giovedì, Maggio 13

Sparatoria negli Usa, ferito il deputato Scalise. Ma non è terrorismo

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Paura negli Usa per una sparatoria avvenuta su un campo di baseball in Virginia. Colpito ad una gamba ma non in pericolo di vita il deputato capogruppo dei Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti, Steve Scalise. La polizia ha catturato il presunto responsabile, che poi è morto per le ferite riportate. Si chiamava James Hodgkinson, di 66 anni, cittadino americano di Belleville, in Illinois. L’uomo su FB avrebbe postato diversi messaggi contro Trump nei giorni scorsi.

A parlare di quegli attimi di terrore il senatore repubblicano Rand Paul, presente sul posto: «Ho sentito 50-60 colpi. Se non fosse stato per la polizia saremmo tutti morti».  Fonti investigative per il momento però tranquillizzano: «Non ci sono al momento indicazioni che legano la sparatoria con il terrorismo». Curioso però il fatto raccontato dal deputato repubblicano Ron DeSantis, andato via poco prima della sparatoria: «Stavo entrando in macchina con un mio collega quando un ragazzo è venuto verso di noi chiedendo se c’erano democratici o repubblicani in campo. La cosa mi è sembrata piuttosto strana».

«Molte vite sarebbero state perse se non fosse stato per l’azione degli agenti di Capitol Hill che sono riusciti ad abbattere lo sparatore durante questo attacco brutale», ha detto il presidente Donald Trump. La Camera intanto ha annullato tutte le votazioni.

Passiamo alla Gran Bretagna, dove l’incendio nell’ovest di Londra ha avuto anche conseguenze politiche. Stando alla ‘Bbc‘, l’annuncio di un accordo di governo tra i Conservatori e gli unionisti nordirlandesi del Dup è stato rinviato propri a causa di questo tragico evento.

A confermare intanto, anche se in maniera indiretta, il canale aperto di trattativa tra Tory e Labour l’ex premier David Cameron: «Penso che ci saranno pressioni per una Brexit più soft», ha sottolineato, aggiungendo che il «Parlamento merita di dire la sua». E lancia un appello alla May affinchè apra al confronto con gli altri partiti.

Sulla Brexit intano ha parlato il capogruppo dei liberali, l’ex premier belga Guy Verhofstadt: «Per la Gran Bretagna le porte dell’Europa possono essere tenute aperte nel caso in cui il governo cambiasse idea sulla volontà di uscire dalla Ue, ma come in ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’ le porte non sono sempre le stesse» e Londra dovrebbe rientrare «da una nuova porta, senza più ‘rebate’», tirando in ballo lo sconto sui contributi al bilancio europeo ottenuto nel 1984 dall’allora premier Margaret Thatcher.

«L’Europa può svolgere un ruolo molto importante investendo di più in Africa, favorendo la diplomazia economica e la cooperazione fra le imprese europee e africane, in modo particolare le Pmi». Questo il messaggio lanciato dal presidente del parlamento europeo Antonio Tajani in merito alla strategia di investimenti dell’Ue verso il continente africano per cercare di risolvere alla radice il problema delle migrazioni. Tajani, che ha incontrato al Parlamento europeo il presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara, ritiene auspicabile «operare molto sulle materie prime e investire per la realizzazione anche di campi di accoglienza per coloro che fuggono da situazioni come guerra e miseria sotto la bandiera delle nazioni unite, perché possano continuare a rimanere nel continente africano».

Sul tema migranti è intervenuto anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che è tornato sulla decisione di aprire una procedura di infrazione per Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca per i mancati ricollocamenti: «Si dice che l’Ue non fa passi avanti sui migranti ma non è vero, Ue e Stati membri sostengono Grecia e Italia». Ma ha poi ammonito: «Gli Stati membri dovranno fare di più. Non dovremmo risolvere il problema della solidarietà davanti a un tribunale».

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