sabato, Luglio 31

Spagna, la lunga strada verso la conciliazione

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Il 13 gennaio il Congresso spagnolo si è riunito per la prima volta in attesa dell’investitura incerta di un nuovo Governo. Fra i banchi della Camera bassa, molte facce nuove, grazie alla presenza di nuovi Partiti. A fare capolino dall’emiciclo anche un bebè, il figlio della deputata di Podemos, Carolina Bescansa. Il bambino di sei mesi ha ricevuto un voto, ovviamente annullato, nell’elezione del presidente del Congresso. La Deputata non si è quasi mai separata da suo figlio e si è trasformata nel maggior soggetto d’interesse dei fotografi in Parlamento.

Le critiche non sono mancate. Una parte della società spagnola e degli avversari politici hanno accusato Podemos di utilizzare un bambino per fini politici e per potersi accaparrare i flash dei fotografi. Nel Congresso, inoltre, c’è la possibilità di utilizzare un asilo a pagamento appositamente pensato per i figli dei Deputati. Secondo la Bescansa, però, questo gesto era stato pensato appositamente per mostrare la difficoltà di molte donne nel conciliare la vita familiare e lavorativa.

Se questo gesto è servito per parlare di conciliazione, credo sia positivo. Il futuro però non è quello di portarci i figli al lavoro. Il futuro è creare nelle organizzazioni e nella società una cultura di rispetto alla conciliazione in modo tale da poter passare più tempo con la gente a cui vogliamo bene e nel luogo che vogliamo, non sul posto di lavoro”, ha dichiarato a L’Indro Roberto Martínez Fernández, direttore della Fundación Más Familia, fondazione che si occupa di cercare soluzioni per permettere una migliore conciliazione e di certificare le imprese virtuose in questa materia.

Noi stiamo lavorando con molte grandi imprese e conosco due o tre casi che hanno un asilo all’interno dell’azienda. Molti direttivi lo hanno proposto ai propri lavoratori e molti hanno risposto di no. Molti spagnoli non vogliono avere un asilo nel posto di lavoro. Preferiscono una palestra, una mensa o una biblioteca”, racconta Martínez, “Non credo che la conciliazione consista nel portarci i figli a lavoro, ma che possiamo uscire a orari ragionevoli, lavorare da casa e scegliere il part time senza essere penalizzati. La gente dovrebbe poter organizzare il proprio lavoro come succede in Danimarca e in Olanda, dove tutto è più flessibile, le famiglie si organizzano e possono avere più figli e una vita più piena e ordinata”.

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