 65 milioni di anni fa, a causa dell’impatto di un meteorite di almeno 10 chilometri di diametro, secondo le ricerche realizzate a partire dagli anni Cinquanta.
Proprio in quegli anni, mentre si stava cercando il petrolio, il Governo messicano, attraverso Pemex -una società statale- ritrovò alcuni materiali che portarono sulla strada della scoperta del fenomeno che causò l’estinzione in massa di numerose specie, tra i quali i dinosauri.
Il cratere di Chicxulub divenne oggetto di numerose ricerche che, per il 2016, preparano un nuovo episodio, la ‘Spedizione 364. Alla ricerca dei Segreti dell’Evoluzione della Vita’.
Il ricercatore Mario Rebolledo-Vieyra ha annunciato che per esplorare il fondale marino del cratere, con un diametro stimato tra i 180 e i 200 chilometri, sono stati stanziati 10 milioni di dollari. Otto milioni in più rispetto a quelli investiti all’inizio di questo decennio in un’altra campagna di ricerca sul posto.
Il dipartimento di Scienze geologiche della Universidad Nacional Autónoma del Messico osserva a proposito della ricerca del 2012: «Il cratere di Chicxulub è una struttura d’impatto unica, associata a uno degli avvenimenti geologici più drammatici del Fanerozoico… È sepolto sotto sedimenti carbonatici… Ha un diametro di 200 chilometri, con una struttura complessa ad anelli multipli».
Il Progetto Scientifico di Perforazione del Cratere di Chicxulub (CSDP) dell’inizio di questo decennio, spiega che «Chicxulub rappresenta la struttura più recente e meglio conservata di questo tipo fra i tre grandi impatti documentati nel registro geologico».
Si presume che almeno il 75% delle specie si estinse quando si verificò l’impatto che formò questo cratere.
La Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) ha guidato le ricerche che avrebbero poi rivelato altri segreti della vita. All’istituto universitario messicano si sono poi aggiunti altri ricercatori statunitensi, tedeschi e olandesi. Nel corso del prossimo anno, come è stato annunciato ad aprile del 2015, si realizzeranno circa 50-55 giorni di spedizione.
Un’imbarcazione, ha spiegato il geofisico della UNAM, Mario Rebolledo, si occuperà di estrarre le rocce dal fondale marino nel punto in cui sarebbe precipitato il meteorite. Il materiale verrà portato in Germania, dove si studierà dettagliatamente la sua conformazione. Questa spedizione è considerata una delle tappe della ricerca generale iniziata 25 anni fa, spiega il ricercatore.
La perforazione precedente nella zona si realizzò nel 2012, nell’area di Yaxcopoil, vicino a Progreso, nello Yucatan. Dieci anni prima (nel 2002), la perforazione denominata Yaxcopoil I ha portato ai risultati che oggi sono conservati presso l’archivio di Scienze geologiche della UNAM. «Gli studi realizzati nel pozzo Yaxcopoil-1 hanno permesso ai ricercatori di sviluppare vari progetti e di: 1) Valutare la relazione fra questa struttura e le estinzioni di massa della fine del periodo Cretacico; 2) Studiare a grande scala i processi di formazione dei crateri ad anelli multipli; 3) Studiare gli effetti sull’evoluzione e sull’ambiente, prima, durante e dopo l’impatto; 4) Fornire dati, osservazioni e modelli sulla deformazione e la frattura della crosta a causa dell’impatto di meteoriti».
Gli studi sul cratere di Chicxulub hanno suscitato l’interesse del Programma Internazionale di Perforazione Scientifica Continentale (ICDP). Le risorse sono ora fornite da quest’organismo, che riceve il sostegno del Canada, Cina, Giappone, Polonia ed altri Paesi. Collaborano anche il Messico, la Germania e gli Stati Uniti, pur essendo scettici sulla loro importanza.
La proposta approvata dall’ICDP che dà origine alla ‘Spedizione 364. Alla ricerca dei Segreti dell’Evoluzione della Vita‘, alla quale abbiamo avuto accesso, indica Chicxulub come un cratere d’impatto unico. «È l’unica delle tre strutture d’impatto sulla Terra ed è ben conservata». Si osserva che è «l’unico cratere terrestre con uno strato di materiale che è stato espulso». Il suo stato di conservazione, si assicura, lo rende un «importante laboratorio naturale per studiare la formazione di grandi crateri d’impatto sulla Terra ed altri pianeti, così come gli effetti di tali impatti sull’ambiente e sull’ecosistema».
La zona dell’esplorazione è denominata ‘Hole Chicx-4A’, come si può leggere nel documento che prevede almeno tre ipotesi alle quali lavoreranno i ricercatori. Tra i grandi enigmi prospettati nella ricerca, aggiunge il documento, si trova la natura del denominato «picco dell’anello che ha provocato i cambiamenti ambientali che hanno generato l’estinzione in massa».
Il documento pubblico presenta la proposta che è stata esaminata e approvata nel 2014, con il nome di ‘Chicxulub: La perforazione del Cratere d’Impatto K-Pg’. La proposta è stata elaborata dai ricercatori Sean Gulick, Joana Morgan, Richard Grieve, Jaime Urrutia Fucugauchi, tra gli altri.
Solo nel 2017 si conosceranno i risultati di questa nuova spedizione.
Traduzione di Claudia Donelli

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