sabato, Ottobre 16

Spagna, l'opportunità dello shale gas

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Madrid – Considerata l’importanza strategica delle possibili riserve di idrocarburi che potrebbero esserci in Spagna, è fondamentale conoscere la viabilità dei progetti di estrazione con la nuove tecniche di fratturazione idraulica (fracking). Per avere informazioni aggiornate circa l’esplorazione di gas di scisto (shale gas) in Spagna, abbiamo parlato con David Alameda, Direttore Generale di Shale Gas España, l’associazione che raggruppa le principali imprese del settore.

 

Esistono vari progetti in Spagna per l’esplorazione dello shale gas, ma non è stata ancora  confermata l’esistenza di idrocarburi in quanto nessuno di essi è stato ancora sviluppato. Verranno finalmente avviati nel 2016? Sarà forse questo l’anno in cui sapremo con certezza se disponiamo di shale gas e se è conveniente estrarlo? O forse ci vorrà più tempo?

Certo è che in Spagna non è stato ancora realizzato alcun pozzo per la fratturazione idraulica in nessuna delle aree con potenziale estrattivo. Attualmente, le compagnie sono in attesa di tutte le autorizzazioni amministrative e ambientali necessarie per iniziare ad eseguire le prime trivellazioni, che speriamo possano confermare l’esistenza di gas naturale in condizioni che rendano possibile la sua produzione. In ogni caso, questa conferma richiederà comunque del tempo, in quanto non si tratta solo di trivellare, ma sarà anche necessario analizzare i risultati in laboratorio ed effettuare tutta una serie di studi che confermino la viabilità dei progetti.

In questi ultimi anni, i governi del PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo) e del PP (Partito Popolare) son stati favorevoli alle gare d’appalto per l’esplorazione di idrocarburi e altre materie prime minerarie? Si temono cambiamenti con l’attuale panorama politico spagnolo?

Confidiamo nel fatto che i governi, qualunque essi siano, attuino secondo criteri tecnici e nell’interesse del cittadino. Nessuno osa minimamente pensare che un governo responsabile non voglia conoscere le risorse naturali che il paese possiede, a maggior ragione se da questi dipende l’approvvigionamento energetico e la competitività dell’industria. Praticamente la Spagna importa il 100% del gas naturale e del petrolio che utilizza e continuerà per molti altri decenni. Non esiste alcun paese al mondo che decide di non produrre le risorse naturali che possiede, soprattutto quando ne ha estremamente bisogno. Inoltre, oggi, dopo la crisi che abbiamo vissuto e che ha visto distruggere tanti posti di lavoro, è fondamentale che i governi garantiscano  condizioni stabili e sicurezza giuridica che attraggano investitori. Il settore dell’energia ha subito molti alti e bassi e, per questo motivo, la Spagna è uno dei paesi dell’Unione Europea in cui l’energia è più cara; ciò fa si che molte nostre imprese non riescano ad essere competitive sul mercato e sono costrette a chiudere. Alla fine, chi realmente ne paga le conseguenze è il cittadino.

Non tutte le comunità sono favorevoli allo stesso modo allo shale gas. Castilla y León e Catalogna, dove ancora si estrae petrolio secondo le tecniche tradizionali, sono le più favorevoli? 

Sia l’una che l’altra si attengono alla legislazione vigente, ma, in ogni caso, questi esempi sono la conferma del fatto che quando esistono risorse naturali, è normale conoscerle e utilizzarle a beneficio di tutti. Ci sono comunità autonome che si dichiarano antifracking in quanto non ne hanno competenza e nel loro territorio non son stati richiesti permessi per esplorare, per il semplice fatto che non hanno potenziale geologico.

In seguito alle deludenti esplorazioni nel Mediterraneo e nelle Isole Canarie, ci resta solo l’opzione dello shale gas nella penisola iberica per ridurre la nostra fattura di idrocarburi?

La Spagna è soprattutto un paese di shale gas. Gli studi condotti da diversi enti di studio ci dicono che il nostro sottosuolo possiede un importantissimo potenziale di gas naturale. Lo shale gas può essere per la Spagna una grande opportunità per ridurre la nostra fattura energetica e la nostra dipendenza dalle importazioni, migliorare la nostra competitività e creare occupazione. Ma la prima cosa che dobbiamo fare è confermare che queste risorse si possono produrre in modo redditizio; i progetti avviati consistono esattamente in questo.

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