mercoledì, Aprile 21

Spagna, il quinto anniversario degli indignados field_506ffbaa4a8d4

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‘Dormíamos, despertamos’ (Dormivamo, ci siamo svegliati). Per celebrare il ‘risveglio’ di 5 anni fa e per appoggiare il movimento francese #NuitDebut (Notte in piedi), in queste ore gli ‘indignados‘ (indignati) spagnoli si riappropriano delle strade. Domenica, infatti, è il quinto anniversario del cosiddetto 15M (15 maggio), giorno in cui gli spagnoli si riversarono, per diversi mesi, nelle piazze delle principali città spagnole per ribellarsi al sistema politico, economico e sociale.

Il 15 maggio del 2011, circa 20000 manifestanti, organizzandosi attraverso i social network in maniera spontanea, si riunirono a Madrid per protestare contro i tagli del Governo. Alcuni scontri con la polizia non impedirono a diversi manifestanti di accamparsi nella piazza centrale di Puerta del Sol, il famoso chilometro zero di Spagna. La mattina seguente la polizia mandò via i manifestanti e, da quel momento, le proteste si trasformano nel 15M: invece di un evento isolato, infatti, fu l’inizio di mesi di manifestazioni, assemblee e incontri. Da quel giorno, le proteste si estesero a molte altre città spagnole per protestare contro le conseguenze della crisi economica e il numero degli indignados aumentò. I centri nevralgici del movimento furono Madrid e Barcellona dove le piazze principali vennero occupate da assemblee, manifestazioni, eventi, corsi di formazione e interventi.

Per mesi la Spagna è stata un grande calderone in cui migliaia di persone richiedevano a gran voce un grande cambiamento a livello politico, economico e sociale. Chi si trovava a Puerta del Sol e in decine di altre piazze di tutta Spagna non era solamente indignato. Il movimento, infatti, si caratterizzò per la richiesta di riforme urgenti come quella del sistema elettorale, al grido di ‘Democracia Real Ya‘ (Democrazia Reale Ora). Sistema elettorale, sfratti, corruzione, bipartitismo e potere delle banche erano solo alcuni dei temi di dibattito fra gli indignados. Il 20 di maggio, inoltre, le assemblee riunite a Sol redassero un documento che riunivano 16 proposte come sintesi delle richieste del 15M.

Il movimento degli indignados ebbe una grande ripercussione nella stampa internazionale a causa della grandezza dell’evento e per il modo in cui si autogestiva. Il 15M, infatti, si sviluppò sin dall’inizio in assenza di simboli politici e di un leader, con una struttura prettamente orizzontale e in maniera totalmente spontanea. La maggior parte delle occupazioni e delle proteste durarono fino all’estate, ma gli effetti del 15M non si sono esauriti con l’ultimo indignado che abbandonò Puerta del Sol. Molti di quegli universitari, giovani e adulti che manifestarono in quei giorni decisero di uscire dalla marginalità e di percorrere la strada dell’associazionismo istituzionale e non. Organizzazioni come la PAH (Plataforma de Afectados por la Hipoteca, Piattaforma delle Vittime dei Mutui), infatti, furono un diretto risultato dell’entusiasmo delle piazze.

Molte altre delle conseguenze del 15M, invece, sono ancora particolarmente difficili da analizzare. In questi mesi, infatti, si sta assistendo a un grande cambiamento all’interno dello scenario politico spagnolo. La sconfitta del bipartitismo, però, non è stata causata solamente dalle richieste del 15M e di uno degli slogan più usati, ‘No nos representan’ (Non ci rappresentano), rivolto ai partiti tradizionali come PP (Partido Popular) e PSOE (Partido Socialista Obrero Español). La nascita di nuove formazioni politiche come Podemos e Ciudadanos che raccolgono le rivendicazioni riformista del 15M, infatti, ha inflitto un duro colpo al sistema politico tradizionale della Spagna. Podemos, in particolar modo, pur non essendo nato direttamente nelle piazze occupate dal 15M, è riuscito a raccogliere e a dare voce a molte delle richieste di quel periodo.

Nonostante siano passati 5 anni, è ancora molto complicato analizzare cause e conseguenze del 15M. Il suo successo è stato un mix di spontaneità, casualità e di novità che difficilmente può essere spiegato. Sílvia Claveria, politologa, esperta in studi di genere, élite politiche e comportamento elettorale e membro di Politikon, ha provato a spiegare a L’Indro il 15M, partendo da una definizione formulata non senza difficoltà. Secondo Claveria, infatti, il 15 è stato un “movimento sociale che marcò il sistemo politico spagnolo”.

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