sabato, Settembre 18

Sorella Marilyn: il mito continua

0

sorella marilyn

«I wanna be loved by you….just you and nobody else….». La sua dolce e inconfondibile voce crea subito, prima ancora di salire su per l’antico scalone del cinquecentesco palazzo Vitelli, uno dei gioielli di Città di Castello, alla fine del quale ci attende un evento di straordinaria suggestione: la Mostra dedicata a lei, all’icona del nostro tempo, Marilyn Monroe. “Sorella Marilyn”, per dirla con Pier Paolo Pasolini, è il titolo di questa rassegna in cui fumetto ed arte s’incrociano, si confondono, dialogano, si confrontano fino a contaminarsi reciprocamente in un gioco di specchi e di rimandi ispirati da lei. E’ davvero sorprendente vedere come ad oltre 50 anni dalla sua tragica scomparsa, il suo mito sia cresciuto e si nutra continuamente di arte, poesia, fotografia, pittura, canzone, romanzo, fumetto, cinema. In una parola: vita. E tutte queste forme espressive sono presenti a questa Mostra che con incredibile coraggio gli amici del Tiferno Comics hanno allestito animati da un entusiasmo inimmaginabile dopo 11 anni di Rassegne dedicate ai Comics.

La svolta è dovuta ad un‘idea di Vincenzo Mollica. “Ritrovandomi con gli amici del Tiferno ho avvertito l’esigenza di spostare l’asse di attenzione verso un’attrice, una musa come Marilyn: nessuno ha saputo creare un rapporto di così grande vicinanza con il pubblico come lei. Nessuno ha saputo regalare come lei illusione e verità con la sua vita e la sua arte volate via troppo in fretta, nessuno come lei ha dato vita ad una bellezza eloquente e misteriosa che non conosce la parola fine”. E spostando l’asse su di lei, il Tiferno Comics ha dato vita ad una concezione allargata dell’arte del fumetto, quell’arte che Hugo Pratt definì “letteratura disegnata”. Che il fumetto sia un genere che sconfina nell’arte, lo si percepisce dalle opere degli autori presenti a questa rassegna: 120 le opere esposte, più 4 storie a fumetti con circa 60 tavole dei più famosi fumettisti ( e non fumettari, come spregiativamente venivano definiti fino a qualche tempo fa), tra i quali spiccano veri e propri capolavori, come la Marilyn di Milo Manara che ha dipinto il manifesto della Mostra, quella osé di Guido Crepax ( l’autore della celebre Valentina), I grandi nel giallo di Mino Milani e Sergio Toppi, la Marilyn Monroe di Marco Di Tillo (testo) e Gianni De Luca, dal segno preciso e raffinato, i quali rilanciano la domanda che ancora chiede risposta: “Suicidata, e chi mai potrà saperlo con certezza?…già chi potrà mai conoscere il mistero di una vita?”.

In questa Mostra che presenta anche significativi momenti di letteratura disegnata ( attraverso le opere di Baldazzini,Berardi,Breccia, Buzzelli, Bonelli, Breccia, Cavazzano, Governi, Pazienza, Soldi, Toppi e vari altri), dominano alcune sale con l’omaggio alla diva di Andy Warhol, che attraverso i suoi multipli, i volti come quello di Marilyn e gli oggetti, descrive la nuova società dei consumi, quello reso attraverso i giornali pressati di Gianluigi Colin, le foto di Sam Show, che fu un caro amico di Marilyn, le locandine dei film da lei interpretati e l’omaggio di due personalità straordinarie come Mimmo Rotella e Alda Merini, il primo ha dedicato a Marilyn alcuni decollages volti a restituirci l’altra faccia dell’attrice mentre la poetessa ne ha penetrato l’anima inquieta ( O inferno che nessuno vede, mentre mi vibri ai piedi….).

Una delle sale è invece occupata dall’omaggio che uno dei più grandi cartellonisti del cinema americano viventi, dedica all’attrice: Silvano, in arte Nano, Campeggi. Lui, Marilyn l’ha conosciuta e incontrata davvero. E quell’incontro gli ha cambiato la vita, nel senso che il ricordo di lei gli è rimasto nel cuore ed è una continua fonte d’ispirazione, tant’è che a 90 anni suonati e ben portati, con leggerezza e voglia di disegnare, continua a sfornare a memoria ritratti della sua icona. Che è anche la nostra. Nel libro “come dipinsi il cinema” il fiorentino Nano racconta i 40 anni dedicati ai manifesti dei film americani, avendo un contratto con la M.G.M. Dal suo primo Via col vento agli oltre 3 mila, tra cui celebri poster come Casablanca, Ben Hur, Vincitori e vinti, Giulio Cesare, l’Ultima volta che vidi Parigi, e tanti altri, attraverso i quali ha stretto rapporti di amicizia con molte star di Hollywood, come Liz Taylor e Robert Redford. Ma come avvenne l’incontro con Marilyn? “Fu in occasione del film Il Principe e la ballerina, protagonisti Laurence Olivier e lei, Marilyn Monroe. Era il 1957. Avevo già abbozzato il disegno, ma la casa di produzione mi chiamò a Los Angeles per completare l’opera in presenza dell’attrice. Mi ricordo, ero davanti al cavalletto in una sala grande e scura, in attesa di lei che non si presentava ancora. Forse intimidita dal contesto e dal fatto che un artista fiorentino fosse venuto apposta per lei. Poi, alla fine, la sua assistente la rassicurò e cosi’ apparve avvolta in un abito bianco. “ Maestro, devo spogliarmi?”…..E tu che le rispondesti? Beh, faccia ciò che si sente di fare ….E lei? Accennò un casto spogliarello. Di più Nano non dice, non rivela. Certo è che il manifesto fu portato a compimento e tra il pittore ed il soggetto si stabilì quella complicità senza la quale il ritratto non avrebbe avuto la stessa intensità e leggerezza”. Che impressione ti fece? “Di una donna dolce, timida, amichevole, fragile, senza atteggiamenti divistici. L’originale di quel manifesto è esposto insieme ai vari altri ritratti dell’attrice, per lo più volti, che Nano ha disegnato e di cui sembra aver colto ….una certa sua verità”.

