lunedì, Giugno 27

Spagna, la lunga strada verso la conciliazione

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La conciliazione non ha genere

Nella maggior parte dei casi, quando si parla di conciliazione si pensa a un miglioramento delle condizioni del lavoro femminile. Permessi di maternità, part time, orari flessibili sono misure pensate principalmente per permettere alle donne di potersi dedicare all’educazione dei figli. “Crediamo che sia un errore abbastanza frequente in Spagna, in Italia e in Europa, quello di circoscrivere la conciliazione all’ambito femminile”, sottolinea Martínez, “È vero che ci sono delle necessità per le donne con una carriera professionale, però è anche vero che c’è necessità di conciliazione per i lavoratori di famiglie numerose, per quelle persone che hanno handicap o per persone appartenenti ad altre culture. Credo che circoscrivere la conciliazione all’ambito del genere sia un errore. È anche vero che non ci sarà una conciliazione completa fino a quando gli uomini non parteciperanno in modo molto più attivo ai lavori domestici e all’educazione dei figli”. Secondo Más Familia, infatti, la conciliazione consiste in tutte quelle misure che le imprese mettono in atto per migliorare l’equilibrio e la compatibilità fra la vita privata e professionale dei lavoratori.

La situazione in Spagna, in materia di conciliazione, è molto simile a quella italiana. Nonostante ciò, a causa di un tasso di disoccupazione più alto, del 22,2% ad agosto, la pressione è maggiore e le aziende si concentrano meno sul benessere dei lavoratori. Tuttavia, alcune grandi imprese presenti sul territorio spagnolo soffrono in maniera meno acuta le conseguenze della crisi e cominciano a fare progressi in tema di conciliazione. “In Spagna la conciliazione forma parte dell’agenda delle grandi organizzazioni ma non forma parte di quella delle piccole e medie imprese. Essendo la Spagna prevalentemente formata da piccole e medie imprese, la maggioranza delle aziende non si preoccupano della conciliazione. Nonostante ciò, esistono circa 2000 grandi compagnie che affrontano questo tema giorno dopo giorno. Resta molto da fare. Credo che le grandi imprese possano innescare una reazione a catena che trascini le piccole e medie aziende”, spiega Martínez.

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