giovedì, Ottobre 28

Sorella acqua: nella spiritualità e nell’arte

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Il tema è ampio e attraversa l’intera esistenza umana, snodandosi lungo la storia biblica: dalla Creazione in poi l’acqua si fa elemento fondamentale della struttura del mondo, diviene simbolo di vita e di morte, caricandosi di  diversi significati a seconda delle diverse situazioni. Già nella tradizione mesopotamica e della civiltà ellenistica e in quelle orientali costituitesi lungo i più importanti fiumi (il Nilo, il Tigre, l’Eufrate, il Gange) o nelle isole circondate dal mare, ricche di fonti di varia origine, il tema era presente: si pensi alla simbologia dell’antico Egitto, rappresentato da due divinità dalla caratteristiche antropomorfe: il Nilo, l’acqua delle inondazioni che restituivano fertilità al terreno, e il Nun, l’oceano primordiale che ha dato origine a tutte le forme di vita. Nella mitologia greca tutte le acque, salate e dolci, erano dirette discendenti del dio Oceano, figlio di Urano e Gea; Oceano era il grande fiume che circondava la Terra e dava origine a tutti i corsi d’acqua. Vari sono gli studi sul tema della sacralità dell’acqua sul quale azzardiamo qualche breve riflessione.

Già si è detto che l’acqua come fonte di vita è presente nella terra fertile, promessa da Jahvé quale «stabile dimora del popolo», la relazione pane-acqua si riscontra nelle vicende di alcuni personaggi biblici come Davide, Eliseo, Ezechiele: il digiuno consiste anche nella rinunzia al pane e all’acqua, fondamentale il tema dell’approvvigionamento idrico del popolo in cammino nel deserto durante l’esodo (alla cui sete Dio risponde con il  miracolo della sorgente scaturita dalla roccia). L’aspetto salvifico e purificatore dell’acqua lo ritroviamo sia nella tradizione ebraica che in quella cristiana: l’acqua è offerta ai forestieri per la lavanda dei piedi e diviene per la comunità ebraica un elemento rituale di purificazione, anche dal contatto con il mondo pagano; analoghi i riti della tradizione e della mitologia indiana, che ha reso popolare il tema delle acque primordiali sulle quali galleggiava Narayana, dal cui ombelico spuntava l’albero cosmico. Altri dèi incarnarono lo stesso mito. Di grande importanza, nel cristianesimo, il simbolismo del Battesimo, questo sacramento chiamato «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» poiché significa e realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno «può entrare nel regno di Dio»; o anche illuminazione: «Si può rinascere solo dall’acqua e dallo Spirito», annunzia Gesù, rivelando di essere Lui stesso «la sorgente di acqua zampillante». Vari suoi miracoli  hanno come segno di purificazione e di amore l’acqua, fino all’evento della sua glorificazione sulla croce, dal cui costato escono «sangue e acqua» per la salvezza del mondo.

Nella prospettiva simbolica della salvezza Papa Francesco interpreta anche il Diluvio Universale: «Allora Dio disse a Noè: ‘È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso’» (Genesi 6,13-14). Ma Dio, sottolinea il papa, di fronte a Noè che si conservava integro e giusto, decise di aprire una via di salvezza, dando in tal modo all’umanità la possibilità di un nuovo inizio.

Basta un uomo buono perché ci sia la speranza! E aggiunge che questa riabilitazione comporta la riscoperta e il rispetto dei ritmi inscritti nella natura dalla mano del Creatore.

