martedì, Settembre 21

Sospesa Rousseff, il Brasile ad interim field_506ffb1d3dbe2

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Dal quotidiano britannico The Guardian arriva la notizia del supporto dei sauditi agli attentatori dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti. A rivelarlo un ex membro della commissione d’inchiesta Usa a dodici anni dalla pubblicazione del rapporto che, in sostanza, aveva esonerato l’Arabia Saudita da ogni responsabilità. Secondo John F Lehman, segretario della Marina durante la presidenza Reagan, nelle famose 28 pagine dell’inchiesta desecretate di cui ha parlato di recente anche l’ex direttore della Cia John Brennan, la commissione ha commesso un errore nel non dichiarare esplicitamente che funzionari di Riad facevano parte di una “rete di sostegno” agli attentatori delle Torri Gemelle. Infatti, la Commissione parlamentare allora disse che non c’era alcuna prova che «istituzioni o singoli dirigenti sauditi» avessero finanziato o sostenuto Al Qaida. La dichiarazione del funzionario rivoluzionerebbe interamente la teoria ufficiale per cui gli attentatori sarebbero stati esclusivamente riconducibili alla rete terroristica di al-Qaeda del fu Bin Laden; uno stato “amico” dell’occidente avrebbe dato supporto economico e logistico a quello che per molti è considerato come il più grande autogol della storia degli Stati Uniti d’America.

Come ripercussione diretta di quel settembre 2001, il 7 ottobre successivo partì dall’occidente una guerra non ancora conclusa nei confronti dell’Afghanistan, in quanto covo di quella rete del terrore accusata di essere l’unica responsabile per l’attentato alle Twin Towers. Anni di investimento economico non hanno permesso a David Cameron di cambiare punto di vista su quello stato che è stato definito quest’oggi a Londra, in apertura del vertice internazionale contro la corruzione, «fantasticamente corrotto». Il dito è stato puntato anche sulla Nigeria, ospite speciale del meeting insieme all’Afghanistan. Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, eletto l’anno scorso proprio con l’impegno di contrastare la corruzione, si è detto «scioccato» dalle parole di Cameron. Mentre Kabul ha definito come «ingiuste» le accuse del primo ministro. Oltre che per questo scivolone sugli ospiti “chiave” del meeting, l’incontro rischia di essere fallimentare anche per il coinvolgimento del promotore Cameron nello scandalo Panama Papers.

Via libera di Strasburgo a nuovi poteri per Europol in cui l’agenzia di polizia europea potrà intensificare gli sforzi per combattere il terrorismo e la criminalità informatica.  Arriva contemporaneamente il monito da Lisa Monaco, consigliere antiterrorismo della Casa Bianca, sulla situazione dei foreign fighters in Europa. Durante una sua visita a Bruxelles ha parlato, in una serie di incontri, tra cui col premier belga Charles Michel, di un flusso di jihadisti di ritorno «come non si era mai visto». Intanto in Germania un giornale rivela che la polizia ha ricevuto finora 365 segnalazioni di possibili terroristi entrati con il flusso dei profughi. Ai nuovi poteri dell’Europol, intanto si affiancano anche forti garanzie sulla protezione dei dati e strumenti di controllo democratico.

Intanto una forte esplosione si è verificata nei pressi di una caserma militare a Istanbul. Lo riferisce l’agenzia Dogan, parlando di almeno 4 civili feriti. I feriti sono almeno 6 soldati e un civile, ha precisato Ismail Erdem, sindaco di Sancaktepe, il quartiere dove è avvenuta l’esplosione. Un’autobomba è esplosa questo pomeriggio al passaggio di un mezzo militare nei pressi di una caserma nella periferia asiatica di Istanbul.

 

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