venerdì, Settembre 17

SOS: tartarughe in fuga L’arribada sulle spiagge dell’India orientale rischia di diventare solo un ricordo

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Sembra che la stagione dell’accoppiamento delle tartarughe marine Olive Ridley (Lepidochelys olivacea) sia già iniziata, in quanto le squadre di pattugliamento del dipartimento forestale hanno avvistato degli accoppiamenti in superficie nel Golfo del Bengala. Tuttavia, gli esperti temono che l’aumento del livello del mare e l’erosione costiera, causati dal riscaldamento globale, abbiano messo a rischio la tradizionale nidificazione di massa, chiamata ‘arribada’, sulle spiagge di Gahirmatha e Rushikulya lungo le coste dell’India orientale a Odisha. Essendo teatro della tradizionale nidificazione annuale di massa, chiamata arribada, di centinaia di migliaia di tartarughe marine in via di estinzione, la spiaggia di Gahirmatha, nel terreno acquitrinoso di Bhitarkanika, è la colonia più grande al mondo delle tartarughe marine Olive Ridley in via di estinzione. Circa il 50% dell’intera popolazione mondiale e il 90% della popolazione indiana di queste tartarughe marine particolari raggiunge la costa di Odisha ogni anno.

«Le spiagge sono speciali per le tartarughe marine per diversi motivi, ad esempio la grandezza dei granelli di sabbia offre alle tartarughe la possibilità e il vantaggio di scavare una buca nella sabbia per deporre le uova; la ricca vegetazione offre una grande quantità di cibo a migliaia di mamme e a milioni dei loro piccoli; la sabbia ha la giusta temperatura e il giusto livello di umidità per le uova dei piccoli», afferma Michael Peters del WWF-India (World Wide Fund For Nature-India).

Tuttavia, il fenomeno dell’erosione costiera, piuttosto visibile nei luoghi vicini alle colonie, ha suscitato molta preoccupazione per il futuro della tradizionale nidificazione di massa sulle spiagge di Odisha.

«L’erosione della spiaggia adiacente alla foce del fiume ha raggiunto livelli allarmanti, costringendo le tartarughe in arrivo a nidificare a Nasi, a pochi chilometri di distanza dal tradizionale sito di nidificazione a Gahirmatha», afferma Jivan Das, segretario di People for Animal’s Odisha Chapter, aggiungendo che «le spiagge, in cui migliaia di tartarughe nidificano in massa ogni anno, si stanno riducendo giorno dopo giorno. Se questo fenomeno continua, le tartarughe non avranno altra scelta se non quella di abbandonare le spiagge di Odisha e cambiare destinazione».

Come ha rivelato un reportage intitolato ‘Biological and Behavioural Aspects of Olive Ridley Turtles along the Orissa Coast of India’ (‘Aspetti biologici e comportamentali delle tartarughe Olive Ridley lungo la costa indiana di Orissa’), condotto nel 2009 dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature) insieme al WII (Wildlife Institute of India), «la spiaggia di Gahirmatha, teatro della nidificazione di massa, ha subito notevoli cambiamenti nella sua morfologia rispetto al 1974, anno della sua scoperta. Ai tempi del primo reportage, si osservava la presenza di nidi su 15 km di terraferma sulla spiaggia vicino alla foce del fiume Maipura, da Ekakula a Habalikhati. Nel 1989 un ciclone ha frammentato questa spiaggia in due parti, riducendo così lo spazio per la nidificazione di massa a 4 km di spiaggia, ribattezzata come colonia di Ekakula Nasi. Nel 1999 il “super ciclone” ha colpito di nuovo la costa di Orissa, dividendo Ekakula Nasi in altre piccole isole. Ora la nidificazione di massa avviene su queste piccole isole, ognuna poco più lunga di un km».