L’acqua come origine della vita, santificazione, minaccia o bellezza ripercorre la mitologia e la stessa storia dell’arte, in particolare l’arte antica che, ispirandosi alle Sacre Scritture, ai Vangeli, o alla mitologia, raffigura  l’acqua, oltre che come elemento naturale, come fonte di vita e simbolo sacro. Sono molte le opere che si potrebbero citare”, mi dice  Giovanna Maria Carli, specialista in Storia dell’arte e Critica d’arte, nonché organizzatrice di Mostre (come quelle a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale toscano). Il nostro breve excursus parte dalla mitologia greca e da Afrodite, dea dell’amore, raffigurata come una donna bellissima che nasce dalla spuma del mare nell’isola di Cipro (a essa si ispirò Alessandro Filipepi, ovvero il Botticelli, per la sua Venere), passa  attraverso Poseidone, divinità acquatica celebrata anche in un murale di Pompei, il Nettuno dei romani e sulle altre divinità minori, per soffermarsi sul Medioevo e il Rinascimento, ove iniziamo un percorso che da Giotto conduce a Leonardo, a Piero della Francesca, Botticelli, Tiziano, Caravaggio, Veronese, fino ad alcuni contemporanei. In ognuno di questi grandi artisti vi è un riferimento  simbolico a episodi del Vangelo, o mitologici  filtrati dalla loro personale fantasia e sensibilità, poiché, se l’opera era loro commissionata da Chiese, comunità  o privati, l’artista stesso era responsabile del proprio lavoro, delle sue scelte.

Di Giotto, ad esempio, si segnala il Battesimo di Gesù che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova, dipinto fra il 1303 e il 1305 e che si ispira al Vangelo di Luca («Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: ‘Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto’»). Un Battesimo di Cristo di rara bellezza e naturalezza è quello di Piero della Francesca: vari altri seguono la liturgia del battesimo, altri si cimenteranno con alcuni momenti significativi della vita di Cristo, ma soprattutto sull’Ultima cena, i cui affreschi illuminano tanti nostri cenacoli, fra i quali il più celebre è quello di Leonardo, nel refettorio di S. Maria delle Grazie a Milano, lavoro a tempera mista, realizzato tra il 1494 e il ’98, carico di simbolismi e di un realismo che fissa l’attimo più drammatico della cena. Di segno diverso invece La tempesta del Giorgione, artista della seconda metà del Quattrocento, un’opera nella quale i personaggi raffigurati non sembrano preoccuparsi di ciò che sta per scatenarsi dal cielo, quasi si trattasse di un evento naturale e atteso. Di Paolo Veronese è da segnalare  il dipinto attualmente al Louvre di Parigi, Le nozze di Cana (1563), ispirato all’episodio narrato nel Vangelo di Giovanni della trasmutazione dell’acqua in vino, affollato di  personaggi  in una cornice architettonica classica, tra i quali lo stesso artista e anche il Tiziano, del quale merita una segnalazione il celebre Amor sacro e amor profano, ispirato a Venere e Proserpina con l’amorino che miscela nello scrigno l’acqua che trasforma la morte in vita.

Nel nostro breve itinerario non possiamo non soffermarci su un’icona quale La nascita di Venere del Botticelli, che  si trova agli Uffizi, realizzata per la Villa Medicea di Castello tra il 1482-85, ispirata alle Stanze del Poliziano (a sua volta ispiratosi a Ovidio, Esiodo e a Lucrezio) considerata il  simbolo della bellezza rinascimentale femminile;  a Susanna e i vecchioni, tratta dal Libro di Daniele, si sono ispirati vari artisti tra cui il Tintoretto (metà del Cinquecento) che vi ha dedicato  ben tre dipinti, Artemisia Gentileschi, grande pittrice e donna coraggiosa e straordinaria, e il Guercino. Poi sarà bene soffermarsi sul Narciso del Caravaggio (fine Cinquecento), che riproduce il fanciullo chino su uno specchio d’acqua intento a rimirare incantato la propria immagine. Echi delle suggestioni bibliche dell’Apocalisse e della Genesi si ritrovano anche nei naufragi ispirati ad eventi reali, dipinti da vari artisti dell’Ottocento (William Turner, Thèodore Géricault e Eugène Delacroix), mentre dell’impressionista Eduard Manet colpiscono la serenità dei personaggi raffigurati Sulla spiaggia, sullo sfondo di un mare lievemente increspato e le acque che circondano il porto di Le Havre. Il nostro breve percorso potrebbe fermarsi alla celebri Les demoiselles d’Avignon di Picasso, d’ispirazione cubista, di poco posteriore all’altrettanto celebre Les grandes baigneures di Cezanne (1907). Infine, un cenno alla Sirena invertita (metà donna e metà pesce) opera surrealista di Renè Magritte.

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