venerdì, Settembre 17

Spagna meglio dell’Italia field_506ffb1d3dbe2

0

spagna-ripresa

 

La crisi morde ancora entrambi i Paesi, ma Madrid sembra aver saputo sfruttare l’elasticità sui conti pubblici concessa da Bruxelles, iniziando a rgistrare i primi applausi tra la comunità internazionale.

Secondo il mondo finanziario internazionale, il Paese iberico è in una situazione migliore rispetto all’Italia. Ma quali sono le differenze tra la Spagna e l’Italia che spiegano perché l’economia spagnola si sta riprendendo a differenza di quella italiana?

In una nota pubblicata ieri, la banca d’affari francese, Natixis, spiega che «ci sono segnali in Spagna di una ripresa guidata dalle esportazioni e dagli investimenti che in Italia non ci sono». Tuttavia, aggiunge l’istituto transalpino, «la crisi è stata di gran lunga più profonda in Spagna rispetto che in Italia».

In primo luogo, «il sistema fiscale spagnolo è uno dei più vantaggiosi in Europa, secondo solo a quello del Lussemburgo». Infatti, è stata votata recentemente una legge secondo cui le nuove imprese per i primi due anni in cui saranno in attivo pagheranno solo il 15% di imposte invece dell’attuale 20%. Secondo Natixis, «i livelli di competitività e quelli delle esportazioni sono significativamente migliori in Spagna e faranno la differenza tra i due Paesi in futuro».

Non a caso per il 2014 una delle più importanti banche d’affari del Mondo, Morgan Stanley, suggerisce ai propri investitori di investire in titoli di Stato spagnoli e allo stesso tempo vendere quelli italiani considerati meno remunerativi.

Su questo punto la Spagna è molto più vicina ad essere promossa dalle agenzie di rating internazionali. Prima Standard & Poor’s e l’altro ieri Moody’s hanno migliorato le prospettive future del debito sovrano iberico, nonostante l’Italia vanti un deficit statale tra più contenuti ed un avanzo primario di bilancio tra i migliori al mondo. 

Secondo Moody, ci sono tre ragioni alla base della revisione al rialzo della Spagna. In primis, nel medio periodo le prospettive dell’economia spagnola sono migliorate rispetto al passato, i rischi di perdere l’accesso al mercato del credito sono «sostanzialmente diminuiti», come il contagio da altri Paesi dell’Eurozona. Infine, le passività potenziali del settore bancario sono significamente diminuite rispetto al passato.

Nella sua analisi, Natixis sottolinea che «in Spagna iniziano ad esserci i primi segnali di una ripresa degli investimenti da parte delle imprese e non in Italia. L’aumento della produttività in Spagna ha portato a un forte aumento della redditività»,  spiega Natixis, aggiungendo che «in futuro le aziende spagnole potranno continuare a investire per  aumentare il divario nelle livello di esportazioni». Anche per quanto riguarda l’occupazione, «vi è un’inversione di tendenza, seppur piccola,  in Spagna e non in Italia», conclude l’istituto transalpino.

La scorsa settimana la Spagna è ufficialmente uscita dalla recessione con il Prodotto interno lordo che è ritornato a crescere dello 0,1% a livello trimestrale nel terzo trimestre, mentre continua a contrarsi su base annuale dell’1,1%. 

Nel settore bancario, continua Natixis, nonostante il rapporto tra i crediti deteriorati delle banche sia più alto in Spagna che in Italia, gli istituti di credito iberici stanziano più finanziamenti all’economia, dato che  le restrizioni al credito sono molto meno forti in Spagna rispetto all’Italia.

Se ‘Destinazione Italia’ resta un’idea sulla scrivania del Presidente Enrico Letta, in Spagna sono in crescita gli investimenti dall’estero, raddoppiati rispetto a dodici mesi fa; mentre al contempo scende il debito privato, dal 230 al 200 per cento.

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->