domenica, Ottobre 17

Spagna: allarme per la grazia ai prigionieri politici catalani La stampa spagnola vede nelle grazie agli indipendentisti catalani una sconfitta che apre le porte alla mediazione europea

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Le prime parole di oggi sono di gioia: nove persone oneste, pacifiste e profondamente impegnate nel proprio Paese hanno potuto riabbracciare i propri figli ei propri partner; riacquistano la libertà dopo quasi quattro anni di carcere. Buon ritorno alla vita civile, Dolors Bassa, Carme Forcadell, Josep Rull, Jordi Turull, Jordi Sánchez, Jordi Cuixart, Raül Romeva, Oriol Junqueras e Quim Forn. Il danno che vi hanno fatto è irreparabile, ma ha aiutato l’Europa a scoprire che la democrazia spagnola è al livello di quella turca.

A causa di questi nove indulti, la stampa spagnola è in fiamme. I politici e i giornalisti di destra hanno sempre espresso il desiderio che isedientimarcissero in carcere. Ora, frustrata la loro sete di vendetta, proiettano la loro rabbia contro il governo che ha approvato le grazie. Particolarmente rivelatrice è la reazione di ‘La Razón‘, giornale vicino al PP, spavaldo difensore delle essenze del nazionalismo spagnolo: secondo la loro analisi, un passo falso di Pedro Sánchez perché confermano l’ipotesi che la condanna della Corte Suprema sia stata una sentenza politica. È stato dimostrato che il conflitto tra Catalogna e Spagna è di natura politica e che può essere risolto solo con mezzi politici, non criminali. In un momento in cui si propone nell’Unione Europea un possibile referendum di autodeterminazione scozzese -al quale la Spagna intende porre il veto- sembra che la situazione possa favorire la mediazione delle istituzioni europee tra i governi catalano e spagnolo.
Il suddetto articolo spiega che questa mediazione stava per realizzarsi nell’ottobre 2017, ma che il governo del PP ha fatto di tutto per evitarla: la squadra di Mariano Rajoy ha esercitato tutte le pressioni diplomatiche possibili per impedire a Jean-Claude Juncker -allora Presidente della Commissione UE- di formulare la proposta di mediazione. Ora, i giornalisti di ‘La Razón‘, ‘el Mundo‘, ‘ABC‘ e tutti i politici di destra in Spagna si stanno strappando le vestiti, ipotizzando che se si ritornasse a quello scenario di mediazione, le cose potrebbero andare molto male per l’unità della Spagna. Secondo loro, questa è colpa dell’incapacità del governo Pedro Sánchez, motivo per cui rivendicano la fermezza del PP e il testosterone dei leader di estrema destra.

È facile prevedere ulteriori guai per la destra spagnola; il rapporto del Consiglio d’Europa chiedeva non solo queste grazie, ma anche la fine della persecuzione contro Carles Puigdemont e gli altri esuli e il dialogo tra le parti; le vittorie giudiziarie che gli esuli stanno ottenendo in Europa suggeriscono un maggiore discredito, se possibile, della magistratura spagnola.
Ma la trattativa politica non fa parte dei piani del governo, che ha già negato ogni possibilità di amnistia e referendum: purtroppo il governo socialista non è molto diverso, in fondo, dal partito conservatore. In effetti, i tribunali spagnoli ora stanno prendendo di mira coloro che hanno protestato contro la sentenza della Corte Suprema e persino alti funzionari dei precedenti governi catalani, come Andreu Mas-Colell.

I tribunali sono enormemente goffi. Se volevano fare una repressione clandestina, che non provocasse indignazione internazionale, l’hanno fatto molto male. La persecuzione di Mas-Colell ha provocato la reazione di cinquanta tra i più prestigiosi economisti del mondo, compresi più di trenta premi Nobel per l’economia.
Chi sono i consiglieri della Corte dei Conti nominati dai tribunali spagnoli che vogliono rovinare il professore, la sua famiglia e una quarantina di altre famiglie, imponendo loro sanzioni milionarie? La domanda è pertinente e la risposta definisce la Spagna. In questa corte troviamo nomi come Manuel Aznar López, fratello di José María Aznar, il Presidente spagnolo che, con il suo centralismo, rese impossibile la convivenza tra popolo catalano e popolo spagnolo all’interno dello stesso Stato; o il suo Ministro della Giustizia,Margarita Mariscal de Gante, figlia di Jaime Mariscal, che era stato commissario del Tribunal del Orden Público di Franco.
Si dà il caso che Andreu Mas-Colell fosse già stato processato, quando era giovane, per le sue attività antifranchiste… dal Tribunale dell’Ordine Pubblico di Jaime Mariscal, che era agli ordini del generale Franco.
Quando i catalani dicono che l’ombra del regime franchista è lunga, non lo dicono invano…

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa

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