mercoledì, Agosto 4

Sono solo canzonette? Da Ezra Pound a Lucio Battisti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Renato Zero

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Le case di ognuno di noi, sono i primi giacimenti di risorse, di ogni sorta, che generalmente e colpevolmente trascuriamo. Forse perché attanagliati dalla morsa dalle urgenze dettate della vita quotidiana, o più semplicemente perché si vive in un momento storico nel quale tutto va ricercato fuori di noi. Fuori dalle nostre stesse case per l’appunto. Ma come tutti i meccanismi, anche questi presentano delle falle. In qualche modo si riesce felicemente a sfuggire, almeno per un certo periodo dagli strangolanti e annichilenti tentacoli cui facevamo riferimento poc’anzi. Confesso che di ‘scappatelle’ in tal senso sono riuscito a effettuarne svariate, sempre coronate da grande arricchimento dello spirito. Parola grossa, impegnativa, un poco desueta, sicuramente fuori linea dalla bolgia dei parametri indicatici dai ‘benpensanti’ dei giorni nostri. Per farla breve, ho passato parte delle vacanze in campagna. Nella casa di campagna, che come tutte quelle di questo genere, risentono dei traffici del porta e riporta indietro cose e oggetti dalla casa di città. Nel trambusto di questi abituali via vai, ci si abitua a dare per definitivamente smarrito qualcosa, ad esempio un libro. Tra un’occhiata, al taglio dell’erba effettuata sotto gli olivi, operazioni di minuto mantenimento del casale, raccolta di pomodori e altro dall’orto, non poteva non scapparci qualche capatina tra i ripiani della arruffata libreria. Durante una di queste, mi è letteralmente sbocciato tra le mani un testo del 1934 di Ezra PoundL’ABC del leggere’. Testo che tra me e me avevo dato per disperso. Questo ritrovamento è stata fonte di grande gioia, ed è andata a costituire l’ossatura delle mie letture dell’estate appena trascorsa.

La vicenda umana di Pound, come molti sapranno, è stata molto contrastata, culminata con l’internamento del Poeta in una gabbia esposta ai rabbiosi raggi del sole e all’avvicendarsi delle intemperie, a seguito dell’accusa di tradimento del suo Paese, gli Stati Uniti d’America, per aver reiteratamente e pubblicamente (in special modo in delle trasmissioni radiofoniche) espresso opinioni favorevoli nei confronti di Benito Mussolini e il Governo da lui presieduto.

Per la sua opera, fu indicato da più d’uno come il Dante del XX° secolo. Al netto di tutte le controverse valutazioni sulle posizioni politiche assunte dal Poeta, e di feroce critica economica sui temi ‘dell’usura’, argomenti questi sfiorati neanche lontanamente nel libro della mia lettura estiva, in questo testo, spicca la vocazione pedagogica di Pound associata a quella di individuare e promuovere talenti. Leggendo, si rimane quasi storditi dalle mole di citazioni colte menzionate, che vanno dal ‘Donna me prega’ di Guido Cavalcanti, all’opera di Dante nelle sue varie articolazioni, e tanto tanto di altro. Ci si rende conto di trovarsi di fronte a un tipo di personalità dallo spessore smarrito. L’erudito. Ora ce la barcameniamo con ‘intellettuali da talk show’.   ‘Se la letteratura di una Nazione declina, la Nazione si atrofizza e decade’. Questa citazione dal ABC del leggere, consente di intravedere la scala di valori del quale era portatore il Poeta. Pier Paolo Pasolini, ebbe svariati incontri con Ezra Pound (di un incontro intervista di questi vi è memorabile testimonianza nelle Teche Rai), in uno di essi l’autore friulano chiese: «Cosa sono i Cantos?», alludendo all’opera poetica più corposa dell’interlocutore americano. «Musica» fu la sobria quanto incisiva risposta. Questo è un prezioso indizio per capire il vivissimo interesse che Pound riserverà sempre alla poesia dei trovatori nel periodo che orientativamente possiamo individuare tra il 1050-1300. Poesia di grande interesse per la melopea, ossia la fusione delle parole con la musica. Questione espressiva che come ebbe a dire Dante «comprende l’Arte intera».

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