venerdì, Luglio 1

South Carolina: è scontro tra i Democratici In due si contendono il primo Stato del Sud in calendario

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Non c’è da dimenticare inoltre che quello che la Clinton è venuta intessendo in South Carolina è un lavoro che dura da anni. La sua attenzione per i problemi razziali passa anche attraverso il modo in cui, secondo James E. Clyburn, l’ex senatrice ha costretto i bianchi americani a mettere in discussione i propri privilegi e le proprie prospettive, con un vigore che una figura pubblica mai aveva usato prima, riferendosi probabilmente a un discorso che la Clinton aveva tenuto ad Harlem qualche tempo fa. In tale occasione, Hillary si era rivolta proprio ai bianchi, sostenendo che fosse giunto il momento di «parlare della barriere visibili e invisibili» che i neri sperimentano e «riconoscere i nostri privilegi e esprimere umiltà, piuttosto che credere che la nostra esperienza sia quella di chiunque altro». Durante lo stesso discorso, Sanders era stato tacciato di essere il classico bianco liberale che ha per anni irritato gli attivisti di colore, ostentando la certezza che ridistribuire il capitale nazionale sia la chiave per l’armonia razziale.

Il senatore del Vermont invece, mentre continua a concentrarsi sull’avidità di quel famoso 1%, aggiunge ai suoi messaggi molti degli stessi rimedi proposti dalla Clinton circa immigrazione e giustizia razziale. Durante alcuni eventi, ha etichettato come un imbarazzo nazionale il tasso a cui l’America incarcera gli uomini di colore, un tasso che è esploso sotto la presidenza Clinton. Nonostante questi tentativi sembra comunque che gli elettori del South Carolina si dicano talmente convinti di conoscere la Clinton e la sua agenda, da non aver bisogno di imparare a conoscere Sanders altrettanto bene.

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credits: Huffingtonpost

 

Sul fronte degli altri Stati, la Clinton si presenta all’appuntamento 26 punti avanti in Florida rispetto a Sanders, come riportano gli ultimi sondaggi della Quinnipiac University. In Florida l’appuntamento con le primarie è fissato il 15 marzo, e al momento la Clinton avrebbe quindi il 59% dei voti, contro il 33% di Sanders, mentre solo l’8% si è detto ancora indeciso. Tra quelli che hanno espresso una preferenza, il 17% ha dichiarato la possibilità di cambiare idea nel corso delle prossime settimane. L’ex segretario di Stato al momento attuale ha la maggioranza tra vari segmenti di popolazione, compresi coloro che si dichiarano molto liberali (56% contro 41%), piuttosto liberali (59% contro 33%) e moderati o conservatori (62% contro 29%). Tra le donne, la Clinton ha conquistato il sostegno di circa il 69%, mentre a Sanders rimane solo il 24%. Ma tra gli uomini la situazione volge a favore di Sanders, con una preferenza che sfiora il 47%, e solo il 43% per la Clinton. Tra gli elettori con un età compresa tra i 18 e 44 anni, Sanders è davanti alla Clinton di 11 punti, ma superata tale soglia è di nuovo la ex first lady a guidare la corsa. Se si considera ciò che gli elettori valutano maggiormente in un candidato, l’87% dei sostenitori della Clinton ha dichiarato che una solida esperienza politica è la qualità più importante, mentre solo il 9% degli elettori di Sanders ha dichiarato lo stesso. Il 49% di questi ultimi invece valuta come fondamentale l’onestà e l’affidabilità, cosa che pare interessare solo al 37% degli elettori della Clinton. Tra quelli che invece ritengono l’economia il focus principale su cui dovrebbero concentrarsi gli sforzi del candidato, il 48% voterà Clinton, mentre il 42% Sanders. Per quelli che invece ritengono la sanità il nodo cruciale, la preferenza verso la Clinton sale al 59%, quella di Sanders crolla al 30%.

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credits: Huffingtonpost

Secondo gli ultimi sondaggi di WBUR invece, le ultime proiezioni della Clinton in New England non sono così cupe come potrebbero suggerire i dati del New Hampshire. L’ex segretario di Stato si attende il 49% dei voti tra quelli che consegneranno la propria preferenza alle urne durante il Super Tuesday, mentre Sanders sarebbe al 44%. Anche qui troviamo una sostanziale divergenza nelle preferenze maschili e femminili, con gli uomini che sono più inclini a sostenere Sanders (55% contro 40%) e le donne che scelgono Hillary (56% contro 35%). Gli elettori considerano la Clinton più efficace per quanto riguarda la politica estera, il lavoro con il Congresso per raggiungere obiettivi concreti, e per la sicurezza nazionale. Sanders è invece ritenuto maggiormente degno di fiducia per una riforma del sistema dei finanziamenti della elettorali e per affrontare le differenze di reddito.

 

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