Un altro reportage basato su uno studio approfondito del WII condotto da B. C. Chaudhury e Bivas Pandav, intitolato Conservation and Management of olive ridley sea turtle (Lepidochelys olivacea) in Orissa, India‘ (‘Conservazione e gestione delle tartarughe marine Olive Ridley (Lepidochelys olivacea) a Orissa, India), rivela che: «Tra il 1990 e il 2000 l’Isola di Nasi è stata soggetta a notevoli cambiamenti geomorfologici. Nell’ultimo decennio l’Isola di Nasi si è mossa di quasi 5 km verso nord. Studi sull’evoluzione morfodinamica di questa colonia hanno rivelato che è soggetta a un grande stress a causa dell’erosione. Nel 1998 l’Isola di Nasi si è frammentata in due parti e da allora è stata soggetta ad altre frammentazioni che hanno causato una riduzione drastica dello spazio disponibile per la nidificazione delle tartarughe. Ora queste isole sono divise in quattro parti, due delle quali non sono più adatte alla nidificazione». La rivelazione che due parti dell’Isola di Nasi «non sono più adatte alla nidificazione» alimenta notevolmente il timore che la mancanza di spazio per la nidificazione e l’assenza di mangrovie che soddisfino il fabbisogno alimentare delle tartarughe adulte, costringa le tartarughe marine Olive Ridley ad abbandonare le spiagge di Odisha.

Mentre l’aumento del livello del mare, causato dal fenomeno del riscaldamento globale, è ritenuto il motivo principale dell’erosione a Gahirmatha, «la corrente contraria dei frangiflutti del Porto di Paradip è (considerata) l’altra ragione. Anche gli ambientalisti e i geologi ritengono che il Porto di Paradip sia la causa della rapida erosione costiera delle spiagge adiacenti. Sfortunatamente, un altro porto importante sta diventando operativo sulla foce del fiume Dhamra a soli 5 km più a nord, accelerando così il processo di erosione e aumentando il rischio che le tartarughe marine abbandonino queste spiagge», afferma Jivan Das.

Ancora peggiori sono le condizioni di altri siti di nidificazione alla foce del fiume Rushikulya, la seconda colonia di tartarughe più grande dello Stato di Odisha o si potrebbe dire dell’India, dato che Odisha è l’unico Stato ad avere l’onore di ospitare il fenomeno della nidificazione di massa delle tartarughe Olive Ridley.

Dal 2007, con lo spostamento del corso del fiume Rushikulya verso nord, il processo di erosione della spiaggia si è velocizzato e la porzione di terra in cui le tartarughe deponevano le loro uova si è ridotta, passando da 4,5 km a soli 200 metri!

«Non sappiamo quante tartarughe riusciranno a usare questo spazio limitato per la nidificazione quest’anno. Anche se c’è un po’ di spazio a sud della foce, non sappiamo se le tartarughe lo useranno perché finora non hanno mai usato quel lato della foce per la nidificazione», afferma Rabindra Nath Sahu, segretario della Sea Turtle Protection Committee di Rushikulya, aggiungendo: «Gli effetti dei cambiamenti climatici o dei fenomeni naturali non riducono solo la spiaggia ma distruggono anche l’ecosistema costiero che offre parecchio cibo alle mamme e ai loro piccoli».

Se l’erosione costiera continuerà a interessare il litorale di Odisha con questo ritmo, sarà difficile per le tartarughe marine trovare posto per la nidificazione. In questa situazione, non è sbagliato o assurdo pensare che lo spettacolo meraviglioso delle tartarughe che si accoppiano in superficie e nidificano in massa lungo la costa di Odisha possa, nel giro di pochi anni, diventare solo un ricordo. J. D. Sharma, ex capo del Wildlife Warden di Odisha, sostiene questa convinzione, affermando: «Sì, nel lungo periodo questo potrebbe avere un impatto generale sulla riproduzione e sui piccoli di alcune specie, incluse le tartarughe marine Olive Ridley».

Perciò, ora è scattato l’allarme in India affinché le spiagge preferite dalle tartarughe marine per la loro nidificazione annuale vengano riportate al loro stato originario.

 

Traduzione a cura di Francesca Fiorenza

 

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