martedì, Maggio 18

Sorprese al Festival Incontri particolari: John Landis, Terry Gilliam, Matthew Modine, durante un Festival a Ischia

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Era giugno e attraversammo il mare. La meta era la verde isola di Ischia che ci aspettava per un interessante Festival cinematografico.
Avevo accettato l’impresa di realizzare un documentario sull’evento, in veste di ‘filmaker’ tout-court: operatore, regista, fonico…
L’idea era di una giovane amica. Promoter frenetica, una sorta di ‘Bardarbunga’ (il vulcano islandese sempre in eruzione). Starle appresso era davvero difficile e quasi pericoloso.
Dietro ‘mercenaria’ retribuzione e coadiuvato da un suo bizzarro amico, imbarcammo l’utilitaria della promoter e, mescolati allo stragrande numero di turisti estivi, partimmo godendoci il panorama delle isole campane.
Il punto di ritrovo e target della missione era L’Albergo Della Regina Isabella, ex proprietà della famiglia Rizzoli, che proprio grazie al prestigioso evento sembrava rifiorire a nuova vita.
Un via vai di camerieri, di attori, starlettes, giornalisti di settore, personaggi televisivi, anche parecchi ‘comparsoni’ abbronzati.
La irrefrenabile ‘Bardarbunga’ riuscì, non so in quale maniera, a rimediare tre ‘lasciapassare’. Con quei cartelli penzolanti al collo avevamo accesso ovunque: proiezioni, eventi, conferenze stampa.
Ma soprattutto alle due più ambite location: la ‘piscina’ e il salone del ‘buffet’ che era davvero sfarzoso.
Una volta sbarcati sull’isola, l’amichevole rapporto tra ‘Bardarbunga’ e noi, si trasformò progressivamente in una sorta di contrasto ineluttabile.
La consapevolezza di aver ‘foraggiato’ l’impresa la trasformava in una ‘produttrice’ e come tale, seguendo i suoi capricciosi neuroni, l’abilitava al comando, a volte ‘sbraitato’.
Iniziò a manifestare, nei confronti miei e del suo amico, un atteggiamento di dispotismo assoluto.
Due giorni sarebbe durato quello strazio.
All’inizio rimanemmo calmi, coalizzandoci istintivamente con un sarcasmo che ammorbidì di molto l’atmosfera nevrotica.
Anzi, più la situazione diventava pressante e grottesca e più, con molta circospezione, soffocavamo a stento le risate… E allora ‘intervista’ a quel regista, ‘primo piano’ a quell’attore, ‘presentazione’ del film di un ammuffito produttore… tutto in posti diversi dell’isola.
Niente di particolarmente esaltante… finché venimmo ‘convocati’ mentre stavamo ‘stazionando’ nel salone buffet, davanti al tavolo dei dolci.
La pasticceria locale era quanto di più buono e assolutamente irrinunciabile: eredità degli arabi, dei normanni, degli spagnoli.
Meraviglie della gola e del palato. Esaltazione pura dell’arte pasticcera. E noi potevamo usufruirne a volontà e ad ogni ora.
Il primo giorno praticamente rischiamo il ‘coma diabetico’: mandorle, cioccolato, creme, meringhe, non riuscivamo a staccarci da quel tavolo finché le urla della Bardarbunga ci riportarono all’ordine… afferrai la telecamera e via nel grande foyer dell’albergo.
La trovammo nel salone, completamente deserto dalla pausa ‘post-prandiale’. Gesticolava con un tipo grosso che vedevo di spalle; l’uomo indossava una camicia celeste palesemente sudata e beveva una lattina di coca. Si girò mentre noi ci avvicinavamo.

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