martedì, Aprile 20

Spagna: rischio Partito della Nazione

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All’indomani delle storiche elezioni in Spagna che hanno segnato la fine del tradizionale bipartitismo, i politici italiani si esercitano ad analizzarne nei modi più disparati i risultati ancora incerti. La boccheggiante sinistra italiana tira un sospiro di sollievo per il peraltro atteso exploit di Podemos che, insieme all’affermazione di Ciudadanos, costringe i due ‘partitoni’ Ppe e Psoe a scendere a patti. La paventata soluzione di un ‘grande inciucio’ tra Popolari e Socialisti (anche se il leader di questi ultimi Pedro Sanchez chiude per il momento all’ipotesi) ricorda da vicino il progetto renziano di Partito della Nazione. Intanto l’accoppiata Renzi-Boschi prova a sfruttare spudoratamente il voto spagnolo per fare pubblicità all’Italicum. Mentre il leghista Matteo Salvini avverte che «se c’è qualcuno che vuole inciuciare con Renzi o con Verdini, vada».

La prima conferma ai sospetti salviniani arriva da Renata Polverini che, notizia ancora non confermata, si appresta a mollare la decadente Forza Italia per trasferirsi armi e bagagli nell’Ala filo renziana di Denis Verdini. «In FI sembra tutto finito», versa lacrime di coccodrillo su ‘Repubblica’ l’ex governatrice del Lazio ai tempi di Franco ‘Batman’ Fiorito.

Nonostante un fine settimana per così dire tranquillo, il caso banche, o meglio, il caso Boschi, non accenna a sgonfiarsi. Prima lo show mediatico autoassolutorio del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, ospite di Fabio Fazio anche per smentire le voci di corridoio che lo darebbero in rotta di collisione con la scelta del presidente del Consiglio Matteo Renzi di affidarsi all’Anac di Raffaele Cantone per cercare di districare la matassa bancaria. Poi, questa mattina, l’intervista concessa al quotidiano ‘Libero’ da Luigi Di Maio, in cui il candidato premier in pectore del M5S avanza il fondato sospetto che siano gli affari e i soldi a tenere uniti i destini dell’accoppiata toscana Renzi-Boschi. «Renzi non può scaricarla», accusa il grillino, «perché se cade lei, cade il governo, ci sono troppi interessi in ballo».

Dopo l’approvazione della Camera, il testo della legge di Stabilità è approdato in commissione Bilancio di Palazzo Madama. Il governo promette di licenziarlo definitivamente entro Natale.

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