domenica, Maggio 16

Spagna: il governo che non c'è

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Il sovrano di Spagna Felipe IV ha firmato il decreto che prevede lo scioglimento del Parlamento, indicendo le prossime elezioni politiche per il 26 Giugno, a seguito del mancato accordo di governo tra le coalizioni elette lo scorso 20 Dicembre. Con la fine del bipartitismo e l’elezione di nuovi gruppi politici come Podemos, il sistema politico spagnolo si è trovato ad affrontare una forte crisi che ha destabilizzato emesso in discussione l’intero sistema amministrativo portando così all’ultimo gesto possibile, quello del rinvio alle urne. Re Felipe ha convalidato il documento di fronte al Presidente del Congresso Patxi Lopez, che successivamente ha dichiarato agli organi di stampa: «E’ la prima volta che questo accade nell’epoca democratica, perché non siamo riusciti ad adempiere il mandato datoci dai cittadini di arrivare a un accordo di maggioranza sufficiente per formare un governo e spero che questi quattro mesi ci siano serviti per capire un po’ di cose». Con lo scadere a mezzanotte del tempo massimo stabilito per formare il governo, il monarca spagnolo si è trovato costretto a dover rimettere, a distanza di sei mesi, il destino politico nelle mani del popolo. L’Unione Europea storce il naso per la situazione creatasi e sottolinea che la lenta ripresa economica, con un Pil il stimato al 3,9%, sarà messa a dura prova dall’instabilità politica interna al Paese, con il commissario agli affari economi Pierre Moscovici che spiega: «Bruxelles stima che il deficit spagnolo del 2016 toccherà il 3,9% del Pil ed il 3,1% nel 2017. Molto peggio rispetto al 3,6% quest’anno ed il 2,9 l’anno prossimo stimati dal governo di Madrid pochi giorni fa, in un quadro economico segnato anche da una disoccupazione al 21%, di nuovo in crescita». Una situazione simile non si verificava dal 1978 e dagli ultimi sondaggi si evince che il Partito Popolare (Pp) si troverà ancora una volta ad ottenere la maggioranza dei consensi, ma numericamente insufficiente a poter consentire alla fazione la piena autonomia di governo. Secondo gli ultimi sondaggi, il Pp sarà ancora il primo partito, ma con numeri non sufficienti per tornare a governare.

 

(Fonte video tratta da canale YouTube ‘Euronews‘)

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