mercoledì, Settembre 22

Spagna: Palomares, 50 anni di contaminazione

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Allo stesso tempo, la reazione del regime franchista fu quella di assecondare il comportamento del governo statunitense e di mostrare al mondo che Palomares era sicura. Per dimostrare platealmente questa tesi, Manuel Fraga, ministro dell’Informazione e del Turismo durante l’epoca franchista, fece un bagno nel mare di Palomares. “La reazione del regime franchista fu di assoluto servilismo. Cercò di dimostrare che non stava succedeva niente. Tuttavia, non era pericoloso fare il bagno in mare ma rotolarsi nella terra. Il mare non era contaminato, la terra si. Questo bagno fu vergognoso perché fu fatto per dimostrare al mondo una falsità: a Palomares non stava succedendo niente. Gli Stati Uniti non evacuarono la popolazione. Il processo superficiale di pulizia, infatti, venne eseguito mentre la popolazione continuava a vivere a Palomares. Credo che sia stato il congiunto delle reazioni, il servilismo da una parte e il disprezzo degli abitanti della zona dall’altro, a essere fondamentale nella mancanza di soluzione per cinquant’anni”, spiega Castejón.

 

Le soluzioni mancate

Nonostante la fine del regime franchista, il problema della contaminazione di Palomares non è stato risolto dai governi che si sono succeduti, malgrado le proteste di associazioni e cittadini. “Gli abitanti di Palomares erano preoccupati dalle conseguenze dell’incidente ma cercavano di accettarlo come una fatalità. In molti casi era malvisto parlare della contaminazione e dire che era pericoloso. Questa politica del silenzio continuò circa fino agli anni 2000 quando, sia gli abitanti della zona che i vari sindaci, iniziarono a reclamare una pulizia. Noi di Ecologistas en Acción non riuscivamo a fare in modo che si facessero passi in avanti”, racconta Castejón, “Alla fine degli anni ’90, però, durante il boom edilizio spagnolo, si voleva urbanizzare la zona. Mentre si muoveva la terra, venne scoperto un aumento della radioattività ambientale. Solo nel 2004 si paralizzò il progetto di urbanizzazione. In questo momento entrò in gioco il CIEMAT (Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas) che analizzò le zone contaminate. Nel 2008 si recintò la zona. Dal 2011 al 2015 apparentemente non è successo niente, nonostante le proteste”.

Alla fine del 2015, John Kerry, segretario di Stato degli USA, e José Manuel García-Margallo, ministro degli Esteri, hanno firmato una dichiarazione d’intenti con l’obiettivo di pulire le zone contaminate di Palomares. Tuttavia, non si tratta ancora di un accordo vincolante, che invece dovrà essere redatto e firmato nei prossimi mesi di quest’anno. “L’accordo non dice praticamente niente. Dice solamente che le due parti, Spagna e USA, s’impegnano a pulire, che si fissano i limiti di radioattività ammissibile e che gli Stati Uniti si porteranno via la terra contaminata. Non si dice niente sui dettagli della pulizia, chi la pagherà, ecc. Questo è importante, perché sono gli USA i responsabili e dovrebbero essere loro a farsi carico della pulizia ma anche dei relativi costi”, sottolinea Castejón, “Speriamo che questa dichiarazione d’intenti si sviluppi, prima che ci siano le elezioni negli USA, a novembre. In questo accordo, infatti, ha avuto un ruolo importante il presidente Obama. Se dovessero vincere i repubblicani, forse, rischieremmo di ritornare al punto di partenza”.

 

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