venerdì, Settembre 24

Spagna, la battaglia dei simboli

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Il Comune di Madrid prevede di cambiare, a metà del 2016, il nome di ben 30 strade della città. L’obiettivo di questa decisione è quello di eliminare dallo stradario della capitale tutti i nomi di importanti personalità legate alla dittatura franchista. Questo provvedimento, approvato dal consiglio comunale il 22 di dicembre scorso, è stato votato da Ahora Madrid, il PSOE (Partido Socialista Obrero Español) e Ciudadanos, con il voto contrario del PP (Partido Popular).

Fra i nomi delle strade che verranno sostituiti, ad esempio, troviamo quello di PiazzaArriba España’. Questo motto era uno dei più usati dalla Falange spagnola ed è stato inserito nello stradario della capitale nel 1947. Letteralmente “arriba” vuol dire “in alto” e all’epoca questo slogan voleva sottolineare il patriottismo franchista. Un altro nome che verrà presto eliminato dalle strade di Madrid è quello del General Varela. José Enrique Varela Iglesias (1891-1951) fu un militare spagnolo, Comandante dell’esercito e Ministro dell’Esercito durante l’epoca franchista. È stato uno dei 35 imputati processati dall’Audencia Nacional nel 2008 per sequestro e crimini contro l’umanità durante la dittatura. Il processo a Varela non si è mai svolto a causa della sua morte, avvenuta nel 1951.

Non sono mancati però gli errori in questo rifacimento dello stradario madrileno. Nella presentazione del provvedimento, infatti, sono state confuse le biografie di Juan Pujol Martínez, responsabile della stampa e della propaganda del bando nazionale, con quello di Garbo, Juan Pujol García, una spia catalana che ebbe un ruolo fondamentale nell’occultare ai tedeschi lo sbarco in Normandia. L’errore è stato prontamente corretto, dopo le numerose critiche ricevute su Twitter.

La scelta del sindaco Manuela Carmena (Ahora Madrid) ha visto diversi pareri favorevoli ma anche molti contrari. Alcuni degli oppositori affermano che questa sostituzione favorirebbe l’oblio di una parte della storia del Paese. Altri, invece, reputano non necessario spendere tempo e soldi in questo genere di questioni. Ciò che provocherà dissapori nei prossimi mesi, inoltre, sarà la decisione relativa ai nomi da inserire al posto di quelli franchisti. Per ora il Comune ha fatto sapere che probabilmente i nuovi nomi saranno scelti fra quelli di madrileni (e soprattutto madrilene) illustri. Il costo dell’operazione dovrebbe per ora essere di 54 euro per ogni targa.

Il Comune di Madrid ha inoltre deciso che verranno eliminate altre tracce del franchismo, quali lapidi e monumenti. Tutte queste misure, secondo l’esecutivo madrileno, sono state prese per mettere in atto l’articolo 1 della cosiddetta ‘Ley de Memoria Histórica’.

 

La legge della memoria storica

La Guerra Civile spagnola (1936-1939) e il Franchismo (1939-1975) sono ferite ancora aperte all’interno della società spagnola. Come ogni guerra civile, infatti, anche in Spagna il nemico non proveniva dall’esterno: la guerra venne combattuta da spagnoli contro altri spagnoli. Solamente dopo la morte del dittatore Francisco Franco, avvenuta nel 1975, la Spagna si è incamminata verso la democrazia, attraverso un periodo chiamato ‘transizione democratica’.

La cosiddetta ‘Ley de memoria histórica’ è una legge approvata dal governo Zapatero nel 2006 che ha l’obiettivo di riconoscere i diritti delle vittime della Guerra Civile e della dittatura franchista. Il testo, dunque, non solo condanna apertamente i crimini avvenuti durante quell’epoca ma prevede diversi provvedimenti in materia. La legge, ad esempio, richiede indennizzi per le vittime della dittatura e il recupero della nazionalità spagnola per tutte quelle persone che la persero a causa dell’esilio. Le amministrazioni, inoltre, hanno la possibilità di ritirare insegne, scudi e altri oggetti commemorativi di quell’epoca e di finanziare la riapertura delle fosse comuni, dove sono sepolte molte delle vittime del franchismo.

Nonostante ciò, la legge è stata duramente criticata per la sua scarsa potenza, in quanto spesso è stata sottomessa al volere del partito di turno. Per altri, invece, è stata la scintilla utile a far riaprire vecchie ferite. Nei quattro anni del governo di Mariano Rajoy e nell’ultima finanziaria per il 2016, gli aiuti economici per mettere in atto la legge sono stati sostanzialmente bloccati.

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