domenica, Agosto 14

Sottosopra: un rione di Roma … a piccoli passi field_506ffb1d3dbe2

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L’archeologia ‘a piccoli passi’, ovvero uno spazio per i bambini: quale metodologia è stata adottata?

‘Sottosopra’ è uno spazio ludico-didattico dedicato ai bambini, ma utile anche agli adulti, il cui obiettivo è ricollegare storia, cultura, spazio attuale, in modo da leggere e raccontare i diversi paesaggi che si sono succeduti nel tempo fino alla realtà contemporanea. Un modo per far superare ai giovani, divertendosi, l’apparente distanza tra l’archeologia, le testimonianze di Roma antica e la città contemporanea in continuo mutamento. Nello spazio di ‘Sottosopra‘ la ricerca archeologica comunica col visitatore attraverso il metodo didattico ‘imparare facendo’ (‘learning by doing). I ragazzi possono toccare direttamente i reperti che riprendono vita nella dimensione di oggetti quotidiani, per riscoprirne la concretezza, il colore, gli odori. ‘Sottosopra’ è uno spazio, ricavato al primo piano del Nuovo Mercato di via Ghiberti 19, dove, con diverse attività mediate da operatori adulti o genitori, i bambini sono accompagnati all’attraversamento illusorio del Tevere ed entrano nella piana di Testaccio, tra anfore, barche, il Monte dei Cocci, la sequenza dei paesaggi che li riporteranno al nuovo mercato e al mondo di tutti i giorni. Lo spazio è organizzato in due parti: una prima saletta con un monitor e un pannello di introduzione al mestiere dell’archeologo, poi una zona adibita ad area per le attività di laboratorio, dove i bambini giocano con l’archeologia e ‘fanno’ con le loro mani. Ad esempio con il sale e i colori ‘costruiscono’ in provetta una stratigrafia del terreno, creando loro stessi una sequenza di storia materiale. La seconda sala è invece attrezzata con materiali archeologici e pannelli che permettono, attraverso diverse ‘stazioni’ di gioco e racconto, di sperimentare con alcuni sensi (tatto, olfatto, vista e udito) i vari elementi (le anfore, le navi, il magazzino, la discarica, ecc.) del racconto storico di questa parte della città e dell’economia antica, da loro stessi ricostruita. Ad esempio, nell’angolo delle anfore, possono toccare tali oggetti, sentire aprendo i tappi l’odore dell’olio, del vino, della salsa di pesce (il ‘garum’), leggere o ascoltare cos’è e come è fatta un’anfora, rispondere a domande che possono essere inserite nel gioco proposto dall’operatore.

 

Che tipo di attività e di materiali sono proposti e c’è spazio anche per gli adulti?

Sottosopra‘ è stato pensato per i giovanissimi, ma è uno spazio polivalente che parla anche agli adulti. La sua caratteristica è di offrire diversi livelli di narrazione e permettere differenti livelli di azione. Il percorso per i bambini più piccoli si incentra sui laboratori, in cui il gioco e i sensi sono la guida in tutto il percorso. Per i ragazzini più grandi cresce la richiesta di attenzione anche alla narrazione, che si lega alle attività di laboratorio, come ad esempio la caccia al tesoro a squadre per ricostruire il ‘viaggio avventuroso di Valeria, l’anfora olearia’ dalla valle del Guadalquivir in Andalusia sino al porto fluviale di Roma, ai magazzini e allo scavo di Testaccio. Per gli adulti c’è un percorso di visita attraverso gli stessi ‘exibit, pensato sia come strumento informativo didattico- scientifico, sia come strumento per la mediazione verso i bambini, come quella ad esempio di un genitore verso i figli.

 

Dunque un progetto di tipo didattico e con quali prospettive?

Il progetto di ‘Sottosopra‘ è di tipo didattico, ma ha un respiro più ampio. E’ nato ed è stato realizzato dalla Soprintendenza di Roma come uno degli elementi del ‘Museo Diffuso del Rione Testaccio’, che tra i suoi obiettivi ha proprio la diffusione della conoscenza del territorio, della sua storia, dei paesaggi che si sono succeduti nel tempo fino a quello attuale. Per il periodo antico è una storia della città antica diversa da quella più nota, e tuttavia importantissima: è la storia del cuore economico e commerciale della città, lontana dai luoghi di potere e dalle grandi dimore imperiali e più vicina alla vita quotidiana dell’antichità. Il Museo Diffuso vorrebbe riuscire a sensibilizzare i cittadini, a partire dai più giovani, ad una conoscenza attiva della storia e delle sue testimonianze materiali. I bambini, i ragazzi, sono infatti i migliori messaggeri di cultura: parlano con i genitori e a scuola, sono diretti, rompono le barriere, anche quelle tra gli oggetti del passato e la vita di oggi. Su questa base, la Soprintendenza si augura di allargare la collaborazione pratica con i soggetti presenti sul territorio, a partire ovviamente dal I Municipio, che già in passato ha mostrato interesse appoggiando il Museo Diffuso. Il nostro obiettivo è che ‘Sottosopra‘ funzioni attraverso laboratori realizzati da associazioni di giovani archeologi che lavorano con i bambini. Stiamo preparando gli atti formali per tutto questo e contiamo di far partire a giugno un calendario regolare per i primi mesi di tale esperienza.

 

A quali esigenze risponde il progetto ‘Sottosopra‘ ?

Crediamo che l’area vada a soddisfare una crescente richiesta di spazi educativi per bambini e in particolar modo che costituisca uno dei rari spazi permanenti dedicati esclusivamente alle tematiche archeologiche. L’area non parla esclusivamente della storia del rione, ma più in generale della storia del commercio, della navigazione e dell’alimentazione e delle problematiche del riciclo dei materiali nella Roma antica. Non ha quindi una vocazione locale o particolaristica, pur sviluppando tematiche strettamente connesse con il rione ove sorge. Le prime giornate di apertura hanno mostrato un forte riscontro di pubblico. Ci auguriamo che continui così e intendiamo sviluppare processi di promozione presso le scuole e presso i fruitori stranieri.

 

Quali altri progetti sono stati realizzati per l’area romana?

Progetti come ‘Sottosopra‘ hanno il vantaggio di essere replicabili, non come un modello, ma come strumento di lavoro in realtà differenti. Pur se ancora a livello molto preliminare, stiamo pensando ad uno spazio simile a Trastevere, sul Gianicolo, nell’area archeologica del Santuario Siriaco. Servono tuttavia delle risorse per attrezzare l’area e renderla stabilmente fruibile, ma ci sono già gli elementi per poterlo fare. Un altro progetto imperniato sull’archeologia per i bambini e i ragazzi è invece in atto già dall’anno scorso nel Parco archeologico del Porto di Traiano a Fiumicino, col nome di ‘Navigare il territorio‘. E’ un progetto che mira a valorizzare il patrimonio costituito dagli antichi porti imperiali di Claudio e di Traiano e dallo splendido paesaggio creato dalla bonifica degli anni ’20-’30 del XX secolo, coinvolgendo la comunità locale, a partire dalla scuola, in un processo di ricostruzione dei legami tra le persone, la comunità e il patrimonio culturale. Bambini e ragazzi trovano a loro disposizione laboratori didattici e naturalistici per viaggiare, giocando e divertendosi, nell’Antica Roma. La collaborazione con la rete delle scuole di Fiumicino ha inoltre permesso di formare le ‘piccole guide’, bambini che guidano i visitatori, piccoli e adulti, lungo i percorsi all’interno dei 33 ettari del parco archeologico.

 

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