lunedì, Giugno 14

Spagna, la manifestazione a favore dei detenuti dell’ETA

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Sabato scorso a Bilbao, nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per richiedere il rispetto dei diritti umani dei detenuti dell’ETA. Secondo la politica penitenziaria della dispersione, infatti, i membri dell’ETA sono costretti a scontare la loro pena in carceri lontane dal Paese Basco, in controtendenza con la legge ordinaria.

A organizzare la manifestazione è stata l’associazione cittadina Sare, nata circa un anno e mezzo fa per sostenere i diritti degli etarra reclusi. “È formata da persone di diversa ideologia, coscienti che la situazione dei carcerati baschi è molto grave, a causa soprattutto della politica di dispersione e della legislazione speciale che applica il Governo spagnolo”, dichiara a L’Indro la portavoce dell’associazione, Teresa Toda, “Sono passati quasi 5 anni dall’ultima azione dell’ETA. Il conflitto dev’essere necessariamente risolto. Bisogna riconoscere i diritti di tutte le vittime chiaramente ma anche dei detenuti e dei loro familiari, che sono costretti a fare dei lunghi viaggi per poterli vedere per poco tempo”.

Durante la manifestazione ha ricevuto molta attenzione mediatica la presenza di Rosa Rodero (nella foto), vedova del sergente dell’Ertzaintza, la polizia autonoma basca, assassinato dall’ETA. La Rodero si è dichiarata a favore dell’inizio di un reale processo di pace in Euskadi (Paesi Baschi in basco). Suo marito, inoltre, era stato da sempre un sostenitore dei diritti umani e a favore del reinserimento dei detenuti.

Sabato scorso, inoltre, si è tenuta una manifestazione parallela a Bayonne, in Francia. Alcuni membri dell’organizzazione, infatti, stanno scontando la propria pena in territorio francese.

 

ETA, Paese Basco e libertà

ETA, in basco Euskadi Ta Askatasuna, in italiano Paese Basco e libertà, è un’organizzazione armata, nazionalista e separatista con un’ideologia di stampo marxista-leninista. L’obiettivo, durante gli anni della dittatura, era quello di proteggere la cultura basca ma anche quello di lottare per l’indipendenza dei Paesi Baschi dalla Spagna. Lo strumento per ottenere questi obiettivi era quello della lotta armata, attraverso principalmente l’assassinato di obiettivi politici e militari. Dopo la fine della dittatura, nonostante l’arrivo della democrazia e dopo varie scissioni interne, l’ETA decise di continuare il proprio percorso di lotta. Per finanziare l’organizzazione nel corso degli anni è passata dai furti, ai sequestri e poi all’estorsione agli imprenditori attraverso la cosiddetta ‘imposta rivoluzionaria’. È proprio durante gli anni ’80 che, per forzare le negoziazioni con il Governo, l’ETA organizzò diversi attentati fra cui quello di Hipercor. Era il 19 giugno del 1987 e l’ETA piazzò un potente esplosivo in un supermercato della catena Hipercor di Barcellona. Morirono 21 persone che si trovavano all’interno e ci furono inoltre 45 feriti.  Il 20 ottobre del 2011 l’ETA annunciò la fine definitiva della lotta armata.

Così Teresa Toda ha descritto l’organizzazione a L’Indro: “L’ETA è stata un’organizzazione che, dalla fine degli anni ’50 e con un’ideologia basata sull’indipendenza del proprio paese e di sinistra, prese la decisione di realizzare attività armate. Con il tempo ciò si è evoluto e ha avuto poi una determinata traiettoria, sempre seguendo una motivazione politica”, afferma Toda. “Tutto ciò, infatti, deriva da una situazione politica che si è aggravata durante il Franchismo e dopodiché l’organizzazione ha deciso di continuare nella sua lotta. Senza dubbio è un’organizzazione politica. Si può comparare con l’attività dell’IRA in Irlanda. Tuttavia l’ETA ha una forte componente nazionalista e per questo non è comparabile all’attività delle Brigate Rosse in Italia”.

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