domenica, Ottobre 17

Sorveglianza, attivismo online e cultura libera image

0
 
 

Aaron-Swartz.-Screenshot-via-Democracy-Now

L’onda lunga del Datagate continua a propagarsi in varie direzioni, Le ultime news parlando di nuovi documenti segreti, scelti tra la mole passata da Edward Snowden a ‘The Guardian’, in cui emergerebbero ulteriori operazioni di spionaggio di massa condotte dalla National Security Agency che includevano anche i messaggi di testo scambiati dagli utenti. La NSA avrebbe raccolto indiscriminatamente e conservfato, a livello globale, quasi 200 milioni di SMS al giorno, in particolare gli avvisi di chiamata persa e le proposte di tariffe in roaming che si ricevono quando si arriva all’estero.

Ciò va ad aggiungersi a un’altra notizia dei giorni scorsi, parimenti preoccupante, diffusa dal ‘New York Times’: grazie a una tecnologia nota come Quantum, gli agenti segreti Usa avrebbero installato software-spia nascosti sui PC di consumatori ignari in vari Paesi del mondo, ricorrendo a poi una certa frequenza di trasmissioni radio per trasmettere ogni genere di informazioni dal PC infetto alle stazioni riceventi a distanza di chilometri.

Al contempo, Mr. Obama annuncia diversi cambiamenti sulle pratiche della stessa NSA, che però non convincono nessuno – parlando a malapena di «limitazioni nell’utilizzo dei dati dei cittadini ottenuti», senza spiegare nulla sulla loro raccolta e lasciando aperta la strada alle intercettazioni di massa. Un intervento il suo assai atteso ma deludente, come confermano le aspre critiche di Aclu ed Eff in primo luogo.

Altro aggiornamento poco allegro in arrivo da oltreoceano è la decisione della Corte di appello del distretto di Columbia dell’illegittimità di un ordine del 2010 della Commissione federale sulle comunicazioni (Fcc) che impediva ai fornitori di connettività Internet di discriminare i clienti sulla base di quanto fossero disposti a pagare. In pratica, una batosta alla cosidetta Net Neutrality, un principio giuridico che molti utenti e aziende vanno spingendo da tempo. Teso cioè a realizzare  una rete a banda larga priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano, rispetto alla fruizione dei vari servizi e contenuti online da parte dell’utente finale.

È probabile che ora i provider tipo Comcast, Verizon o AT&T (la cui longa manus copre altri servizi e aziende del settore) non si faranno problemi a discriminare contro i servizi offerti dai concorrenti. E a rimetterci sarà sempre e comunque l’utente finale, che tenderà a seguire quanto offerto da tali provider e sarà lasciato all’oscuro delle proposte e siti altrui parimenti reperibili su Internet.

Se questo quadro non può non suscitare timori diffusi, va ricordato però che non manca certo l’attivismo un po’ su tutto il fronte. Anzi, non sono mancati i rilanci sparsi la settimana scorsa in occasione del primo anniversario della scomparsa di Aaron Swartz. Co-autore della prima specifica del RSS, fra le sue molte attività sociali aveva co-fondato il noto sito Reddit e il gruppo di attivismo online DemandProgress, oltre a essersi rivelato elemento centrale nella battaglia per bloccare il SOPA/PIPA, disegni di legge Usa che avrebbero fortemente ridotto il free speech online.

Il 19 luglio 2011 era stato arrestato per aver scaricato 4,8 milioni di articoli scientifici dal database accademico JSTOR, come azione di disobbedienza civile per la libertà di cultura. Poi liberato dietro cauzione, era in attesa di processo, rischiando fino a 35 anni di carcere. Si è tolto la vita a New York l’11 gennaio 2013. Fra le mote iniziative in suo ricordo, quella lanciata da Lawrence Lessig: una marcia collettiva di 185 miglia (quasi 300 kilometri) attraverso lo Stato del New Hampshire per riportare all’attenzione pubblica l’irrisolto problema della corruzione a livello istituzionale – partita proprio l’11 gennaio scorso (@NHrebelllion March su Twitter).

Per l’occasione è stato diffuso anche un e-book gratuito in italiano che include la traduzione di diversi suoi post, riflessioni e interventi, più vari articoli e scritti di amici e attivisti, oltre a materiali su open access/free culture e un’ampia sezione di link e risorse. Il tutto per approfondire, anche nell’ambito italiano, le dinamiche del suo caso e riflettere sulla vasta eco a livello internazionale del suo lascito e del suo impegno sociale a tutto tondo.

E proprio alla centralità della libera circolazione delle informazioni nella società odierna, lo stesso spirito che anima Snowden e i vari whistle-blower del mondo, Aaron aveva dedicato il suo Guerrilla open access manifesto, redatto nel luglio 2008 e che si concludeva così:

«Dobbiamo acquisire le informazioni, ovunque siano archiviate, farne copie e condividerle con il mondo. Dobbiamo prendere ciò che è non è più coperto dal diritto d’autore e caricarlo sull’Internet Archive. Dobbiamo acquisire banche dati segrete e metterle sul web. Dobbiamo scaricare riviste scientifiche e caricarle sulle reti di condivisione. Dobbiamo lottare per la Guerrilla Open Access.

Se in tutto il mondo saremo in numero sufficiente, non solo manderemo un forte messaggio contro la privatizzazione della conoscenza, ma la renderemo un ricordo del passato.

Vuoi essere dei nostri?»

 

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->