Un’altra personalità, anch’egli un ragazzo over 80, che ha conosciuto personalmente Marilyn è il drammaturgo Mario Fratti ( oltre 90 commedie all’attivo), celebre per la piece teatrale che ha dato origine al musical Nine ( 7 Tony Award) e al recente film di Bob Marshall, interpretato da Daniel Day Lewis e Nicole Kidman. A Marilyn lui ha dedicato un ricordo scritto, un’intervista immaginaria con l’ irraggiungibile Marilyn per il programma culturale Faccia a faccia improbabili di Radio Vaticana, curati da Laura De Luca. Mario era stato invitato a Città di Castello per dare lettura del suo testo con l’attrice Chiara Colizzi, che ha Marilyn ha dato voce nel cinema. I due hanno dato vita ad un serrato Reading, ad un dialogo intimo, sincero, nel quale ognuno – Marilyn e il suo interlocutore -rivela le proprie debolezze. Un dialogo attraverso il quale Mario ci fornisce, credo, un ritratto veritiero dell’indimenticabile Marilyn. Quante volte vi siete incontrati? “Tre volte, la domenica mattina nel salotto di Lee Strasberg: era consuetudine allora far conoscere ed incontrare autori e attori e attrici, per parlare di teatro, di cinema, di cose varie. E lei, Marilyn, se ne stava lì seduta su un divano, spesso in compagnia di Paula Strasberg, una figura materna, ossessiva, che la tallonava. Ma quando rimase sola mi avvicinai per fare la sua personale conoscenza. Lei sapeva già chi fossi: un autore, un collega del suo ex marito, Artur Miller, che conoscevo”. Che idea ti sei fatta della Marilyn di allora? “Di una donna sensibile, vulnerabile, un gioiello di donna. Parlava poco, ascoltava, voleva conoscere e sapere di più degli altri, di me in quel caso. Una donna non felice. ‘Non mi capiscono – mi disse – spero che apprezzeranno le mie qualità di attrice’. Eppure era già una celebrity avendo girato molti film da protagonista. Di lei ricordo la voce dolce e sottile. Quasi un sospiro”. Il resto lo scopriremo in questa intervista abbastanza autobiografica di Mario Fratti che sarà pubblicata. Dopo il Reading, applauditissimo, Fratti se ne è tornato a New York, dove vive dal ‘63 , per riprendere a novembre il suo tour intorno al mondo, ove in variPaesi rappresentano le sue commedie.

Dopo la Svezia e la Finlandia, prossima tappa Cuba. Sorella Marilyn, fra le molte perle esposte, tra cui alcuni abiti e accessori appartenuti all’attrice e gentilmente offerti per l’esposizione dal collezionista privato che ne è proprietario, ci ha offerto anche l’occasione dell’incontro tra questi due giovanotti : Fratti e Campeggi, che Marilyn l’hanno conosciuta davvero, in circostante diverse e di lei ci hanno lasciato due veritieri “ritratti”. Ha di che essere soddisfatto, oltreché comprensibilmente emozionato, come ha detto, il Presidente Gianfranco Bellini che insieme ai suoi stretti collaboratori ha messo in piedi quella che è considerata la più ricca e ampia Mostra-omaggio a quell’icona del nostro tempo che porta il nome di Marilyn Monroe, il cui mistero è chiuso in sé. “Quel che ho dentro nessuno lo vede, ho pensieri bellissimi che pesano come una lapide,” scriveva. E tuttavia, qualcosa in più di lei questa rassegna ha messo in luce. La Mostra , alla cui realizzazione hanno dato un contributo fondamentale l’Associazione Amici del fumetto, Comune provincia e Regione, resterà aperta fino al 9 novembre. Sarà un’occasione anche per visitare il bel palazzo storico, pare realizzato dal fiorentino Ammannati, per il celebre condottiero che operò al servizio dei Farnese.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->