sabato, Ottobre 23

Spagna, dieci minuti per individuare i casi di bullismo

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Negli ultimi anni, in tutta Europa, molte scuole stanno utilizzando programmi educativi per la lotta contro il bullismo. I tentativi di suicidio di molte delle vittime, infatti, sono costantemente al centro delle cronache e, per questo, diversi centri scolastici iniziano ad affrontare il tema attraverso la prevenzione e la riabilitazione. Secondo i dati di Telefono Azzurro e DoxaKids, raccolti nello studio ‘Osservatorio adolescenti’ pubblicato nel novembre del 2014, su circa 1500 studenti intervistati, fra 11 e 19 anni, il 34,7% ha ammesso di essere stato vittima di bullismo. Il 67,9% di questi episodi sono avvenuti nel contesto scolastico.

I nuovi studi sul bullismo e soprattutto le conseguenze sofferte dalle vittime, stanno spingendo sempre più Paesi alla ricerca di progetti di prevenzione. È il caso del programma Mybullying, sviluppato dalla Facoltà di Psicologia dell’Università Complutense di Madrid. In prova dal 2005, nei prossimi mesi sarà adottato da più di 700 scuole in tutta la regione della Comunità di Madrid, con l’obiettivo di ampliare il suo utilizzo a più di 2000 centri. Questo programma si basa sull’utilizzo di un questionario che genera una sorta di ‘mappa sociale’ della classe, in cui è possibile rintracciare i casi di bullismo. Il test viene svolto da ogni alunno della classe ed è in grado di mostrare i diversi gruppi di appartenenza e se ci sono studenti isolati o vittime di aggressioni.

Il risultato del questionario viene poi studiato dal dipartimento di orientamento delle scuole per poter decidere le migliori soluzioni a seconda del caso. Javier Martín Babarro, Professore di Psicologia Evolutiva e dell’Educazione dell’Università Compultense di Madrid e autore del programma, spiega a ‘L’Indro‘: “Mybullying iniziò come un test di valutazione in una tesi di dottorato e poi si è trasformato in un programma vero e proprio. L’obiettivo è quello di valutare le classi. Solitamente, infatti, il bullo e la vittima fanno parte dello stesso gruppo. Attraverso la valutazione, si possono individuare rapidamente gli alunni vulnerabili o che sono vittime di bullismo per poter modificare prontamente i comportamenti scorretti. Il test, dopo aver valutato un gruppo di alunni, offre un PDF con la diagnosi della classe, mostrando eventuali rischi e fornisce consigli utili su come affrontare la situazione”.

Mybullying, dunque, è un programma che permette allo stesso tempo di individuare ma anche di prevenire gli episodi di bullismo. Gli studenti più introversi, infatti, vengono aiutati da tutor, professori e compagni di classe a far parte integrante del gruppo. Il programma, testato in alcune scuole della Comunità di Madrid, ha dato risultati molto positivi. “Crediamo che i risultati siano stati positivi. Abbiamo migliorato il test, riducendo la complessità e il numero delle domande. Riceviamo feedback delle scuole che, in generale, sono positivi e solitamente i centri rinnovano ogni anno l’utilizzo del programma. Il questionario viene svolto dagli alunni e una delle sue caratteristiche è che le domande riguardano tutti, per esempio: ‘Quale compagno stanno maltrattando fisicamente?’, ‘Con quali altri studenti fai gruppo solitamente?’ o ‘Quali persone della tua classe aiutano gli altri?’. Attualmente c’è una maggiore sensibilizzazione sul tema e, per questo, a volte, può sembrare che ci sia un aumento degli episodi di bullismo. In Spagna, non abbiamo studi o strumenti per sapere se il fenomeno sia in crescita. Probabilmente le cifre sono simili a quelle di qualche anno fa”, spiega Martín Babarro.

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