sabato, Settembre 18

Sopravviverà Angelino Alfano al 31 dicembre 2015? field_506ffbaa4a8d4

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Premessa. Non sappiamo nulla di più, a livello giudiziario, di quanto non sappia un attento lettore di giornali, ed ascoltatore di radio e tele giornali. Un buon utente di informazione on line.

Dunque, quanto andiamo ora scrivendo su Angelino Alfano, improbabile Ministro dell’Interno (per mancanza di prove) della sempre più improbabile Repubblica Italiana (vieppiù resa tale dall’avere un tale se dicente responsabile dell’Ordine e della Sicurezza) non nasce da informazioni riservate, di Procure o Servizi che siano. E, ridunque, trattasi di semplice collazionamento di informazioni pubbliche e di conseguenti deduzioni logiche. Ma quando la realtà, lo stato dei fatti, è così evidente da essere sotto gli occhi di tutti, non è che ci voglia moltissimo per fare la somma di due più due. Che nel mondo al di qua dello specchio fa, dovrebbe sempre fare, quattro. E, dunque cube, parafrasando lo storico saggio di Andrej Alekseevič Amal’rik (scritto addirittura nella sua prima versione nel 1969, inizialmente circolato come samizdat), “Sopravviverà l’Unione Sovietica fino al 1984?”, siamo per l’appunto a chiederci: “Sopravviverà Angelino Alfano sino al 31 Dicembre 2015?”. Politicamente ed istituzionalmente, s’intende. La risposta è la stessa, data dalla storia, dal punto di vista sostanziale, per l’URSS, e dal punto di vista della proiezione previsionale per Alfano. No. Tesi che andiamo sostenendo da tempo, argomentandola con fatti, non pugnette. Tanto da avere, ad un certo punto, data la drammaticità degli eventi, sospeso la celia su un soggetto che sembra il fratello scemo di Checco Zalone. (‘Dietro’, e dentro cui, peraltro, c’è l’intelligente Luca Medici, ed in aggiunta, successivamente, pure Gennaro Nunziante. Chi c’è dietro, e dentro, Alfano? La risposta temiamo sia la più raccapricciante. ’Dietro’ e dentro Angelino Alfano c’è solo Angelino Alfano).

Ora tocca a Luca Odevaine parlare di Alfano. Già Vice Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Walter Veltroni, a lui sopravvissuto ai vertici della struttura dirigenziale capitolina e laziale, prima come Capo della Polizia Provinciale con Nicola Zingaretti, quindi al Coordinamento Nazionale sull’accoglienza ai richiedenti del Ministero dell’Interno. Tira in ballo il Ministro sostenendo: “I vertici della Cooperativa La Cascina mi avevano detto di avere rapporti diretti con il Sottosegretario agli Interni Giuseppe Castiglione, Maurizio Lupi ed Angelino Alfano”. (Vedi anche, per la ricostruzione delle vicende de La Cascina, con particolare riguardo al centrale coinvolgimento nelle vicende di Mafia Capitale: Quanto fieno in Cascina. E da quanto .1, 2015 Giugno 9. La Cascina e le sue ‘fondamenta giudiziarie’. Dagli anni ’90 .2, 2015 Giugno 10. La Cascina, sempre la stessa storia .3, 2015 Giugno 11).

Ma non è neanche, soprattutto, questo. Pur rilevantissimo in un Paese serio, o almeno dignitoso. Non è neanche, soprattutto, il pesante giudizio da parte dei vertici Europei nei confronti della gestione materiale dell’emergenza (iperemergenza strutturale) di migranti e profughi. Non è neanche, soprattutto, il salvataggio parlamentare dagli arresti domiciliari del Senatore Antonio Azzollini. Non è neanche, soprattutto, aver trasformato l’NCD da Nuovo Centro Destra a Nuovo Centro Detentivo.

E’ il combinato disposto di tutto questo. E di più. E’ che solo negli Albi Bonelli, Tex Willer viene continuamente sfiorato dalle pallottole e se la cava al più con ferite di striscio. Nella realtà prima o poi, magari su quello che meno te lo aspetti, e neanche dal colpo più preciso, vieni comunque attinto. E ci rimani.

 

A.A.A. Ministro dell’Interno cercasi’ sarebbe stato opportuno, da tempo, affiggere alle porte del Viminale. Esplicitando così la tragedia di un uomo (e di un Paese) ridicolo. Che adesso annuncia pure di voler respingere l’amnistia proposta da Francesco. ‘Nobile gesto’, ma attento, ché potrebbe averne bisogno a breve. Poi si fa pure un giro osannante alla festa de l’Unità. E subito immaginiamo la straordinaria coppia comica rappresentata da lui ed Erasmo D’Angelis, direttore de fantastico quotidiano satirico in questione. I più affezionati tra i nostri lettori lamentano, con sempre maggiore forza, la troppo lunga assenza di uno dei nostri protagonisti prediletti. Di chi, credendosi Ministro degli Interni della Repubblica Italiana, si comporta di conseguenza (si fa per dire). Una nostra non piccola pecca, dovuta alla serietà di tempi in cui non c’è molto da ridere. Anzi. Per cui, vista la drammaticità di una situazione, di situazioni, simili ci eravamo autoimposti una moratoria. Ma, un po’ per dovere, un po’ per irrefrenabile istinto, un po’ perche, con Aldo Palazzeschi e Paolo Poli, “E lasciatemi divertire” (e speriamo almeno un pochino anche voi)… Quindi, seguendo la gloriosa tradizione della battuta riproposta da Winston Churchill, e poi dal nostro Fortebraccio… “Si fermò una macchina, si aprì uno sportello, non ne scese nessuno. Era Angelino Alfano”.

Ah… Son soddisfazioni.

 

 

 

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